Due testimoni presenti nello stesso vagone, ma due racconti differenti sui momenti dell'aggressione. È quanto emerso oggi in aula a Cuneo nel corso del processo a carico di O. C., 30enne cittadino nigeriano residente a Borgo San Dalmazzo, finito a giudizio per la presunta aggressione al capotreno avvenuta due anni fa a bordo del regionale Cuneo-Ventimiglia delle 17:15.
Da un lato chi sostiene di aver visto soltanto urla, strattonamenti alla giacca e una situazione di forte tensione; dall'altro chi parla di una vera e propria aggressione fisica con una spinta violenta da un lato all'altro del convoglio.
A presiedere il dibattimento è il Giudice Monocratico, Graziana Cota. L'imputato (classe 1994) deve rispondere delle accuse di lesioni personali, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, rifiuto di fornire le generalità e interruzione di pubblico servizio. Nel processo si sono costituite due parti civili: il capotreno ferito e Trenitalia.
L'episodio risale al 2 febbraio di due anni fa, quando il controllore ha chiesto il biglietto all'imputato. Sprovvisto di titolo di viaggio, l'uomo si è opposto anche alla richiesta dei documenti per la sanzione.
Il primo teste a deporre, un giovane di Sanremo seduto accanto all'imputato, ha escluso che vi siano stati colpi diretti: "Quando il controllore ha chiesto il documento per la multa, l'uomo è andato in escandescenza: non l'ha colpito, urlava e l'ha strattonato per la giacca. Mi sono messo in mezzo per cercare di evitare il peggio anche perché nessuno faceva niente», ha spiegato il passeggero. «Ho cercato di dividerli ma non è stato facile; il capotreno è poi riuscito ad allontanarsi e si è chiuso nella sua cabina. L'imputato andava avanti e indietro per il vagone e poi si è seduto. La corsa è stata interrotta a Borgo San Dalmazzo e sono dovuto rientrare a Cuneo con un bus, rinunciando a tornare a casa quel giorno».
Di diverso avviso il secondo viaggiatore ascoltato oggi, anch'egli diretto in Liguria, che ha descritto uno scontro ben più violento: "Lo ha colpito perché non aveva il biglietto e gli stava facendo la multa: l'ha spinto forte e l'ha buttato dall'altro lato del treno. Poi sono arrivati i Carabinieri e il treno è rimasto fermo a Borgo, siamo dovuti scendere tutti".
L'intervento dei Carabinieri alla stazione di Borgo San Dalmazzo ha bloccato il convoglio per circa due ore prima che potesse ripartire con un secondo capotreno. Per il ferroviere aggredito, trasportato in pronto soccorso, la diagnosi iniziale parlava di lesioni guaribili in tre giorni, ma le postumi dell'infortunio subito in servizio lo hanno poi tenuto lontano dal lavoro per circa un mese. Il processo è stato aggiornato al 25 gennaio per l'esame dell'imputato e la chiusura dell'istruttoria dibattimentale.


