Il Nazionale

Cronaca | 17 ottobre 2026, 07:21

Caso Beatrice, le sorelline avrebbero confermato le precedenti dichiarazioni: sei ore di incidente probatorio, filtra soddisfazione in Procura

Dopo il silenzio dei difensori all'uscita dalla Questura di Genova, arrivano le prime valutazioni degli inquirenti sull'audizione delle due bambine. Prima dell'esame i legali di Iannuzzi avevano ribadito la sua innocenza, mentre la difesa di Aiello aveva sottolineato di aver richiesto l'incidente probatorio

Caso Beatrice, le sorelline avrebbero confermato le precedenti dichiarazioni: sei ore di incidente probatorio, filtra soddisfazione in Procura

Sei ore di incidente probatorio, il silenzio dei difensori all'uscita dalla Questura di Genova e, soltanto successivamente, le prime indicazioni sull'esito di una giornata particolarmente delicata per l'inchiesta sulla morte della piccola Beatrice. Le due sorelline della bambina di due anni morta lo scorso 9 febbraio a Bordighera avrebbero sostanzialmente confermato le dichiarazioni rese durante le precedenti audizioni. È questa la valutazione che filtra dalla Procura di Imperia, dove l'esito dell'incidente probatorio viene accolto con soddisfazione, pur senza entrare nel merito dei singoli passaggi delle testimonianze.

Un'indicazione significativa, che arriva dopo una giornata trascorsa nel massimo riserbo e che assume particolare rilievo alla luce del peso attribuito ai racconti delle due minori nella ricostruzione degli ultimi giorni di vita della sorellina. Non sono stati resi noti ulteriori dettagli, né è possibile stabilire quali circostanze siano state affrontate durante l'esame e se siano emerse precisazioni rispetto alle prime dichiarazioni. L'incidente probatorio si è svolto ieri, negli uffici della Questura di Genova, dove le due bambine sono state ascoltate con modalità protette, nell'ambito del procedimento che vede indagati Emanuela Aiello ed Emanuel Iannuzzi, entrambi attualmente detenuti.

Sei ore di audizione e il silenzio dei difensori. Le operazioni sono iniziate alle 11 con il conferimento dell'incarico al perito Giorgio Cavaleri e la formulazione dei quesiti, mentre alle 11.30 era previsto l'avvio dell'esame delle minori. L'attività si è protratta per gran parte del pomeriggio, fino alla conclusione intorno alle 17. Presenti gli avvocati Bruno Di Giovanni e Laura Corbetta, difensori di Aiello, e Cristian Urbini e Maria Gioffrè, legali di Iannuzzi. I due indagati hanno seguito le operazioni in collegamento da remoto, mentre negli uffici della Questura erano presenti anche i consulenti delle parti e Sara Manuello, legale di Maurizio Rao, padre di Beatrice. All'uscita, nessuna anticipazione su quanto accaduto durante l'esame. Interpellati dai giornalisti, Urbini e Gioffrè hanno scelto di non commentare il contenuto delle testimonianze, mantenendo il massimo riserbo anche di fronte alle domande su un'eventuale conferma delle precedenti dichiarazioni. "Non rilasciamo nessuna dichiarazione, nel rispetto delle bambine innanzitutto e del lavoro che sta facendo la magistratura", hanno spiegato i difensori di Iannuzzi. Una posizione ribadita più volte: "Non commentiamo nessun punto dell'incidente probatorio". Alla domanda sulle condizioni delle due sorelle, i legali si sono limitati a rassicurare: "Le bambine stanno bene". Nessuna risposta, invece, sulle eventuali novità emerse nel corso dell'audizione. "Non possiamo entrare sulle dichiarazioni", hanno concluso. Un atteggiamento di riservatezza che ha accompagnato la conclusione dell'attività giudiziaria, prima che dalla Procura arrivasse una prima valutazione sull'esito dell'esame.

Prima dell'audizione: "Vogliamo che emerga la verità". Il quadro della giornata era stato delineato già in mattinata, quando i difensori degli indagati avevano incontrato i cronisti prima dell'ingresso in Questura. Gli avvocati Urbini e Gioffrè avevano spiegato di attendersi dall'incidente probatorio un approfondimento delle circostanze già riferite dalle due sorelle, auspicando che l'esame potesse contribuire a una ricostruzione più completa dei fatti. "Ci aspettiamo comunque che venga fuori un'altra faccia, oltre a quello che hanno già detto le bambine, della verità di come sono stati svolti i fatti", avevano dichiarato. I legali avevano quindi ribadito la posizione di Emanuel Iannuzzi, sottolineando che il loro assistito "continua a ritenersi innocente, a dichiararsi innocente e a respingere tutti i capi d'accusa". Nel corso delle dichiarazioni erano stati affrontati anche alcuni degli aspetti più controversi dell'inchiesta, dalla possibile assunzione di sostanze stupefacenti da parte della bambina alla presenza di lividi sul suo corpo. Secondo la ricostruzione riferita dai difensori, Iannuzzi sostiene di non essere stato a conoscenza dell'eventuale assunzione di sostanze da parte di Beatrice e di aver notato i lividi il sabato sera, chiedendo spiegazioni su quanto osservato.

La difesa della madre: "È stata lei a chiederci di ascoltare le bambine". Di particolare rilievo anche le dichiarazioni rilasciate prima dell'incidente probatorio dall'avvocata Laura Corbetta, che assiste Emanuela Aiello insieme a Bruno Di Giovanni. La legale aveva rivendicato l'iniziativa della difesa nella richiesta di procedere all'audizione protetta delle due sorelle. "L'abbiamo chiesto noi l'incidente probatorio e riteniamo che sia abbastanza importante", aveva spiegato. Corbetta aveva poi aggiunto un elemento relativo alla posizione della propria assistita: "È stata la nostra cliente a chiederci di sentire le bambine perché in tante occasioni lei non è stata presente". Una scelta difensiva finalizzata, dunque, ad approfondire attraverso il contraddittorio quanto le due minori hanno riferito sugli avvenimenti e sulle dinamiche familiari. L'incidente probatorio era stato ammesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Imperia, Massimiliano Botti, dopo che la richiesta aveva incontrato le obiezioni della Procura sui tempi dell'audizione e le perplessità del curatore delle minori rispetto al rischio di una nuova esposizione a esperienze traumatiche. Il giudice aveva infine disposto l'esame, individuando nella Questura di Genova una sede attrezzata per garantire l'ascolto protetto delle bambine, senza un confronto diretto con gli indagati.

Le dichiarazioni delle sorelle e il peso nell'inchiesta. Le due bambine erano già state ascoltate durante la prima fase delle indagini, fornendo elementi sulla vita familiare e sul fine settimana precedente alla morte di Beatrice, trascorso tra Perinaldo e Bordighera. Proprio quei racconti hanno assunto un ruolo importante nella ricostruzione investigativa, anche in relazione alle condizioni della piccola e ai malesseri che avrebbe manifestato prima del decesso. La nuova audizione aveva l'obiettivo di acquisire le testimonianze con le garanzie del contraddittorio, consentendo alle parti di approfondire le circostanze riferite e di sottoporle a verifica nell'ambito di un atto destinato a conservare valore probatorio anche nell'eventuale processo.

La sostanziale conferma delle precedenti dichiarazioni, secondo la valutazione che emerge dalla Procura, rappresenta ora un elemento di soddisfazione per l'accusa. Non equivale, tuttavia, a un accertamento definitivo delle responsabilità degli indagati, né consente di anticipare il contenuto integrale delle testimonianze. Resta infatti da comprendere in che modo quanto riferito dalle sorelle si inserirà nel quadro degli accertamenti tecnici, medico-legali e investigativi già condotti e di quelli ancora da completare.

Una giornata che potrebbe pesare sugli sviluppi dell'indagine. L'incidente probatorio si chiude così con due elementi distinti: da una parte, la riservatezza delle difese, che hanno scelto di non commentare quanto ascoltato; dall'altra, la soddisfazione che filtra dagli uffici della Procura di Imperia per una testimonianza che, secondo la prima valutazione degli inquirenti, non avrebbe sostanzialmente modificato il quadro delle precedenti dichiarazioni. Le posizioni degli indagati restano da accertare nelle sedi giudiziarie. Iannuzzi, attraverso i suoi difensori, continua a respingere le accuse, mentre la difesa di Aiello ha indicato proprio nell'ascolto delle bambine un passaggio necessario per approfondire le circostanze sulle quali la donna sostiene di non avere conoscenza diretta.

Dopo sei ore trascorse negli uffici della Questura di Genova, l'attenzione torna dunque sull'inchiesta della Procura di Imperia. Le due sorelle hanno nuovamente raccontato quanto ricordano. Il contenuto dettagliato delle loro parole rimane riservato, ma per gli inquirenti la giornata avrebbe confermato, nei suoi aspetti sostanziali, quanto già emerso dalle prime audizioni.

Andrea Musacchio

In Breve