A Grasse il profumo non è soltanto una questione di essenze e fragranze. È memoria, cultura, commercio, religione. E proprio dalla capitale mondiale della profumeria parte ora un viaggio verso l’Asia, seguendo una rotta invisibile fatta di aromi, incensi, legni e resine.
È questo il percorso proposto da “Parfums d’Asie”, la mostra allestita fino al 3 gennaio 2027 al Musée International de la Parfumerie. Un itinerario che attraversa India, Cina e Giappone per raccontare un rapporto con le sostanze odorose molto diverso da quello della moderna profumeria occidentale.
In Asia il profumo accompagna da secoli la vita quotidiana e quella spirituale. È presente nei rituali religiosi, nelle pratiche di cura, nella cosmesi, nelle cerimonie e nelle arti. Il percorso espositivo parte proprio dalle materie prime: rosa, gelsomino, loto e osmanto si affiancano a sandalo, benzoino, cardamomo, cannella e chiodi di garofano, fino a sostanze rare come l’ambra grigia.

Non è soltanto un catalogo di odori. Dietro ogni materia prima c’è una storia di scambi e di viaggi. Le spezie, i legni e le resine hanno attraversato per secoli mari e territori, seguendo antiche rotte commerciali che hanno favorito la circolazione di ingredienti, tecniche e conoscenze.
In India il visitatore incontra gli attars, tradizionali oli profumati, e il Javadhu, ricostruito per l’esposizione. In Cina il protagonista diventa l’incenso, utilizzato nei templi, nei palazzi e nelle abitazioni. Tra gli oggetti esposti spicca il boshanlu, un bruciatore la cui copertura richiama un paesaggio montuoso dal quale si libera il fumo.
Il viaggio arriva quindi in Giappone, dove l’arte del profumo assume una forma ancora diversa. Le essenze non vengono necessariamente applicate sul corpo, ma utilizzate per profumare gli abiti attraverso il fumo dei legni aromatici. È il mondo del Kōdō, raffinata arte dell’incenso, documentata attraverso oggetti, contenitori e stampe.
Il percorso conferma così la vocazione internazionale del museo grassois, fondato nel 1989 e dedicato alla storia della profumeria attraverso un approccio antropologico che comprende materie prime, produzione, commercio, design e usi sociali del profumo.
Una vocazione che trova un ulteriore riconoscimento nel patrimonio locale: dal 2018 i saperi legati alla coltivazione delle piante da profumo, alla trasformazione delle materie prime e alla composizione delle fragranze del Pays de Grasse sono iscritti nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.
“Parfums d’Asie” diventa così anche un modo per guardare Grasse da un’altra prospettiva: non soltanto capitale del profumo, ma punto d’incontro fra culture lontane, unite da quel linguaggio senza parole che è l’olfatto.
Parfums d’Asie, Musée International de la Parfumerie, 2 boulevard du Jeu de Ballon, Grasse. Mostra visitabile fino al 3 gennaio 2027. Orari: 10-18 da settembre a giugno, 10-19 in luglio e agosto. Ingresso 6 euro.











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