La revoca dello stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi è scattata su tutto il territorio della Liguria dal 21 settembre, dopo oltre due mesi di divieto di abbruciamento. La decisione regionale ha quindi restituito la possibilità di effettuare, nel rispetto delle norme vigenti, le attività che prevedono l'utilizzo del fuoco. Una scelta assunta a livello regionale sulla base dell'evoluzione delle condizioni meteo-climatiche e dell'aumento dell'umidità della vegetazione. La stessa Regione, nel comunicare la cessazione, ha comunque invitato i cittadini a mantenere la massima cautela.
Una situazione che, però, presenta differenze anche significative tra le varie zone della Liguria. Nell'Imperiese le piogge dei giorni scorsi sono state esigue, soprattutto se rapportate alla necessità di riportare umidità negli strati superficiali del terreno e nella vegetazione. È un elemento che diversi amministratori della provincia hanno sottolineato in questi giorni, evidenziando come le precipitazioni più consistenti abbiano interessato soprattutto il Centro-Levante della regione. Nel Ponente, invece, il terreno è rimasto in molte aree particolarmente asciutto e la situazione non appare ancora tale da cancellare i rischi legati all'accensione di fuochi nelle campagne.

Il problema è diventato ancora più evidente proprio con la fine del divieto regionale. Con la revoca dell'ordinanza regionale, molti proprietari hanno infatti ripreso gli abbruciamenti nelle campagne, approfittando della possibilità di eliminare sfalci e residui vegetali. Una pratica tradizionalmente diffusa nelle zone rurali e collinari della provincia, ma che in presenza di vegetazione secca può trasformarsi rapidamente in una situazione difficile da controllare. E il quadro delle ultime ore ha già fornito un primo, concreto campanello d'allarme: nel giorno della revoca, infatti, sono stati segnalati incendi a Ventimiglia, in località Trucco, e a Pigna, in località Ouri.
A Pigna, in particolare, le fiamme sono divampate proprio nella giornata in cui è terminato lo stato di grave pericolosità, rendendo necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco e dei volontari. Il rogo si è sviluppato in località Ouri, in alta Val Nervia, in una zona caratterizzata dalla presenza di vegetazione e da una conformazione del territorio che può favorire la propagazione delle fiamme. Anche a Ventimiglia, in località Trucco, un secondo incendio ha richiesto l'intervento dei Vigili del Fuoco. Due episodi ravvicinati che hanno riportato immediatamente l'attenzione sulla necessità di mantenere alta la prudenza nell'utilizzo del fuoco.
A Bajardo il sindaco ha quindi scelto di intervenire direttamente, adottando un'ordinanza che parte da una considerazione precisa: nonostante la cessazione dello stato di grave pericolosità disposta dalla Regione, il perdurare dell'assenza di precipitazioni sul territorio della provincia di Imperia, e in particolare nel territorio comunale, mantiene elevato il rischio di innesco di incendi boschivi. L'ordinanza richiama inoltre proprio gli incendi verificatisi a Ventimiglia e Pigna nel primo giorno successivo alla revoca del divieto regionale. Una decisione dunque legata alle condizioni specifiche del territorio comunale.
Il provvedimento stabilisce, in deroga alla cessazione regionale dello stato di grave pericolosità, il divieto assoluto di accensione di fuochi e di qualsiasi azione che possa creare pericolo di innesco di incendio nel territorio comunale di Bajardo. Viene inoltre sospesa la precedente disciplina comunale che consentiva, in determinate condizioni, l'accensione per l'incenerimento dei rifiuti vegetali provenienti da orti e giardini nella mattinata dell'ultimo venerdì del mese, dall'alba alle 10.00. In altre parole, fino a nuove disposizioni, nel territorio comunale non sarà possibile ricorrere neppure a quella finestra temporale prevista dalla precedente ordinanza.
La scelta del Comune arriva in un momento nel quale anche le condizioni meteorologiche non sembrano offrire, almeno nell'immediato, un significativo cambio di scenario. Le previsioni aggiornate nella mattinata del 23 settembre indicano infatti una fase prevalentemente stabile per i prossimi giorni, con l'anticiclone in rinforzo e senza indicazioni di precipitazioni significative nell'area del Ponente. Per la Liguria è previsto un progressivo ritorno a condizioni stabili, mentre le elaborazioni disponibili indicano quantitativi di precipitazione molto contenuti anche per Imperia.
Il timore, soprattutto nelle aree dell'entroterra, è quindi che l'effetto combinato di vegetazione secca, terreno ancora poco bagnato e ripresa degli abbruciamenti possa aumentare il numero delle situazioni a rischio. L'ordinanza di Bajardo si inserisce proprio in questo contesto e rappresenta una misura di prevenzione adottata dall'amministrazione comunale a tutela dell'incolumità pubblica e privata. La Regione, del resto, nel decretare la cessazione dello stato di grave pericolosità, aveva comunque ricordato l'importanza di mantenere la massima attenzione nelle attività potenzialmente pericolose.
Il divieto sarà fatto rispettare dalle Forze dell'Ordine e dagli agenti incaricati della vigilanza. Per chi non rispetterà le disposizioni è prevista una sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro, oltre alle eventuali sanzioni accessorie. L'ordinanza è stata trasmessa alle Forze dell'Ordine per gli adempimenti di competenza. Un provvedimento che, a Bajardo, riporta dunque il tema degli incendi boschivi al centro dell'attenzione, proprio mentre a livello regionale il divieto generalizzato è terminato e nelle campagne sono riprese le attività che prevedono l'utilizzo del fuoco.
Dopo la decisione del comune di Bajardo potrebbero essere altre le amministrazioni della nostra provincia, in particolare dell'entroterra, ad emanare eventuali ordinanze in modo da vietare gli abbruciamenti.



