Il Nazionale

Cronaca | 17 settembre 2026, 07:55

Sanremo, carcere di Valle Armea: 100 avvisi di conclusione indagini per droga, telefoni e rissa e smantellato il sistema

Indagine della Squadra Mobile di Imperia e della Polizia Penitenziaria: ricostruita la rete dello spaccio in carcere

Sanremo, carcere di Valle Armea: 100 avvisi di conclusione indagini per droga, telefoni e rissa e smantellato il sistema

Sono 100 gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari notificati nei giorni scorsi nell'ambito della complessa attività investigativa condotta dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Imperia, in collaborazione con il Nucleo Investigativo Regionale della Polizia Penitenziaria di Torino. L'indagine è stata coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Imperia, nella persona del sostituto procuratore Matteo Gobbi, e ha riguardato fatti e condotte che si sarebbero verificati tra il luglio 2023 e il luglio 2024. Al centro dell'inchiesta, partita dal ritrovamento di sostanze stupefacenti destinate ai detenuti della Casa Circondariale di Valle Armea, c'è un articolato sistema di approvvigionamento e successiva vendita della droga all'interno dell'istituto penitenziario.

Attraverso una serie di attività tecniche, riscontri sul territorio e verifiche effettuate anche all'interno del carcere, gli investigatori hanno ricostruito quello che viene descritto come un vero e proprio sistema organizzato per l'introduzione e la distribuzione delle sostanze stupefacenti. Secondo quanto emerso dall'inchiesta, alcuni detenuti italiani e stranieri, principalmente concentrati in due specifiche sezioni dell'istituto, avrebbero potuto contare sulla collaborazione di persone esterne alla vita detentiva per procurarsi la droga. Le sostanze sarebbero state successivamente rivendute tra i reclusi a prezzi molto più elevati rispetto a quelli praticati sul mercato esterno. L'attività investigativa ha consentito di individuare progressivamente i diversi soggetti coinvolti, i canali di approvvigionamento e quelli utilizzati per la successiva distribuzione.

Particolarmente significativo, nel quadro delineato dagli investigatori, è l'aspetto relativo alla gestione della droga direttamente all'interno della struttura. Gli accertamenti avrebbero infatti permesso di individuare una vera e propria attività di brokeraggio degli stupefacenti, che si sarebbe svolta soprattutto nelle aree comuni dell'istituto e, in particolare, all'interno della biblioteca. Un'attività che, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stata portata avanti nonostante la presenza e la sorveglianza del personale penitenziario. L'inchiesta ha quindi consentito di ricostruire non soltanto le modalità di ingresso delle sostanze all'interno della Casa Circondariale, ma anche la successiva rete di vendita, individuando i diversi compartecipi e i destinatari del denaro proveniente dalle cessioni illecite.

Tra gli episodi finiti sotto la lente degli investigatori c'è anche una violenta rissa avvenuta il 9 dicembre 2023. In quella circostanza, due diverse fazioni di detenuti si sarebbero affrontate lungo le scale dell'istituto, utilizzando anche dei bastoni. Lo scontro sarebbe degenerato in una rissa particolarmente violenta, conclusasi con diversi feriti. Gli autori dell'episodio sono stati individuati nel corso dell'attività investigativa e segnalati alla Procura della Repubblica. Anche questo episodio, secondo quanto emerso, si inserisce nel più ampio quadro ricostruito dagli investigatori sulla vita interna dell'istituto e sulle tensioni generate dai rapporti tra i detenuti e dai debiti legati alle attività illecite.

Un altro elemento emerso con particolare evidenza riguarda la disponibilità di telefoni cellulari e smartphone all'interno del carcere. L'indagine avrebbe infatti documentato una presenza costante e sistematica di apparecchi telefonici utilizzati dai reclusi, che attraverso questi strumenti riuscivano a mantenere contatti con l'esterno. I collegamenti non si sarebbero limitati alle comunicazioni tradizionali, ma avrebbero riguardato anche l'utilizzo dei profili social personali dei detenuti. La possibilità di comunicare con l'esterno avrebbe rappresentato un ulteriore strumento a disposizione della rete ricostruita dagli investigatori, consentendo di mantenere rapporti con persone non detenute e di gestire, secondo l'ipotesi investigativa, anche aspetti delle attività illecite.

L'attività investigativa è culminata in una serie di perquisizioni effettuate sia all'interno sia all'esterno della Casa Circondariale di Valle Armea. Durante le operazioni sono state rinvenute diverse tipologie di sostanze stupefacenti, telefoni cellulari e anche armi rudimentali realizzate artigianalmente dai detenuti. Alle perquisizioni hanno partecipato, oltre agli investigatori della Squadra Mobile e del Nucleo Investigativo Regionale della Polizia Penitenziaria, anche gli operatori della Polizia Scientifica della Questura di Imperia e i nuclei cinofili delle due amministrazioni. Un dispositivo investigativo articolato, necessario per operare in un ambiente particolarmente complesso e caratterizzato da un accesso estremamente limitato al mondo esterno.

Nel corso dell'inchiesta sono state inoltre individuate diverse figure che, a vario titolo, avrebbero avuto un ruolo nella rete ricostruita dagli investigatori. Oltre ai fiancheggiatori esterni, ai fornitori, ai corrieri e ai destinatari delle somme di denaro, sono stati segnalati all'Autorità giudiziaria anche soggetti appartenenti all'ambiente dell'istituto. Tra questi figura una psicologa della struttura, accusata di aver consegnato in diverse occasioni ai detenuti materiale e beni di vario genere, secondo le contestazioni oggetto dell'indagine. È stato inoltre segnalato un agente della Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale, al quale viene contestato di aver dichiarato il falso in relazione ai fatti avvenuti durante la rissa del 9 dicembre 2023.

L'inchiesta ha dunque interessato un numero molto ampio di persone e una pluralità di condotte, ricostruite dagli investigatori attraverso un lavoro sviluppato per circa un anno, dal luglio 2023 al luglio 2024. Gli accertamenti hanno seguito i diversi passaggi della presunta attività illecita: dall'approvvigionamento delle sostanze all'introduzione all'interno del carcere, dalla successiva vendita tra i detenuti fino alla destinazione del denaro ricavato. Parallelamente sono stati approfonditi i canali di comunicazione con l'esterno, la presenza dei telefoni cellulari e gli episodi di violenza maturati all'interno dell'istituto. Il tutto in un contesto nel quale, secondo la ricostruzione investigativa, droga e telefoni avrebbero contribuito ad alimentare ulteriori tensioni nella vita carceraria.

La complessa attività, sviluppata in un ambiente particolarmente chiuso e difficile da investigare come quello di un istituto penitenziario, ha quindi consentito agli investigatori di ricostruire una rete che coinvolgeva detenuti e persone esterne alla struttura. L'obiettivo dell'indagine, secondo quanto evidenziato nel comunicato, è stato quello di interrompere un'attività di spaccio considerata fiorente e il commercio illecito di telefoni cellulari. Un fenomeno che, sempre secondo gli elementi raccolti, avrebbe avuto conseguenze anche sui rapporti tra gli stessi detenuti, arrivando in alcuni casi a generare debiti e conseguenti pressioni e violenze intramurarie.

Proprio il tema dei debiti contratti per l'acquisto della droga viene indicato come uno degli aspetti più delicati emersi dall'indagine. Secondo la ricostruzione degli investigatori, in alcune situazioni sarebbero stati gli stessi familiari dei detenuti a intervenire economicamente per saldare i debiti maturati all'interno del carcere, nel tentativo di evitare che le somme non pagate potessero sfociare in ulteriori episodi di violenza. Il quadro restituito dall'inchiesta comprende dunque non soltanto lo spaccio e l'introduzione di telefoni e altri oggetti vietati, ma anche le dinamiche economiche e di potere che si sarebbero sviluppate all'interno delle sezioni interessate.

Gli 100 avvisi di conclusione delle indagini preliminari rappresentano ora un passaggio formale dell'iter giudiziario. Le contestazioni riguardano soggetti ai quali vengono attribuite, a vario titolo, le diverse condotte emerse nel corso dell'inchiesta. Come previsto dalla legge, la fase delle indagini e le relative contestazioni dovranno essere distinte da un eventuale successivo accertamento giudiziario delle responsabilità. Sarà quindi l'Autorità giudiziaria, nell'ambito delle successive fasi del procedimento, a valutare le singole posizioni e gli elementi raccolti dagli investigatori della Questura di Imperia e della Polizia Penitenziaria.

Carlo Alessi