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Politica | 07 ottobre 2026, 14:28

Taggia, si apre il dopo-Conio. Il sindaco: "Il fulcro è Chiara, ma il gruppo deve aprirsi". Cerri: "Progetto più forte dei personalismi, parleremo con tutti"

L'annuncio della mancata ricandidatura del sindaco apre ufficialmente la partita per il 2027. Cerri rivendica continuità ma anche rinnovamento e non chiude al dialogo oltre gli schieramenti. Sullo sfondo resta il nodo Barla, mentre Conio detta le priorità di fine mandato: "Su ospedale e biodigestore servono risposte, il territorio non può aspettare all'infinito"

Taggia, si apre il dopo-Conio. Il sindaco: "Il fulcro è Chiara, ma il gruppo deve aprirsi". Cerri: "Progetto più forte dei personalismi, parleremo con tutti"

Il Covid e la perdita del padre sono i momenti che Mario Conio porterà con sé per tutta la vita. Durante la conferenza stampa nella quale ha annunciato la decisione di non ricandidarsi per un terzo mandato, il sindaco di Taggia è tornato sugli anni della pandemia, sulle mascherine consegnate personalmente e sulle lacrime di un periodo nel quale amministrare significava caricarsi addosso anche paure e problemi di un'intera comunità. Perché, ha spiegato, "chi fa questo ruolo ci mette davanti a tutto".

È forse questa la parte più personale di una conferenza che, inevitabilmente, ha avuto soprattutto un peso politico. Conio ha chiuso la partita sul proprio futuro e contemporaneamente ne ha aperta un'altra, quella delle elezioni comunali del 2027, indicando in Chiara Cerri la naturale prosecuzione del progetto civico nato dieci anni fa.

Da oggi, quindi, la campagna elettorale entra in una fase nuova. E insieme al nome di Cerri iniziano a prendere forma interrogativi, possibili alleanze e confini di una lista che punta alla continuità, ma che la stessa futura candidata non vuole trasformare nella semplice conservazione dell'esperienza Conio.

Il nodo Barla. Il primo interrogativo riguarda Lorenzo Barla, figura che nelle ultime settimane ha aleggiato attorno alle discussioni sul futuro dell'area civica e del centrodestra tabiese. Conio non nasconde di aver affrontato il tema con il proprio gruppo, ma ridimensiona l'ipotesi di un'intesa già costruita.

"Mi sono permesso di dare delle informazioni al nostro gruppo, perché chi fa politica non deve essere autoreferenziale. Il nostro gruppo si deve aprire anche a chi vuole dare una mano: può essere Barla oppure un altro. Il fulcro è Chiara. Ma credetemi: nelle scorse settimane con Lorenzo (Barla, ndr) un discorso non è mai nato".

Una precisazione che lascia comunque aperto il quadro. Secondo le indiscrezioni che accompagnano queste settimane, con l'uscita definitiva di Conio dalla corsa potrebbe infatti acquistare consistenza anche l'ipotesi di una lista autonoma riconducibile a Barla, separata dal progetto che farà capo a Cerri. Al momento resta uno scenario politico e non una candidatura formalizzata: saranno le prossime settimane a chiarire se ci saranno margini per un avvicinamento oppure se le strade procederanno definitivamente separate.

Cerri, intanto, mette un principio davanti ai nomi. "Il nostro intento non è mai stato una farsa. Fino a oggi non abbiamo mai messo fretta a Mario e poi abbiamo deciso di fare questo passo, convocando questa conferenza stampa. Il progetto andrà oltre la mia persona, sarà un progetto condiviso, costruito sui valori. L'obiettivo sarà amministrare: si partirà dal progetto e non dalle persone".

Una lista oltre i partiti? È probabilmente questo uno dei passaggi destinati a pesare maggiormente nella costruzione della proposta per il 2027. Cerri rivendica la natura civica dell'esperienza e non chiude preventivamente il dialogo neppure con persone provenienti da un'area politica differente.

"Confermo che in territori come il nostro non conta il partito o l'appartenenza, ma il progetto". E davanti alla possibilità di interlocuzioni anche con esponenti provenienti dal centrosinistra, la linea rimane quella dell'apertura: "Bisogna parlare con tutti. Noi abbiamo una linea e un progetto comune, che devono essere più forti dei personalismi".

Una dichiarazione che allarga inevitabilmente il campo politico proprio mentre, dall'altra parte, Alleanza Progressista ha recentemente tracciato un bilancio molto critico dell'amministrazione Conio, contestando alla maggioranza una serie di obiettivi non raggiunti durante il secondo mandato.

La lezione politica di Conio. Se Cerri guarda alla costruzione della prossima squadra, Conio utilizza la conferenza anche per lasciare una sorta di eredità sul modo di intendere il ruolo di sindaco. "Chi si siede qua deve essere più forte nei momenti di difficoltà. È nei casini che esce il carattere. Nessuno potrà dire che non siamo stati coerenti e penso di essere stato autorevole".

Poi un concetto sul quale insiste più volte: amministrare significa anche assumersi il rischio dell'impopolarità. "Amministrare è una cosa serissima, bisogna studiare e approfondire. Bisogna avere il coraggio di dire no. Non bisogna cercare il consenso: chi amministra deve avere il coraggio di far arrabbiare la gente".

Nessuna rivendicazione di infallibilità, ma neppure un'autocritica che trasformi la fine del ciclo in un processo ai dieci anni trascorsi. "Ho fatto tutto quello che potevo. Non mi prendo meriti, ho soltanto una certezza: la bacchetta magica non ce l'ha nessuno. Abbiamo introdotto un modo di amministrare genuino. Ci è mancato qualcosa? Certo".

E a chi pensa al futuro della politica locale Conio consegna un altro messaggio: "Bisogna farsi vasche di umiltà. Non bisogna sminuire nessuno, però il cammino va fatto passo dopo passo. Non è uno scherzo fare il sindaco".

Il futuro della squadra e il punto interrogativo Dumarte. Anche la composizione del gruppo che accompagnerà Cerri verso il 2027 è ancora tutta da definire. Tra le situazioni aperte rimane quella di Barbara Dumarte, assessore dell'attuale amministrazione. Alla domanda sul suo futuro Cerri non chiude la porta: "Non ha fatto un passo indietro ufficialmente, ho ancora una speranza", anche se le percentuali di rivedere l'attuale assessore al Turismo alle prossime elezioni comunali sono veramente scarse, per non dire nulle.

È un altro tassello di un mosaico che dovrà essere costruito nei prossimi mesi e che, nelle intenzioni annunciate oggi, dovrebbe mettere insieme continuità e rinnovamento. Cerri ha già chiarito di non voler essere semplicemente "la custode di Conio", pur rivendicando quanto imparato durante l'esperienza amministrativa e il percorso successivamente maturato in Consiglio regionale.

Ospedale, Conio avverte: "La disponibilità di Taggia non è a tempo indeterminato". La conferenza non guarda però soltanto alle elezioni. Ci sono dossier che Conio vuole consegnare alla futura amministrazione con una posizione politica chiara, a cominciare dal nuovo Ospedale del Ponente previsto a Taggia.

L'iter continua e la procedura per raccogliere le proposte private relative a progettazione, costruzione e gestione dei servizi del futuro presidio ha attualmente come termine il 15 novembre. Ma il sindaco chiede che nei prossimi mesi si arrivi a un punto fermo.

"Questo territorio ha dato la propria disponibilità, ma è una disponibilità a termine. Non pensino di farci ballare ancora per anni tra ospedale sì e ospedale no, perché altrimenti si annulla tutto. Non può esserci un'apertura di credito a tempo indeterminato".

Conio riconosce la dimensione dell'intervento, il cui quadro economico ha ormai raggiunto cifre nell'ordine di centinaia di milioni di euro, ma avverte: "Stiamo parlando di opere colossali, ma questo non può diventare una scusa per finire nel dimenticatoio".

Il biodigestore e l'altra scadenza. L'altro dossier indicato dal sindaco riguarda il sistema provinciale dei rifiuti. Anche qui il messaggio è rivolto soprattutto agli enti sovracomunali: "Se sul biodigestore non ci si sbriga, stiamo facendo diventare ordinario ciò che dovrebbe essere straordinario. Non può essere sopportato e supportato continuare a portare i rifiuti in un'altra provincia".

Conio riconosce il lavoro in corso da parte della Provincia di Imperia, ma chiede tempi e soluzioni: "È un tema che va risolto, perché altrimenti pagheremo conseguenze gravi".

È anche attraverso questi dossier che si consumeranno gli ultimi mesi dell'amministrazione Conio. Il sindaco ha già assicurato che non intende "mollare un millimetro" fino alla scadenza e che affiancherà Cerri nel passaggio delle pratiche più importanti.

Ma da questa mattina Taggia è già entrata politicamente nel 2027. Conio ha scelto di fermarsi, Cerri ha accettato di raccogliere il testimone e adesso comincia la parte più complessa: trasformare una successione preparata da tempo in un progetto capace di allargarsi senza perdere la propria identità. E sarà proprio su questo terreno, tra nuovi ingressi, possibili liste alternative e dialoghi che potrebbero superare i tradizionali confini politici, che si giocherà la prima vera partita del dopo-Conio.

Andrea Musacchio

In Breve