Il Nazionale

Cronaca | 07 ottobre 2026, 10:30

Truffa ai risparmiatori nell'Albese, il 1° dicembre il "Madoff delle Langhe" davanti al gup: 8 le persone risarcite per oltre 2 milioni di euro

Chiesto il processo per Massimo Diotti, broker di Roddi ed ex private banker presso la filiale di Fideuram: 25 i capi d'accusa contestati. In udienza preliminare anche la moglie "solo" per due episodi di riciclaggio e ricettazione

Truffa ai risparmiatori nell'Albese,  il 1° dicembre il "Madoff delle Langhe" davanti al gup: 8 le persone risarcite per oltre 2 milioni di euro

Nuovo e decisivo sviluppo giudiziario nell'inchiesta sul presunto "Madoff delle Langhe", al secolo Massimo Diotti. La Procura della Repubblica di Asti ha formalmente chiuso le indagini preliminari e ha chiesto il rinvio a giudizio per il 56enne broker di Roddi, ex private banker presso la filiale di Banca Fideuram di piazza Michele Ferrero ad Alba, finito al centro di un’articolata indagine con l'accusa di aver ingannato decine di risparmiatori. L'udienza preliminare si terrà il prossimo 1° dicembre, data in cui l'uomo dovrà comparire davanti al Giudice per le indagini preliminari.

Il fascicolo d'inchiesta, coordinato dal sostituto procuratore Stefano Cotti e sviluppato dalla Guardia di Finanza di Cuneo, si è notevolmente arricchito rispetto ai primi casi iniziali, portando la Procura a contestare a Diotti, assistito dal legale Ferruccio Rattazzi, ben 25 capi di imputazione. I reati contestati spaziano dalla truffa aggravata all'autoriciclaggio e all'appropriazione indebita, fino all'indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il professionista delle Langhe non solo convinceva i clienti ad affidargli somme ingenti con la promessa di lauti guadagni, ma in diverse occasioni avrebbe trattenuto e impiegato a fini personali i bancomat destinati alle sue vittime, gestendo i flussi secondo il classico schema piramidale Ponzi.

La richiesta di rinvio a giudizio riguarda anche la moglie del promotore, Laura Girardi, che "pur non avendo concorso nei delitti di truffa commessi dal marito", come si legge negli atti dell’inchiesta", dovrà rispondere di due episodi di riciclaggio e ricettazione. In un primo momento i coniugi erano rappresentati dal legale Gianni Caneva, ma da quanto si apprende lo stesso a rimesso il mandato per entrambi. 

L'inchiesta, che aveva già portato al congelamento di un imponente patrimonio a garanzia dei risparmiatori danneggiati per ammanchi complessivi superiori a 4,5 milioni di euro, vede tuttora sotto sequestro sia beni mobili che immobili. Tra questi figurano la tenuta agricola "San Matteo Wineyards" e la struttura "Cascina Roma Farmhouse" a Gavi, diversi mezzi tra cui auto, moto e trattori, vari conti correnti bancari e ulteriori immobili situati nell'Albese. Dopo la radiazione dall'Albo dell'OCF disposta lo scorso febbraio e le dichiarazioni spontanee in cui il broker si diceva pronto a risarcire le vittime, la parola passa ora al Tribunale di Asti per la decisione del prossimo 1° dicembre. 

E proprio sul fronte del risarcimento, si apprende come l'istituto bancario lo abbia disposto per 8 clienti per un totale di 2 milioni e 50 milioni di euro. Una procedura top secret su cui non è possibile apprendere dettagli, ma che di fatto taglia fuori dal procedimento penale alcune posizioni che quindi non si costituiranno quali persone offese. Da quanto si apprende, però l'analisi dell'istituto bancario è stata molto seria e scrupolosa. Queste somme infatti sarebbero state documentate con precisione dall'istuto di credito che, bilanci ed estratti conto alla mano, ha verificato come le stesse sarebbero state oggetto di attività illecita. 

Le indagini delle Fiamme Gialle sono state lunghe e articolate.  L'attività degli investigatori, con il coordinamento della Procura è consistita essenzialmente nell’acquisizione e analisi delle movimentazioni di numerosi conti correnti bancari, esame di scritture contabili e informazioni testimoniali  che avrebbe permesso di accertare che il consulente finanziario approfittando dell’età avanzata di molti dei propri clienti, poco inclini all’utilizzo degli applicativi di internet-banking, proponesse alle sue vittime asserite operazioni di investimento mostrando, per carpire la loro fiducia, dei grafici di rendimento artefatti e inducendoli a sottoscrivere degli asseriti moduli di investimento che, in realtà, autorizzavano trasferimenti di denaro verso conti correnti a lui intestati o ad altri soggetti giuridici allo stesso riconducibili.

In alcuni casi i prelievi dai conti correnti dei risparmiatori avvenivano mediante l’utilizzo di carte bancomat intestate agli stessi ma dallo stesso ritirate presso la filiale e mai consegnate ai titolari, o mediante l’utilizzo di assegni circolari tratti sui depositi delle vittime e impiegati per finalità private.

Talvolta, a fronte di richieste di rimborso e-o informazioni da parte dei risparmiatori, al fine di celare le appropriazioni già perpetrate ai danni degli stessi, l’indagato trasferiva sui loro conti le disponibilità presenti sui conti di altri investitori, il cosiddetto “schema Ponzi”.

Gli approfondimenti investigativi avrebbero consentito di tracciare i flussi finanziari e di accertare come le somme sottratte siano state impiegate in parte per finalità personali ed in parte nell’ambito delle sue attività imprenditoriali nel settore agricolo e/o commerciale, talvolta anche per pagare debiti previdenziali relativi ai propri lavoratori dipendenti.

L’attività di analisi ha consentito di constatare che, per rendere più difficoltosa un’eventuale ricostruzione delle movimentazioni finanziarie, le somme oggetto della truffa venivano veicolate mediante l’interposizione di conti intestati a società “decotte” allo stesso riconducibili. Nell'aprile scorso il Gip del Tribunale di Asti ha disposto il sequestro preventivo diretto e per equivalente fino alla concorrenza per oltre 3,5 milioni di euro costituiti da disponibilità finanziarie, da orologi di pregio, mobili, motocicli, un compendio immobiliare composto da una cascina con terreni agricoli e macchine agricole.

Con l’operazione posta in essere nei giorni scorsi, l’apprensione di beni e disponibilità finanziarie per oltre 3,5 milioni di euro va ad aggiungersi all’analoga attività di servizio pari a circa 2,1 milioni eseguita l'autunno dello scorso anno, determinando così l’ammontare complessivo dell’importo dei sequestri eseguiti pari a oltre euro 5,6 milioni, coincidente alle somme distratte ai risparmiatori dal 2020 ad oggi. In tutto le Fiamme Gialle hanno raccolto una trentina di denunce e adesso bisognerà attendere, alla luce dei risarcimenti versati, quante di queste persone si costituiranno parte civile

Angela Panzera

In Breve