Il Nazionale

Politica | 21 settembre 2026, 12:10

Forum Ambrosetti, la Liguria decolla nell’export: viaggia sedici volte di più rispetto all’Italia

I dati di The European House presentati questa mattina a Rapallo. Importanti prospettive sul nucleare, mentre c’è molto terreno da recuperare sulle energie rinnovabili

Forum Ambrosetti, la Liguria decolla nell’export: viaggia sedici volte di più rispetto all’Italia

La Liguria guarda ai prossimi quindici anni con l'ambizione di consolidare il proprio ruolo di traino economico nazionale e di compiere vera e propria innovazione strutturale. Nella cornice dell'Excelsior Palace Hotel di Rapallo si è aperta la decima edizione del Think Tank "Liguria 2030", promossa da The European House - Ambrosetti (TEHA Group) in stretta collaborazione con le istituzioni e la business community del territorio.

A tracciare il bilancio del decennio e le prospettive future sono stati Valerio De Molli, Managing Partner e CEO di TEHA Group, e il Presidente della Regione Liguria, Marco Bucci.

Il Rapporto Strategico 2026 evidenzia un quadro congiunturale solido per la regione. Nel 2025 l'export ligure ha toccato il record storico di 9,4 miliardi di euro (+10,2% su base annua), un'accelerazione proseguita nel primo trimestre del 2026 con un balzo del +20,8%, circa 16 volte superiore alla media nazionale. Le stime per il 2026 indicano una crescita del PIL regionale dello 0,8%, superiore al dato medio italiano (+0,7%).

 "Come ricordava Seneca, "non c'è vento a favore per il marinaio che non sa a quale porto anelare" - commenta De Molli -. Per guidare un territorio occorre analizzare a fondo i dati, individuando con chiarezza luci e ombre. La Liguria vanta luci straordinarie: la regione è leader assoluta nella Blue Economy. Dai porti liguri transita un terzo dell'intero traffico container nazionale (4,2 milioni di TEU), mentre il comparto turistico ha toccato il vertice storico di 5,3 milioni di arrivi. Con 72 spiagge Bandiera Blu, la Liguria stacca di quattro volte la seconda regione italiana.

A questo si aggiunge la grande opportunità della dimensione subacquea. Il Polo Nazionale della Subacquea con sede alla Spezia coordina un settore in cui la Liguria concentra circa il 15% delle imprese nazionali, un presidio fondamentale per la sicurezza delle infrastrutture sottomarine di dati e gas.

Nonostante le tensioni geopolitiche internazionali, il nostro sistema d'export sta dimostrando una straordinaria resilienza: il +20,8% registrato all'inizio del 2026 è il risultato migliore d'Italia. Tra i nodi da sciogliere e su cui occorre accelerare vi è tuttavia il potenziamento delle infrastrutture, in particolare della rete ferroviaria. Infine, guardando alla pianificazione energetica, il PNIEC assegna al nucleare un obiettivo del 10% al 2050: la Liguria è già la seconda regione italiana per aziende e competenze nel settore e può diventare un polo d'eccellenza di livello nazionale".

Nel suo intervento, il Presidente della Regione Marco Bucci ha evidenziato come i dati economici degli ultimi anni confermino l'efficacia del lavoro svolto, sollecitando però una visione prospettica di lungo termine. "Il rapporto ci riempie di soddisfazione, ma non ci rende appagati al cento per cento. Documenta gli ultimi dieci anni, e in particolare gli ultimi due, dimostrando che la Liguria ha compiuto passi fondamentali fino a posizionarsi tra le migliori regioni d'Italia. Mi ha colpito un dato emblematico: se l'intera nazione avesse registrato i medesimi miglioramenti della Liguria, l'Italia avrebbe sette punti di PIL in più. Questo dimostra che il lavoro programmato dà i suoi frutti.

Ora, però, la strategia del futuro non può limitarsi al cosiddetto continuous improvement, ovvero a un semplice miglioramento continuo. Dobbiamo compiere veri e propri salti quantici su traiettorie nuove. È nostro dovere nei confronti delle future generazioni, come imprenditori, associazioni e amministrazioni pubbliche — pianificare la Liguria dei prossimi cinque, dieci o quindici anni".

Analizzando i punti di debolezza emersi dal Tableau de Bord strategico, il Governatore ha affrontato i temi della sanità, della transizione energetica e della gestione idrica. "Tra le note dolenti che ho voluto evidenziare vi è il dato sulla rinuncia alle cure sanitarie. È un tema che intendo approfondire personalmente: ritengo infatti che la percentuale elevata in Liguria sia legata alla scelta di chi ricorre alla sanità privata in virtù della propria disponibilità economica, piuttosto che a una rinuncia effettiva.

L'altra criticità riguarda l'ultimo posto della regione per quanto riguarda l'energia da fonti rinnovabili. Questo ritardo è dovuto anche alle resistenze di molti comuni e di una parte dell'arco politico contro la realizzazione di impianti eolici per motivi ambientali. L'eolico rappresenterebbe una risorsa importante, ma oggi scontiamo una scarsa accettazione territoriale.

Al contempo, la Liguria vanta una posizione di primo piano nel settore nucleare: basti pensare che il 33% del fatturato core del nucleare italiano viene generato qui. Quando parliamo di futuro, non facciamo riferimento alle centrali di vecchio stampo, bensì al nucleare 4.0: moduli tecnologici compatti a livello container, applicabili alle navi, all'industria e ai complessi abitativi. Investendo nel nucleare 4.0 potremo posizionarci con forza nel campo delle energie pulite.

Un discorso analogo riguarda la risorsa idrica: continuare a sversare in mare l'acqua dei nostri 61 depuratori è privo di senso. Dobbiamo convogliarla verso l'irrigazione e l'uso industriale, oltre a integrarla nei processi di desalinizzazione per abbatterne significativamente i costi energetici ed economici. L'acqua è un bene strategico e la Liguria è ricca sia d'acqua dolce che salata.

Infine, per quanto concerne le grandi infrastrutture, il tunnel della Val Fontanabuona è una priorità fondamentale per decongestionare la Riviera. Anche se non figura nell'elenco sintetico del report, l'opera è pienamente nei nostri piani: le conferenze di servizi sono superate, il Ministero sta approvando il progetto e puntiamo ad aprire i cantieri prima di Natale".

Il confronto si è infine concentrato sui dossier industriali caldi della regione: il futuro dell'acciaio e la candidatura genovese a hub europeo dell'Intelligenza Artificiale. "Sullo stabilimento di Cornigliano guardiamo con estremo favore alla cordata italiana. Oltre a garantire la gestione nazionale degli impianti, questa soluzione permetterebbe un approvvigionamento di coils anche da altre aree. Fa tristezza constatare che Cornigliano avrebbe la capacità di produrre la banda stagnata per l'intera nazione e invece siamo costretti a importarla dall'estero.

Per quanto riguarda la candidatura di Genova per ospitare la Gigafactory europea dell'Intelligenza Artificiale, l'impatto va ben oltre i circa 3.000 posti di lavoro stimati. Rientrare nell'infrastruttura nazionale della Gigafactory rappresenterebbe un volano straordinario per la vocazione tecnologica del territorio, offrendo a tutte le nostre aziende la possibilità di accedere ad algoritmi di calcolo ad altissima velocità. L'obiettivo primario è essere pienamente inseriti nel sistema di rete delle nuove tecnologie".

Alberto Bruzzone

In Breve