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Basket | 10 ottobre 2026, 10:40

Varese, serve aria. E arriva Amedeo: contro Trieste Della Valle prova a rianimare l'attacco biancorosso

Ritorno a Masnago (palla a due ore 20.30) per dimenticare Murcia e iniziare a "ritrovare" la squadra pensata e costruita quest'estate. Serve una vittoria per togliere pressione, soprattutto a Kastritis. L'analisi dei giuliani tra vecchie conoscenze e nomi nuovi

Varese, serve aria. E arriva Amedeo: contro Trieste Della Valle prova a rianimare l'attacco biancorosso

Murcia è ancora negli occhi e nel palato, con quel suo sapore - amaro e crudo - di impossibilità conclamata.

Il bello di giocare ogni tre giorni - però - è la possibilità di scrivere in fretta un nuovo capitolo: questa sera (palla a due ore 20.30) Varese proverà a farlo ospitando a Masnago Trieste, in una sfida che mischia l’urgenza del presente ai ricordi e agli interrogativi.

La notizia del giorno (seppur ufficiale da ieri) è il rientro di Amedeo Della Valle (leggi QUI): l’ex Brescia sarà della partita, nella speranza che la sola pericolosità dei mezzi a sua disposizione possa dare “aria” a un attacco biancorosso finora asfittico, destrutturato e facilmente circoscrivibile dagli avversari. Siamo ancora lontani dalla squadra immaginata e costruita sul mercato, perché manca e mancherà ancora per almeno un mese l’equilibratore McDowell-White: l’addizione di ADV, però, inizia a mettere a posto i tasselli, cosa di cui ha disperatamente bisogno un coach Ioannis Kastritis con enormi pressioni sopra le spalle.

Tra una Masnago che attenderà il risultato finale per dimenticare o preoccuparsi (l’idea è che un’eventuale sconfitta possa dare adito ai mugugni dei supporter più impazienti) c’è di mezzo una nemesi di tanti incroci passati. Andiamo a conoscerla, anzi a ritrovarla.

L’avversaria

Diversamente dalla formazione varesina, Trieste - non partecipando alle coppe - ha potuto lavorare in maniera completa durante la settimana per preparare il match. La volontà dei ragazzi di Francesco Taccetti è chiaramente quella di dare continuità alle solide prove disputate nelle prime due giornate contro Milano prima e Venezia poi, pur senza ottenere la vittoria.

Dopo una primavera a dir poco complessa durante la quale Trieste ha seriamente temuto per il proprio futuro, davanti all’incertezza derivante dalle mosse dell’ex presidente Paul Matiasic (trasferitosi poi effettivamente a Roma, ma con il titolo di Brescia), e un’estate in cui è esploso l’affair Markel Brown, che ha preso la via di Napoli nonostante un contratto e non senza polemiche, il general manager Michael Arcieri, seppur con qualche difficoltà e tempi lunghi, è riuscito a costruire una squadra di buon livello per questo campionato.

Nel roster spiccano tante vecchie conoscenze della Città Giardino, dai confermati Colbey Ross e Michele Ruzzier al neoacquisto Sean McDermott fino allo stesso Arcieri, solo gli ultimi ad aver intrecciato le proprie carriere sull’asse varesino-giuliano: prima di loro ecco anche Daniele Cavaliero, Tomas Woldetensae, proprio Markel Brown, Justin Reyes, Davide Moretti, Davide Alviti e Giancarlo Ferrero, per non dire - tuffandoci nel passato - di Sandro DePol e di Gianmarco Pozzecco (seppur goriziano di nascita).

Dalla stagione scorsa sono rimasti in organico anche il capitano Lodovico DeAngeli e Francesco Candussi. A completare il reparto italiano è arrivata l’addizione di Abramo Canka, ex Virtus Bologna e Roseto, che insieme ai giovani Davide Paiano, Emanuele Martucci, Lorenzo Bregant e Mattia Cossutta ha permesso di affrontare, seppur a ranghi ridotti, la preseason, passata in attesa di alcuni innesti sul fronte stranieri. Dall’estero sono giunte nell’ordine le firme di Sean McDermott, Langston Galloway, Lajae Jones e quella del lungo Luka Brajkovic. Tre sono volti già noti del nostro campionato, per cui non servono presentazioni: l’unico esordiente nella lega è Jones. Si tratta di un’ala classe 2002 pescata in uscita dal college dopo la chiamata all’ultimo Draft NBA alla numero 54 dai Golden State Warriors. Si tratta di un ragazzo dotato di grande fisico che nelle prime due gare stagionali, seppur arrivato da poco nel Bel Paese, ha dimostrato di essersi ambientato bene, facendo capire perché su di lui restano vigili gli occhi della franchigia che lo ha selezionato.

Il confronto

Nelle due gare sinora disputate Trieste ha dimostrato una controtendenza nel gioco espresso rispetto agli anni precedenti: eravamo abituati a una squadra che amava correre e giocare ad alto ritmo, mentre ora siamo davanti alla formazione con il minor numero di possessi e il pace più bassi del campionato. Questo cambiamento ha portato un beneficio nella gestione del pallone: Trieste infatti si attesta al terzo posto nella percentuale di palle perse con un buon 10%. Proprio in questo Varese avrebbe molto da imparare dato che si trova al 12° con il 18%. Nessuna delle due squadre che prenderanno parte alla contesa spicca per produzione offensiva: Varese giace sul fondo in termini di punti segnati ed offensive rating (77 punti segnati con 98.7 di off.rating), mentre un po' meglio fa Trieste, attestandosi poco sotto la metà di classifica in questi dati con 80.5 punti segnati e 111 di off.rating. Difensivamente si comporta meglio Varese, con un defensive rating di 109.2; fa peggio Trieste con 116.4. I punti concessi sono però simili, differenziandosi solo di 1,5: 85 quelli subiti da Trieste e 83.5 da Varese. Allo stesso mondo è simile la % di realizzazione dal campo concessa agli avversari, in entrambi i casi fra il 45-47%. Valutando però ambedue le squadre in condizioni particolari, a inizio stagione e con un campione ridotto di match, è bene prendere tutte queste indicazioni con le dovute precauzioni.

Il giocatore triestino più pericoloso e difficile da arginare per Pallacanestro Varese verosimilmente sarà Colbey Ross, che si è distinto in positivo, da vero leader, nelle prime due uscite, ricordando così i fasti che lo portarono ad essere nominato MVP del campionato nella sua stagione biancorossa.

La situazione triestina

In entrambe le sfide disputate Trieste si è fatta superare soltanto nelle parti finali del match, sintomo che forse il tardo arrivo degli ultimi stranieri Jones e Brajkovic, un Galloway non estremamente in forma e un roster non profondissimo abbiano presentato il conto. Proprio per cercare di arricchire l’arsenale di coach Taccetti in settimana è emerso il nome di Maurice Ndour, come possibile addizione: se non avrà altre offerte entro novembre, l’ex Brescia ha già in tasca l’accordo con Arcieri, da onorare attraverso risorse extra che verrebbero garantite anche attraverso il ritorno di Generali come sponsor.

Davide Zanoni

In Breve