Il Nazionale

Cronaca | 23 settembre 2026, 07:21

Caso Beatrice, droga e alcol non rilevati negli esami tossicologici: si attende il test sul capello

Negativi gli accertamenti già eseguiti per cannabinoidi, cocaina, oppiacei e numerose altre sostanze. Un risultato che va distinto dai reperti polmonari e dal video trovato nel telefono della madre. L'analisi del capello dovrà verificare un'eventuale esposizione precedente

Caso Beatrice, droga e alcol non rilevati negli esami tossicologici: si attende il test sul capello

Nessuna traccia di droga o alcol negli esami tossicologici già effettuati sul corpo di Beatrice. È uno degli elementi che emergono dagli approfondimenti medico-legali sulla morte della bambina di due anni, ma non rappresenta ancora l'ultima risposta sull'eventuale esposizione a sostanze nel periodo precedente al decesso. Per comprendere cosa abbiano effettivamente restituito gli accertamenti occorre mettere insieme il risultato delle analisi tossicologiche, quanto riscontrato nei polmoni e un video recuperato dal telefono della madre. Tre elementi che fanno parte dello stesso filone dell'inchiesta e che la consulenza medico-legale permette ora di leggere in maniera più completa. C'è poi un quarto accertamento che deve ancora arrivare: l'esame del capello di Beatrice, disposto per verificare un'eventuale esposizione precedente e capace quindi di guardare più indietro nel tempo rispetto agli esami già disponibili.

Gli esami tossicologici: droga e alcol non rilevati. Il primo dato è netto. Gli accertamenti eseguiti non hanno evidenziato nel sangue di Beatrice la presenza delle sostanze stupefacenti ricercate. I test sono risultati negativi per cannabinoidi, oppiacei, cocaina, barbiturici, benzodiazepine, fentanyl, metadone, Mdma, anfetamine e ketamina. Non è stata inoltre rilevata la presenza di alcol. Il dato assume particolare rilievo alla luce del video acquisito durante le indagini: tra le sostanze ricercate figurano infatti anche i cannabinoidi. Gli esami disponibili non indicano quindi la presenza di stupefacenti nel sangue della bambina e non attribuiscono a droga o alcol un ruolo nella morte. La causa del decesso individuata dall'autopsia resta il grave trauma cranio-encefalico con ematoma subdurale acuto, seguito dal progressivo deterioramento neurologico ricostruito nella consulenza.

Il video trovato nel telefono della madre. A dare un peso particolare agli accertamenti tossicologici è anche un video recuperato dal telefono di Emanuela Aiello. Nelle immagini Beatrice compare con in bocca quella che negli atti viene descritta come una "sigaretta artigianale o spinello", mentre viene avvicinato un accendino. Il filmato fa parte del materiale acquisito attraverso l'analisi forense del telefono della madre. È uno degli elementi sui quali si è concentrata l'attenzione degli investigatori nella ricostruzione delle condizioni di vita della bambina nelle settimane precedenti alla morte. Il video documenta quell'episodio, mentre gli esami aggiungono oggi un altro elemento: nel sangue di Beatrice non sono stati rilevati cannabinoidi né le altre sostanze stupefacenti ricercate. Rimane però ancora da stabilire cosa contenesse esattamente ciò che compare nelle immagini. Il filmato, da solo, non può fornire una risposta sulla sostanza presente nella sigaretta.

Nicotina e materiale da combustione nei polmoni. Un risultato differente arriva invece dagli accertamenti effettuati sui polmoni. La consulenza segnala la presenza di nicotina nel tessuto polmonare. L'esame istologico descrive inoltre, all'interno di alcuni macrofagi, la presenza di pigmento marrone-nerastro compatibile con materiale carbonioso derivante da processi di combustione. Un reperto che assume particolare rilievo considerata l'età di Beatrice e che introduce nel quadro medico-legale il tema dell'esposizione al fumo. Sono dati che raccontano un elemento preciso: nei polmoni sono stati individuati nicotina e materiale riconducibile alla combustione, mentre nel sangue non sono state rilevate le sostanze stupefacenti ricercate. I due risultati non sono in contraddizione, perché derivano da accertamenti differenti. Allo stesso tempo, il reperto polmonare non permette di stabilire da solo origine, durata e momento dell'esposizione.

L'esame del capello deve ancora arrivare. È qui che assume importanza l'ultimo approfondimento tossicologico ancora atteso. L'analisi del capello di Beatrice è stata disposta per verificare un'eventuale esposizione precedente a sostanze stupefacenti, farmaci o alcol. Un esame che può fornire indicazioni relative a una finestra temporale differente rispetto a quella fotografata dagli accertamenti già eseguiti. Ed è questo il motivo per cui la negatività degli esami disponibili non chiude definitivamente il capitolo. L'obiettivo è capire se nel periodo precedente possano essere rintracciate tracce di sostanze e aggiungere così un ulteriore elemento scientifico alla valutazione del materiale raccolto durante l'inchiesta. Il risultato, al momento, non è ancora disponibile.

Il video, i polmoni e gli esami: cosa emerge finora. Mettendo insieme i diversi accertamenti, il quadro comincia dunque a definirsi. Il video documenta Beatrice con quella che negli atti viene descritta come una "sigaretta artigianale o spinello". Gli esami sui polmoni hanno rilevato nicotina e materiale compatibile con prodotti della combustione. Nel sangue, invece, non sono stati rilevati cannabinoidi né le altre sostanze stupefacenti ricercate e non è stata riscontrata la presenza di alcol. Rimane aperta una domanda che gli accertamenti già conclusi non possono ancora risolvere: se vi sia stata un'esposizione a determinate sostanze in un periodo precedente. A questo dovrà contribuire l'esame del capello. Sarà il prossimo risultato scientifico a completare un capitolo dell'inchiesta che, dopo il video e quanto emerso dall'autopsia, resta ancora aperto.

Andrea Musacchio

In Breve