Il Nazionale

Economia | 14 ottobre 2026, 07:43

Fondazione CrC, l’audizione di Gola in Commissione a Cuneo non risolve le perplessità sul “caso La Stampa”

L’acquisizione di una quota di proprietà della nuova società editrice del quotidiano non convince la maggioranza dei consiglieri. Dal presidente una rassicurazione: “Non è nelle nostre intenzioni né sarebbe nelle nostre possibilità intervenire nel merito della linea editoriale”

Fondazione CrC, l’audizione di Gola in Commissione a Cuneo non risolve le perplessità sul “caso La Stampa”

Mauro Gola, presidente della fondazione Crc, è intervenuto ieri sera, mercoledì 13 ottobre, nella prima commissione consiliare (Bilancio) a Cuneo, presieduta da Mario Di Vico.

Il tema che, prevalentemente, ha tenuto banco, come ampiamente noto, la vicenda dell’ingresso della fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, nell’azionariato della Sae, la nuova società editrice del quotidiano torinese La Stampa.

Insieme al presidente, i rappresentanti cuneesi negli organi direttivi della fondazione: Federico Borgna e Mauro Bernardi (cda) e Luisella Cavallo (consiglio generale). 

Gola, ribadendo concetti già espressi nella precedente, analoga audizione ad Alba, ha difeso la decisione, “una scelta – ha detto – che può non essere condivisa da tutti ma di cui mi assumo la responsabilità”.

Ha spiegato le ragioni con la necessità per il territorio di “avere un posizionamento editoriale in ambito nazionale e internazionale, di importante vetrina delle istituzioni cuneesi, di presidio di democrazia, di asset storico, di operazione di valore culturale e identitario, di formazione di nuove competenze e professionalità giornalistiche”.

A questo proposito ha rilanciato l’idea di un’ “Academy” giornalistica cuneese con impatto diretto sul territorio, omettendo però di considerare – peccato veniale, dal momento che le normative di accesso alla professione giornalistica non sono di sua competenza - che non sono né una società editrice, né una fondazione bancaria a doversi occupare di ciò, ma semmai l’Ordine dei giornalisti cui la legge affida la funzione. 

Ma si tratta di quisquilie.  

Gola ha piuttosto voluto rassicurare chi – e sono state diverse le obiezioni sollevate al riguardo – temeva un’ingerenza diretta nella gestione dell’informazione. “Non ci occuperemo in alcun modo di linea editoriale. Col 5% non sarebbe nelle nostre possibilità; del resto – ha sottolineato in più d’un passaggio - non è mai stato nelle nostre intenzioni”. 

Se la sindaca Patrizia Manassero si è limitata ad introdurre la seduta, molti sono stati gli interventi dei consiglieri, di cui non è possibile dare qui conto in maniera compiuta. 

Alcuni ci hanno fatto pervenire i testi; cercheremo di darne pubblicazione in seguito. 

Se Giancarlo Boselli (Indipendenti), il primo ad intervenire, se l’è presa con Borgna, chiedendo le sue dimissioni dal cda della Sae non essendosi realizzato – come da lui sostenuto e riferito dalla sindaca – il blind trust, altri come Beppe Lauria e Ugo Sturlese hanno posto l’accento su altre questioni. Lauria è arrivato, provocatoriamente, a chiedere a Gola di porre la fondazione a capofila per la costruzione del nuovo tunnel. 

E poi, con sottile perfidia, ha rifilato una stoccata (senza citarlo) ad Enrico Collidà, presidente della Gemma Venture, società partecipata al 100% dalla fondazione. “Se un consigliere comunale per entrare in fondazione – ha rilevato - deve dimettersi un anno prima, altrettanto dovrebbe valere a parti rovesciate”. 

Sturlese ha adombrato una subdola “operazione di potere del centrodestra con la connivenza del partito democratico”. 

Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia), parlando di inopportunità politica e culturale, si è chiesto: “Siamo certi che nel 2027 e negli anni a venire verrà garantita l’imparzialità nell’informazione?”. 

Più concilianti i toni di Vincenzo Pellegrino (Centro per Cuneo): “dai vertici della Fondazione – ha affermato - c’è soltanto da imparare” e ha difeso a spada tratta Borgna dagli attacchi di Boselli: “Chi meglio di lui, che è stato sindaco di Cuneo e presidente della Provincia, conosce il territorio e può quindi rappresentarlo nel cda de La Stampa?”. 

Perplessità sono venute anche dai banchi della destra, sia per voce di Massimo Garnero (Fratelli d’Italia) che di Franco Civallero (Forza Italia). Quest’ultimo ha espresso parole di apprezzamento per la conduzione della fondazione, ma ha criticato l’operazione “La Stampa”. “Non voglio essere colui che fa i capricci – ha affermato – ma devo dire che non mi è proprio piaciuta. A Gola e ai suoi amministratori dico: bravi! Ma non posso non far notare che anche in fondazione non tutte le ciambelle escono col buco”. 

Conciliante l’intervento di Claudia Carli (Pd) ed elogiativo quello di Luca Paschiero (Cuneo Civica). La prima ha evidenziato il valore e la necessità dell’autonomia; il secondo ne ha tessuto le lodi per quanto riguarda la gestione finanziaria. 

Oltre due ore di dibattito non sono servite a fugare le perplessità. Chi le aveva si è alzato senza che i suoi dubbi fossero dissipati. 

Il presidente, dal canto suo, ha ribadito la bontà dell’operazione assumendosene la paternità. 

Giampaolo Testa

In Breve