Ci sono discorsi istituzionali che servono a celebrare ciò che è stato fatto e altri che, quasi senza volerlo, finiscono per raccontare soprattutto ciò che resta da fare. Quello pronunciato ieri dal sindaco di Sanremo, Alessandro Mager, in occasione della cerimonia dei Premi San Romolo al Casinò, appartiene in buona parte alla seconda categoria. Nel ripercorrere l'attività dell'amministrazione, il primo cittadino ha rivendicato gli interventi realizzati in diversi settori, dall'edilizia scolastica al sociale, dalla cultura alla sicurezza, ma ha soprattutto indicato alcune delle partite destinate a segnare il futuro della città. Porto Vecchio, corso Garibaldi e piazza Colombo sono i tre grandi capitoli di una trasformazione urbana che Sanremo attende da tempo. Accanto alle prospettive, però, rimangono le difficoltà legate ai cantieri che procedono a rilento, alle imprese che non rispettano le aspettative e a una macchina amministrativa chiamata a tradurre le intenzioni in opere compiute.
Il passaggio più significativo riguarda probabilmente il progetto di riqualificazione del Porto Vecchio, un intervento di cui si parla da anni e che continua a rappresentare una delle occasioni più importanti per ripensare il rapporto tra Sanremo, il mare e le attività economiche legate allo scalo. Mager ha lasciato intendere che si possa essere finalmente arrivati a una fase decisiva, grazie a un possibile accordo con tutti gli operatori coinvolti. "Il progetto del porto sarebbe decollato se avesse trovato il consenso di tutti i fruitori del porto", aveva spiegato un anno fa, indicando proprio nella condivisione la condizione necessaria per superare le difficoltà. Oggi il sindaco ritiene che quel traguardo possa essere vicino, pur mantenendo la prudenza che accompagna ogni annuncio su un intervento tanto complesso. È un segnale incoraggiante, ma la differenza la faranno i prossimi passaggi: un'intesa concreta, un progetto definito e un cronoprogramma credibile. Anche il collegamento sotterraneo sotto via Nino Bixio, che il primo cittadino preferisce chiamare sottopasso per i suoi circa 200 metri, rientra in una visione che dovrà dimostrare di saper conciliare viabilità, sviluppo e qualità urbana.
Il porto, del resto, non è soltanto una questione di infrastrutture. È uno dei luoghi nei quali Sanremo può giocarsi una parte importante della propria competitività turistica, della capacità di attrarre investimenti e dell'opportunità di valorizzare il patrimonio urbano. Per questo il confronto con gli operatori rappresenta un passaggio indispensabile, ma non può diventare un punto di arrivo. Il consenso è la premessa per partire, non il risultato finale dell'operazione. La città ha bisogno di sapere quale porto si intenda realizzare, quali saranno i benefici per i cittadini, quali gli effetti sulla circolazione e come verranno integrate le esigenze delle attività esistenti con quelle di una riqualificazione complessiva. Dopo anni di discussioni, la prospettiva di un accordo merita attenzione e fiducia, ma anche la necessaria concretezza. Il rischio, altrimenti, è che un progetto destinato a cambiare uno dei luoghi più rappresentativi della città continui a rimanere sospeso tra annunci, confronti e aspettative.
Un altro fronte indicato da Mager è quello di corso Garibaldi, sul quale l'amministrazione intende investire per arrivare a una soluzione capace di rispondere non soltanto alle esigenze del traffico, ma anche a quelle delle attività commerciali presenti lungo la strada, che il sindaco ha quantificato in circa 55. È un'impostazione condivisibile, perché ogni intervento sulla viabilità urbana rischia di produrre conseguenze ben oltre la semplice organizzazione della circolazione. Corso Garibaldi è un asse importante della città, frequentato quotidianamente da residenti, automobilisti e clienti delle attività economiche. Ripensarlo significa trovare un equilibrio tra accessibilità, sicurezza, vivibilità e possibilità di lavorare. Il coinvolgimento del Consiglio comunale, annunciato dal sindaco una volta disponibile un progetto, sarà quindi essenziale. La qualità di un intervento non si misura soltanto dalla sua resa estetica, ma dalla capacità di funzionare nella vita quotidiana, senza penalizzare chi vive e lavora nella zona. Per questo sarà importante conoscere le alternative progettuali, i costi e gli effetti previsti prima di assumere decisioni definitive.
Ancora più ambizioso è il discorso su piazza Colombo, uno spazio centrale che, secondo Mager, non può continuare a essere considerato soltanto per la sua configurazione attuale. Il sindaco ha ricordato di avere già a disposizione un rilievo delle aree sopra e sotto la strada e ha parlato di superfici potenzialmente utilizzabili per immaginare una nuova organizzazione dello spazio. L'intenzione è affidare a studi professionali qualificati il compito di elaborare una panoramica delle possibili soluzioni per la piazza del futuro, con l'obiettivo di arrivare, entro il 2027, a una linea progettuale condivisa. È un passaggio che merita attenzione proprio perché riguarda un luogo simbolico, utilizzato per eventi, manifestazioni e appuntamenti che scandiscono la vita cittadina. Mager ha sottolineato che una decisione di questa portata non può essere presa da poche persone, ma deve essere discussa nell'intero Consiglio comunale. La partecipazione, in questo caso, non è un adempimento formale: è la condizione per evitare che una trasformazione tanto importante nasca già divisiva.
La prospettiva di ripensare piazza Colombo apre inevitabilmente una questione più ampia: quale idea di Sanremo vuole costruire l'amministrazione per i prossimi anni? Non basta immaginare nuove superfici, riorganizzare la circolazione o individuare possibili funzioni. Occorre capire come gli spazi pubblici possano diventare più accoglienti, accessibili e funzionali, senza perdere il loro ruolo di luoghi d'incontro. In una città che vive di turismo, ma che deve anche rispondere alle necessità dei residenti, le scelte urbanistiche hanno ricadute dirette sulla qualità della vita e sull'economia. Il percorso indicato dal sindaco, con il coinvolgimento di professionisti e Consiglio comunale, può rappresentare una buona base, a patto che non si trasformi in una lunga fase preliminare priva di scadenze. Arrivare entro il 2027 a una direzione progettuale sarebbe già un risultato, ma dovrà essere il primo passo di un percorso verificabile, con obiettivi, priorità e risorse individuate. Sanremo ha bisogno di visioni di lungo periodo, ma anche della capacità di realizzarle.
È proprio il rapporto tra ambizioni e realizzazione a riportare in primo piano uno dei nodi più delicati affrontati da Mager: i ritardi di alcuni lavori pubblici. Il sindaco ha parlato apertamente delle difficoltà incontrate con imprese che, dopo essersi aggiudicate gli interventi, si sono rivelate incapaci di portarli avanti come previsto. Ha espresso anche una critica personale al sistema degli appalti, sostenendo che le procedure pensate per semplificare finiscano talvolta per complicare ulteriormente le cose, impedendo alle amministrazioni di affidarsi con maggiore facilità a imprese del territorio considerate affidabili. È una riflessione che tocca un problema reale della gestione pubblica, ma che non può esaurirsi nella denuncia delle regole o delle responsabilità altrui. Per i cittadini, infatti, la distinzione tra le cause di un ritardo e le sue conseguenze è fondamentale, ma non modifica il disagio quotidiano provocato da un cantiere fermo. Chi amministra deve poter spiegare che cosa non ha funzionato, quali strumenti intenda utilizzare e in quali tempi sarà possibile recuperare il ritardo.
Il caso più evidente è quello del parcheggio interrato di piazza Eroi Sanremesi, un'opera che condiziona una delle aree centrali della città e che continua a rappresentare una ferita aperta per il rapporto tra amministrazione, cittadini e sviluppo urbano. La ripresa del cantiere, anche quando lascia intravedere qualche segnale di movimento, non cancella automaticamente il peso del tempo trascorso né le incognite sulle responsabilità e sulle prospettive di completamento. È un intervento che non può essere considerato soltanto come un problema tecnico o contrattuale: riguarda la vivibilità del centro, la circolazione, le attività commerciali e la fiducia dei cittadini nella capacità delle istituzioni di governare opere complesse. Le parole pronunciate dal sindaco sui ritardi acquistano qui un significato particolare. Se il sistema degli appalti presenta criticità, occorre individuare gli strumenti per gestirle prima che si traducano in anni di attesa. Per piazza Eroi servono chiarezza sullo stato effettivo dei lavori, responsabilità definite e tempi attendibili, evitando che ogni ripartenza venga accolta come una soluzione definitiva prima che vi siano garanzie concrete.
Diversa, almeno nella fase attuale, è la situazione del palazzetto dello sport, il cui cantiere è tornato a procedere a ritmo sostenuto. La ripresa delle attività rappresenta un segnale positivo e dimostra che le difficoltà non sono necessariamente irreversibili, ma proprio per questo impone di mantenere alta l'attenzione fino alla conclusione dell'opera. Anche in questo caso, infatti, il risultato non si misura soltanto dalla presenza degli operai o dall'accelerazione delle lavorazioni, bensì dalla capacità di rispettare le scadenze e consegnare alla città una struttura finalmente utilizzabile. Sanremo ha bisogno di impianti sportivi adeguati, capaci di rispondere alle esigenze delle società, dei giovani e di chi pratica attività agonistica e amatoriale. Un palazzetto completato e funzionante può diventare una risorsa per lo sport e per l'organizzazione di eventi, ma ogni ulteriore slittamento rischierebbe di indebolire il valore dell'investimento. La ripartenza è una buona notizia, il completamento sarà quella decisiva. È su questo terreno che si misura la credibilità della gestione dei lavori pubblici: non sulla promessa di recuperare il tempo perduto, ma sulla capacità di farlo davvero.
Nel suo intervento Mager ha affrontato anche altre questioni, dai divieti di balneazione registrati durante l'estate alle prospettive di miglioramento della videosorveglianza, passando per gli investimenti nelle scuole, i servizi sociali e la cultura. Sul fronte delle acque nere, il sindaco ha attribuito parte delle difficoltà alla gestione del servizio idrico e alla necessità di intervenire sulle criticità della rete fognaria, indicando l'obiettivo di evitare che la stagione turistica del 2027 ripeta i problemi di quella appena trascorsa. Ha inoltre rivendicato i lavori eseguiti negli istituti scolastici, l'apertura di una nuova scuola dell'infanzia e l'attenzione alle persone fragili, mentre per la cultura ha ricordato i risultati dell'Orchestra Sinfonica. Un quadro che restituisce l'immagine di un'amministrazione impegnata su più fronti e consapevole delle difficoltà ancora aperte. Ma proprio la varietà degli interventi richiama la necessità di individuare priorità precise. Una città si giudica tanto da ciò che riesce a progettare quanto dalla capacità di mantenere i servizi, risolvere le emergenze e completare le opere avviate.
Il discorso del sindaco ai Premi San Romolo ha avuto il merito di mettere sul tavolo opportunità e problemi, senza nascondere le difficoltà che hanno accompagnato alcuni interventi. Ora, però, si apre la fase più importante: quella nella quale le intenzioni devono trasformarsi in atti amministrativi, progetti approvati, cantieri funzionanti e opere concluse. Il Porto Vecchio dovrà dimostrare di essere davvero arrivato alla soglia della svolta; corso Garibaldi avrà bisogno di una proposta capace di conciliare mobilità e commercio; piazza Colombo dovrà trovare una prospettiva condivisa, senza perdersi in un percorso progettuale interminabile. Nel frattempo, piazza Eroi Sanremesi e il palazzetto dello sport continueranno a essere due banchi di prova decisivi per misurare la capacità di affrontare le criticità dei lavori pubblici. La Sanremo del futuro non può vivere soltanto di progetti annunciati, così come quella di oggi non può rassegnarsi ai cantieri che si trascinano. La rotta indicata da Mager è ambiziosa. La sfida, adesso, è dimostrare che la città può finalmente passare dalle prospettive ai risultati.


