Il Nazionale

Cronaca | 19 settembre 2026, 12:00

Convegno Vannacci, la Cgil alza la voce: "Basta usare la Polizia per fare politica"

Il sindacato riaccende la polemica dopo l'evento sulla sicurezza dell'ex Generale: nel mirino le modalità dell'iniziativa e il ruolo affidato all'europarlamentare

Convegno Vannacci, la Cgil alza la voce: "Basta usare la Polizia per fare politica"

La polemica sul convegno di Roberto Vannacci, tenutasi ieri all NH Hotel di Torino, non si chiude con la fine dell'incontro. La Cgil torna all'attacco e punta il dito contro quello che considera un uso improprio della formazione destinata agli agenti della Polizia di Stato. Il punto contestato è sempre lo stesso: la presenza dell'europarlamentare tra i relatori di un'iniziativa presentata come attività di aggiornamento professionale.

A Torino, nella sede Cgil di via Pedrotti 5, il segretario generale della Cgil Piemonte Giorgio Airaudo e il segretario generale del Silp Cgil Piemonte Nicola Rossiello hanno ribadito le proprie perplessità, chiedendo soprattutto che in futuro venga garantita la terzietà degli appuntamenti destinati alla formazione del personale.

Airaudo: "Non si scarichino sulle forze dell'ordine i problemi del Paese"

"Siamo i sindacati che hanno denunciato i presupposti con cui l'iniziativa era stata indetta: erano fallaci, non di formazione", ha detto Airaudo. Secondo il segretario della Cgil Piemonte, quanto accaduto ha dimostrato la necessità di continuare a vigilare sulle iniziative che coinvolgono il personale della Polizia di Stato.

Sul caso era infatti arrivato il chiarimento istituzionale da Roma. Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza aveva smentito che l'incontro costituisse un aggiornamento professionale precisando che si sarebbe trattato di una semplice iniziativa sindacale, estranea all'attività ufficiale del Questore di Torino.

Airaudo ha poi criticato l'idea di affidare agli agenti un ruolo che, a suo giudizio, rischia di andare oltre i compiti istituzionali. "Ci dispiace che si pensi di scaricare sulle forze dell'ordine la gestione dei problemi sociali, la Costituzione non gli affida questo compito e sarebbe bene non strumentalizzare questo argomento". Nel suo intervento, il segretario della Cgil Piemonte ha definito particolarmente significativa la vicenda: "Mai segnalazione fu più puntuale, tanto che la stessa Presidenza del Consiglio si era mossa". E ha parlato di "un uso strumentale delle forze di polizia".

Airaudo ha poi allargato il discorso alla situazione della sicurezza a Torino. "Noi crediamo che il centrodestra non voglia bene a Torino, infatti nell'assegnazione di agenti nel capoluogo piemontese è stata penalizzata". E ha aggiunto: "L'idea di attenzionare la città solo per problemi di ordine pubblico è un po' sospetta. Vorrei che la Meloni chiamasse Elkann chiedendogli perché lascia immobili vuoti e non attira lavoratori".

Il segretario della Cgil Piemonte ha infine rivolto un ringraziamento, paradossalmente, proprio a Vannacci: "Ringraziamo l'onorevole Vannacci per darci l'opportunità di richiamare l'amministrazione, ribadendo che deve garantire terzietà negli eventi formativi".

Rossiello: "Un conto è invitare un politico, un altro è farlo parlare come formatore"

Sulla stessa linea Nicola Rossiello, segretario generale del Silp Cgil Piemonte, che ha contestato soprattutto le modalità con cui l'appuntamento era stato riconosciuto come aggiornamento professionale.

"Il convegno è stato autorizzato come aggiornamento professionale, che deve essere regolato da presupposti e requisiti che devono essere valutati dal questore", ha spiegato. Il sindacato, ha ricordato, aveva chiesto la revoca del riconoscimento, ricevendo poi la comunicazione che si trattava invece di una riunione sindacale e non di formazione.
Per Rossiello, la distinzione è però sostanziale: "Un conto è invitare soggetti politici per i saluti, un altro è invitarli per fare formazione".

Il segretario del Silp ha poi ricordato che una situazione analoga si era verificata a novembre, ma che "non possiamo leggerlo come un precedente che legittima l'evento di ieri".

Rossiello ha quindi chiesto che le giornate destinate all'aggiornamento possano essere utilizzate per seminari o congressi realmente formativi. "Si sono incontrate l'esigenza nostra di valorizzare la formazione e l'amministrazione di scaricare oneri. Ma un conto è fare formazione e un altro è mascherare questo evento con uno politico".

La contestazione, ha precisato, non è rivolta agli organizzatori in quanto tali: "Noi non contestiamo gli organizzatori, ma la indirizziamo all'amministrazione di Pubblica Sicurezza, il questore, perché non ha valutato, vigilato ed è il soggetto deputato a monitorare questi casi".

Da Roma la precisazione: "Non era aggiornamento professionale"

Per la Cgil, però, resta aperta la questione della terzietà. "Vogliamo aggiornamenti neutri che garantiscano la terzietà, non eventi in cui parlano come relatori i segretari regionali di partito", ha ribadito Rossiello.

Il segretario del Silp ha poi contestato anche il ruolo di Vannacci come relatore su temi legati alla sicurezza urbana: "Il militare non può insegnare ai poliziotti come gestire la sicurezza urbana, sono due funzioni diverse e vale anche nell'impiego dei militari nei servizi di controllo sul territorio".

"Questa zona grigia va chiusa"

Rossiello ha quindi sostenuto che i contenuti dell'iniziativa non fossero riconducibili a una vera attività formativa. "Una registrazione non resa pubblica, ma dai resoconti giornalistici sappiamo che non erano argomenti formativi", ha detto. Da qui la richiesta di chiudere quella che il segretario del Silp definisce "una zona grigia": "Non possono continuare gli agenti a scontare il prezzo dei problemi sociali".

La preoccupazione, secondo il sindacato, riguarda anche la pressione politica sulle forze dell'ordine. "Le forze di polizia sono sottoposte a una pressione che tende a polarizzare le loro posizioni politiche. Questo tema è preoccupante perché non abbiamo organismi che vigilano sulle forze di polizia, per cui questa parte di garante questa volta è toccata a noi".

La Cgil, quindi, ribadisce la richiesta di separare nettamente formazione professionale e iniziative politiche. Sullo sfondo resta il chiarimento del Dipartimento della Pubblica Sicurezza: l'appuntamento non era un aggiornamento professionale, ma un'iniziativa sindacale estranea all'attività ufficiale del Questore di Torino.

Marco D’Agostino

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