Il Nazionale

Cronaca | 25 settembre 2026, 13:22

Tragedia del Lunapark di Spotorno, arrestati i titolari: il calciometro era collegato ad un cavo con un'altra attrazione

Successivamente al tragico evento, i due indagati avrebbero reso alle forze dell'ordine dichiarazioni e ricostruzioni dei fatti non corrispondenti al vero

Tragedia del Lunapark di Spotorno, arrestati i titolari:  il calciometro era collegato ad un cavo con un'altra attrazione

Svolta importante nelle indagini sulla tragica morte del giovane folgorato la notte tra il 16 e il 17 luglio scorsi al Luna Park di Spotorno. Nella mattinata di oggi, 25 settembre, è stata data esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dei coniugi T.M. e G.S., gestori di attrazioni per spettacoli viaggianti. Le accuse contestate dalla Procura di Savona sono gravemente pesante: omicidio colposo e frode processuale. 

Il provvedimento è stato emesso in relazione ai fatti accaduti nella serata fra il 16 e 17 luglio 2026 presso il Luna Park di Spotorno, a seguito dei quali la vittima, Alessio Colletti di 15 anni, è deceduto mentre utilizzava l'attrazione denominata "calciometro", di proprietà di altra persona sottoposta ad indagini per i medesimi fatti.

Secondo le prime risultanze la vittima è deceduta per arresto cardiocircolatorio conseguente a folgorazione da corrente elettrica.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Savona, sono tuttora in corso e sono svolte dalla Polizia Municipale di Spotorno, dal personale della Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Savona e della Stazione Carabinieri di Spotorno.

L'ordinanza di custodia cautelare ha ritenuto fondata, allo stato del procedimento, l'ipotesi accusatoria secondo la quale il "calciometro", dove la vittima è stata folgorata, sarebbe stato collegato mediante un cavo elettrico all'attrazione limitrofa denominata "giostra seggiolini", di cui sono titolari i due indagati; che successivamente al tragico evento gli indagati avrebbero cercato di occultare tale circostanza, rendendo versioni non vere, modificando lo stato dei luoghi, rimuovendo il cavo elettrico, occultando alcuni cavi e intervenendo con modifiche sull'impianto dell'attrazione di loro proprietà.

Si tratta di una ipotesi d'accusa formulata allo stato attuale delle indagini, basata sull'assunzione di dichiarazioni, sul confronto fra le fotografie dei luoghi effettuate nell'immediatezza e nei momenti successivi al sequestro dell'area nonché sull'esito di una perquisizione, che ha portato al rinvenimento di alcuni oggetti ripresi in alcune foto ma non rinvenuti al momento del primo sopralluogo.

Il provvedimento restrittivo, di natura cautelare ed urgente, è stato emesso per evitare l'inquinamento delle prove e la reiterazione del reato, essendo necessario preservare la genuinità delle indagini.

Sono tuttora in corso gli accertamenti tecnici per chiarire le precise cause della tragedia sono tuttora in corso; la relazione peritale, in corso di svolgimento nel contraddittorio fra le parti, non è stata ad oggi depositata. Tale relazione dovrà essere oggetto di esame e solo all'esito di tali complessi accertamenti potranno essere assunte determinazioni sull'esercizio dell'azione penale.

"Resta ferma la presunzione di non colpevolezza degli indagati - dice la Procura - in base agli artt. 27 della Costituzione, 6 della Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo, 47 e 48 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea: deve essere ribadito che non sono stati assunti provvedimenti definitivi sulla responsabilità degli indagati e che il procedimento è tuttora nella fase delle indagini preliminari".

Redazione

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