Era stato l'avvocato Erik Bodda, nei giorni scorsi, a portare alla nostra attenzione un episodio avvenuto alla stazione degli autobus di Alba, dove un ragazzo di 15 anni era stato aggredito e malmenato da un coetaneo, responsabile anche di danneggiamento, avendo lanciato una pietra contro il vetro del bus dentro il quale il 15enne si era rifugiato. LEGGI QUI
Abbiamo approfondito la vicenda, riuscendo a contattare la famiglia del ragazzo vittima di quell'aggressione, che ha già presentato querela ed è assistita da un legale.
C'è anche un referto medico con una prognosi di sette giorni ad attestare la violenza del fatto.
L'episodio di cui abbiamo scritto, però, non è il primo e tantomeno l'unico. Sono gli stessi genitori del ragazzino a raccontarlo.
"Era il quarto giorno di scuola. Nostro figlio, sempre alla stazione degli autobus di Alba, è intervenuto per cercare di difendere una ragazza che conosce di vista. La stavano picchiando altre due ragazzine, una le tirava i capelli, l'altra le dava dei calci all'addome. È da allora che è iniziato l'inferno. Queste due ragazze hanno chiamato degli amici, che non aspettavano altro, evidentemente. Non solo hanno picchiato mio figlio, ma in qualche modo si sono procurati il suo numero di telefono e da quel giorno sono iniziate le chiamate e le minacce, anche di morte, con frasi violente. 'Ti sgozzo come un maiale', si leggeva in uno di questi messaggi. Siamo stati dai carabinieri, che conoscono bene la situazione e più volte sono intervenuti per fermare questo minorenne, ma servirebbe l'intervento della Procura e del Tribunale dei Minori. Possibile che questo ragazzino non si possa fermare? Sanno tutti chi è e cosa fa, ma le istituzioni non intervengono, nonostante le querele, le immagini della videosorveglianza e le numerose testimonianze. Gli unici che ci hanno aiutato, fino ad oggi, sono stati i carabinieri".
Nel frattempo, questi genitori sono costretti a scortare e andare a riprendersi ogni giorno il figlio a scuola, fortemente provato da quanto accaduto. Un'organizzazione non facile, tra distanza e lavoro. Ma la salute del loro ragazzo conta più di tutto.
Lui, peraltro, sa difendersi: pratica arti marziali, non è uno sprovveduto. Ma cosa può fare quando viene aggredito da più persone?
La sua quotidianità di adolescente è stata fortemente compromessa, è diventata ormai insostenibile per lui e per la sua famiglia.
"Sta andando da una psicologa per farsi aiutare. Siamo molto preoccupati per lui e per una situazione che pare che nessuno voglia risolvere. Tutti sanno chi è, ma pare che nessuno voglia occuparsene. E intanto nostro figlio, come chissà quanti altri ragazzi, sta subendo una violenza dalla quale non sappiamo se riuscirà a riprendersi. Tutto questo succede ad Alba, nella ricca capitale del tartufo. Abbiamo perso la serenità".












