Gli studenti di Cambiare Rotta hanno montato questa mattina le tende all’Albergo dei Poveri, avviando un presidio permanente contro il carovita e il costo degli studi. La mobilitazione coincide con l’incontro di presentazione del nuovo campus universitario di Erzelli, previsto nel pomeriggio nell’aula magna della struttura.
Secondo quanto annunciato dal collettivo, all’appuntamento sono attesi il rettore Federico Delfino, il futuro rettore Antonio Uccelli, la sindaca Silvia Salis, il presidente della Regione Marco Bucci e il viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi. È a loro che gli studenti intendono rivolgere le proprie richieste su alloggi, trasporti, tasse e spazi universitari.
"Gli studenti sono stanchi di pagare sulla loro pelle le scelte di un’università e di una classe politica che non hanno la priorità di garantire loro un vero diritto allo studio, ma preferiscono favorire gli interessi della guerra e delle aziende private", afferma Cambiare Rotta. Il collettivo richiama le mobilitazioni delle giovani generazioni in Francia sulla crisi della formazione e in Spagna sull’emergenza abitativa, collegandole alle proteste in corso negli atenei italiani.
Al centro della contestazione c’è anche il progetto di Erzelli. Gli studenti indicano uno stanziamento universitario di 70 milioni di euro per il periodo 2025-2027 e criticano la scelta di costruire il campus di Ingegneria nell’area in cui si trovano aziende come Ansaldo e Leonardo. Una vicinanza che il collettivo interpreta come il segnale di un rapporto sempre più stretto tra università, interessi privati e industria bellica.
"Abbiamo di fronte i rappresentanti di università, Comune, Regione e governo che, sui rispettivi livelli, sono responsabili della crisi che ogni giorno viviamo noi studenti", sostengono i manifestanti, accusando le istituzioni di non aver dato risposte concrete ai problemi del diritto allo studio.
La questione abitativa è uno dei principali motivi della protesta. Cambiare Rotta denuncia un numero di posti nelle residenze insufficiente rispetto alle necessità dei fuorisede, condizioni di manutenzione e igiene inadeguate in alcune strutture e affitti sempre più difficili da sostenere. Una situazione che, secondo il collettivo, costringe un numero crescente di studenti a lavorare per mantenersi durante il percorso universitario. Le critiche riguardano anche Aliseo, accusata di aver aumentato i costi degli alloggi, adeguando un servizio pubblico alle logiche del mercato privato.
A questo si aggiungono le difficoltà negli spostamenti. Gli studenti contestano la gestione del trasporto pubblico da parte dell’amministrazione comunale, sostenendo che la riduzione del servizio renda più complicato raggiungere le sedi universitarie, soprattutto dalle periferie. Nel comunicato criticano inoltre le proposte che attribuiscono alla sindaca e al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sulla creazione di un Cpr e di alloggi per la polizia nel centro storico: "Per gli studenti sembra che non si trovi mai posto".
Il presidio porta all’attenzione anche le carenze degli spazi universitari. Il collettivo segnala aule sovraffollate all’Albergo dei Poveri, la biblioteca di Filosofia chiusa da due anni e l’assenza di una mensa a Valletta Puggia. Problemi sui quali, sostiene Cambiare Rotta, le mobilitazioni e le richieste degli studenti non avrebbero ottenuto risposte dal rettore.
Sul piano nazionale, la protesta prende di mira le scelte del governo e il sottofinanziamento dell’università pubblica. Nel documento gli studenti denunciano tagli per 700 milioni di euro nell’ultimo anno, collegandoli all’aumento delle tasse e alla riduzione dei servizi in diversi atenei, tra cui quello genovese. Segnalano inoltre una riduzione di 40 milioni per gli enti del diritto allo studio e contestano il ricorso ai partenariati pubblico-privati per gli studentati finanziati dal Pnrr, criticando le politiche della ministra dell’Università Anna Maria Bernini.
Per Cambiare Rotta, queste scelte si inseriscono in una più ampia politica di aumento delle risorse destinate al riarmo a scapito di formazione e spesa sociale. "Gli studenti vivono un presente di precarietà e un futuro di guerra. Noi non ci stiamo", afferma il collettivo.
Gli studenti annunciano quindi l’intenzione di restare con le tende all’Albergo dei Poveri per incontrare i rappresentanti delle istituzioni e presentare le proprie rivendicazioni. La mobilitazione proseguirà anche il 30 ottobre, con la partecipazione allo sciopero generale indetto dall’Usb, che il collettivo richiama insieme allo sciopero internazionale dei porti.


