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Eventi e Turismo | 17 settembre 2026, 18:14

Festival di Sanremo, niente sospensiva: il Consiglio di Stato fissa al 4 febbraio 2027 l’udienza di merito

La JE rinuncia alla cautelare e prosegue l’appello contro la sentenza del Tar ligure che aveva confermato la legittimità della procedura seguita dal Comune per riaffidare il Festival alla Rai

Festival di Sanremo, niente sospensiva: il Consiglio di Stato fissa al 4 febbraio 2027 l’udienza di merito

Niente sospensiva, si va dritti all’udienza di merito nel nuovo (e forse ultimo) capitolo dell’estenuante battaglia giudiziaria sul Festival di Sanremo. Il problema non si è nemmeno posto, in quanto nell’udienza di oggi al Consiglio di Stato è stata la stessa JE srl a rinunciare alla valutazione della richiesta cautelare, nel solco dell’opposizione alla sentenza del maggio scorso con cui il Tar ligure aveva respinto il ricorso dell’etichetta discografica legato all’esito della procedura pubblica attraverso la quale la Rai ha riottenuto la gestione della kermesse e dei relativi marchi. Da qui la fissazione della data per l’udienza di merito: 4 febbraio 2027, cioè alle porte del Festival che sta preparando Stefano De Martino, neo conduttore e direttore artistico, in calendario dal 16 al 20.

Il Comune si è affidato agli avvocati Harald Bonura e Giuliano Fonderico, con studio a Roma, per tutelare i propri interessi e quindi tutto l’impianto amministrativo che ha portato a un nuovo matrimonio d’interesse con la Tv di Stato, peraltro unica concorrente nella gara che ha tenuto in sospeso per lunghi mesi le sorti del più grande spettacolo musicale e televisivo italiano, specchio delle evoluzioni del costume e di altri aspetti. Quella davanti ai giudici della capitale è l’ennesimo risvolto di una vicenda che si trascina da quasi due anni.

All’alba del dicembre 2024, la JE (Just Entertainment) aveva infatti scatenato un terremoto facendo tremare le consolidate basi del Festival, ottenendo dal Tar Liguria che il Comune non potesse più affidare l’evento alla Rai con il sistema delle convenzione da ridiscutere di volta in volta, ma dovesse procedere tramite una manifestazione d’interesse. Il clamoroso verdetto ha poi resistito agli appelli al Consiglio di Stato da parte di Palazzo Bellevue e Viale Mazzini. Da qui la gara “costruita” e avviata dall’amministrazione Mager, ponendo diversi paletti a garanzia degli straordinari livelli raggiunti dalla kermesse. E anche se l’unica proposta protocollata è stata quella partita da Roma, ci sono voluti altri mesi di complicate trattative per arrivare all’attuale contratto triennale con possibilità di estensione biennale, coprendo così l’arco organizzativo fino al 2030, considerato che il primo anno è già andato in archivio con l’edizione 2026.

JE non si è arresa, contestando requisiti richiesti, criteri fissati, atti della procedura e (ovviamente) anche la convenzione che ne è scaturita. Ma cinque mesi fa, lo stesso Tar ligure ha respinto i motivi di contestazione, giudicando legittimo il percorso seguito dal Comune. Adesso torna ad appellarsi ai giudici amministrativi di secondo grado, per cercare di mettere nuovamente in discussione l’assegnazione del Festival e dell’enorme business ad esso collegato. Se ne (ri)parlerà il 4 febbraio prossimo, ma per la sentenza si andrà oltre il Sanremo 2027.

Gianni Micaletto