Il presidio dei lavoratori ex Ilva in aeroporto proseguirà a oltranza, anche durante la notte, in attesa di una comunicazione che congeli le decisioni sulla cassa integrazione almeno fino al 27 ottobre. A ribadirlo è Armando Palombo della Fiom, che riferisce del confronto in prefettura con la struttura commissariale avvenuto questa mattina.
"Andremo avanti qua a oltranza finché non arriva una semplice cosa: una comunicazione che ci siano le bocce ferme almeno fino al 27 ottobre, data in cui Mantovano ci convoca alla presidenza del Consiglio", afferma il sindacalista.
Palombo rpiega che alla riunione erano presenti i tre commissari, il capo del personale e i rappresentanti sindacali. Nel corso dell'incontro sono stati illustrati i problemi dello stabilimento, ma per l'esponente della Fiom resta una distanza nella valutazione della situazione: "I commissari, secondo me, sottovalutano il caso Genova".
Al centro della contestazione c'è la richiesta di riconoscere le specificità industriali del sito genovese nelle decisioni sulla cassa integrazione. "È vero che siamo tutti sulla stessa barca, però le situazioni industriali sono diverse, per ovvi motivi", sottolinea Palombo.
Il sindacato chiede quindi un impegno scritto in attesa dell'appuntamento del 27 ottobre. Fino ad allora, senza una risposta, la mobilitazione continuerà: "Questo abbiamo detto e ribadiamo. Dormiamo qua in aeroporto".


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