Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al Gip e al Pubblico Ministero Ubaldo Pelosi Maich Tavecchio e Samantha Grotto, titolari della giostra "dei seggiolini volanti" arrestati venerdì scorso dai carabinieri.
Marito e moglie, sono accusati di omicidio colposo e frode processuale. Il provvedimento è stato emesso in relazione ai fatti accaduti nella serata fra il 16 e 17 luglio scorsi, al Lunapark di Spotorno allestita in località Serra, a seguito dei quali è morto il 15enne Alessio Colletti mentre utilizzava il "calciometro".
Secondo le prime risultanze, a causare il decesso del giovane sarebbe stato un arresto cardiocircolatorio conseguente a folgorazione da corrente elettrica.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Savona, sono tuttora in corso e vengono svolte dalla Polizia Municipale spotornese, dal personale della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Savona e dalla Stazione dei Carabinieri di Spotorno.
L'ordinanza di custodia cautelare ha ritenuto fondata, allo stato attuale del procedimento, l'ipotesi accusatoria secondo la quale il "calciometro" dove la vittima è stata folgorata sarebbe stato collegato con un cavo elettrico all'attrazione limitrofa denominata "giostra a seggiolini" (conosciuta anche come "giostra della catene" o dei "seggiolini volanti".ndr). Secondo l'accusa, i coniugi, successivamente al tragico evento, avrebbero cercato di occultare tale circostanza, rendendo versioni non vere, modificando lo stato dei luoghi, rimuovendo il cavo elettrico, occultando alcuni cavi e intervenendo con modifiche sull'impianto dell'attrazione di loro proprietà.
Si tratta di un'ipotesi d'accusa formulata allo stato attuale delle indagini, basata sull'assunzione di dichiarazioni, sul confronto fra le fotografie dei luoghi effettuate nell'immediatezza e nei momenti successivi al sequestro dell'area nonché sull'esito di una perquisizione, che ha portato al rinvenimento di alcuni oggetti ripresi in alcune foto ma non rinvenuti al momento del primo sopralluogo.
Gli accertamenti tecnici erano infatti iniziati già nelle ore successive alla tragedia, con nuovi sopralluoghi dei Vigili del fuoco concentrati in particolare sugli impianti elettrici e sulle condizioni di sicurezza dell'attrazione. Sul corpo del ragazzo era stata disposta l’autopsia e nella perizia il medico legale Isabella Caristi avrebbe appurato che il 15enne sarebbe stato colpito dalla scarica dalle ginocchia. E nella documentazione allegata sarebbe emerso che cinque giorni prima del decesso un altro giovane avrebbe segnalato di aver ricevuto una scossa elettrica dopo aver usufruito dellla stessa attrazione.
Il 24 luglio il consulente nominato dalla Procura, l'ingegnere e docente dell'Università di Torino Michele Tartaglia, aveva effettuato un primo sopralluogo nell'area, insieme ai consulenti delle parti a cui ne avevano fatto seguiti altri nei giorni successivi. Al centro delle verifiche c'erano l'impianto elettrico proprio del "calciometro", il motivo per cui il dispositivo salvavita non sarebbe entrato in funzione e l'eventuale influenza della pioggia caduta nelle ore precedenti alla tragedia.
Nel frattempo l'intera area era rimasta sotto sequestro per quasi due mesi. Solo a metà settembre, dopo ulteriori valutazioni della Procura, ai giostrai era stato consentito di rimuovere le attrazioni e lasciare Spotorno. Per poter procedere allo smontaggio era stata richiesta anche la documentazione attestante l'idoneità dei giochi. Nell'area sono rimaste sotto sequestro soltanto il "calciometro" e la giostra delle catene.
Il provvedimento restrittivo, di natura cautelare ed urgente, era stato emesso per evitare l'inquinamento delle prove e la reiterazione del reato, essendo necessario preservare la genuinità delle indagini.
Sono tuttora in corso gli accertamenti tecnici per chiarire le precise cause della tragedia sono tuttora in corso; la relazione peritale, in corso di svolgimento nel contraddittorio fra le parti, non è stata ad oggi depositata. La relazione dovrà essere oggetto di esame e solo all'esito di tali complessi accertamenti potranno essere assunte determinazioni sull'esercizio dell'azione penale.
I due giostrai difesi dall'avvocato Giovanni Carlo Volante (che ha richiesto gli arresti domiciliari per i suoi assistiti) hanno quindi di non rispondere alle domande del Gip e del Pm.
Ad essere iscritti nel registro degli indagati anche il titolare del "calciometro" Gaspare Piccaluga assistito dal legale Wilmer Perga, l'architetto che ha effettuato la verifica annuale dell'impianto Luciano Ciamarone, difeso dall'avvocato Riccardo Magarelli e l'ingegnere che si è occupato del collaudo Graziano Minero, avvocato Carlo Boggio Marzet.


