Un'interrogazione parlamentare indirizzata al Ministero dell'Interno per avere sviluppi sulla tragedia del Luna Park di Spotorno dove ha perso la vita, folgorato dopo aver utilizzato il "calciometro", lo scorso 16 luglio il 15enne Alessio Colletti.
A presentarla il 14 settembre il deputato di Futuro Nazionale, ex Fratelli d'Italia, Emanuele Pozzolo che avrebbe fatto emergere un dettaglio non da poco.
"La vicenda assume particolare gravità poiché, con Pec del 3 luglio 2026, quindi tredici giorni prima della tragedia, era stata formalmente segnalata al comune una situazione di potenziale pericolo relativa agli impianti elettrici del Luna Park, con espresso riferimento a un 'potenziale pericolo di elettrocuzione', agli ancoraggi delle linee e delle luminarie, ai pali della pubblica illuminazione, alle giunzioni e all'isolamento dei cavi e alla vicinanza alla spiaggia - spiega il Deputato nell'interrogazione parlamentare -
La segnalazione chiedeva, inoltre, di verificare l'abilitazione della ditta installatrice, le dichiarazioni di conformità, il corretto montaggio delle strutture e la documentazione tecnica".
"Il comune aveva acquisito una dichiarazione di conformità dell'impianto, protocollata il 18 giugno 26, la cui completezza e corrispondenza all'intero impianto utilizzato dal Luna Park sono state successivamente poste in discussione - continua Pozzolo - il decreto ministeriale 18 maggio 2007, l'articolo 80 del Tulps e gli articoli 141 e 141-bis, del regio decreto n. 635 del 1940 attribuiscono alle commissioni di vigilanza compiti di verifica della sicurezza, conformità e funzionamento dei dispositivi; l'articolo 54 Tuel attribuisce inoltre al sindaco, quale ufficiale del Governo, poteri di prevenzione ed eliminazione di gravi pericoli per l'incolumità pubblica".
Pozzolo chiede quindi quali "elementi il Ministro interrogato intenda fornire in relazione a quanto esposto in premessa, anche attraverso le informazioni a disposizione della prefettura, con particolare riferimento alle verifiche previste dal decreto ministeriale del 18 maggio 2017 e se intenda adottare iniziative di competenza volte a rafforzare gli specifici requisiti di sicurezza delle attività di spettacolo viaggiante, al fine di scongiurare il ripetersi di casi come quello esposto in premessa".
Secondo le ricostruzioni dopo aver colpito il pallone collegato al calciometro, Alessio, originario di Saronno e in vacanza per qualche giorno in riviera, si era improvvisamente accasciato al suolo privo di sensi.
Soccorso dal personale della Croce Bianca spotornese e dall'automedica del 118, era stato trasportato in codice rosso al San Paolo, dove i sanitari avevano tentato a lungo di rianimarlo, senza però purtroppo riuscire a salvarlo.
La Procura di Savona, coordinata dal procuratore capo Ubaldo Pelosi, aveva quindi aperto un fascicolo e disposto il sequestro dell'intera area, chiusa anche da un'ordinanza del sindaco di Spotorno, Mattia Fiorini.
Ad essere indagati il titolare del “calciometro”, Gaspare Piccaluga, assistito dall'avvocato Wilmer Perga, l'architetto che ha certificato l'idoneità, Luciano Ciamarone difeso dal legale Riccardo Magarelli e l'ingegnere Graziano Minero, assistito dall'avvocato Carlo Boggio Marzet e nel frattempo sarebbe stata iscritta una quarta persona, il titolare della giostra a catene, vicina al “calciometro”. Gli unici due giochi rimasti ancora sotto sequestro da parte della Procura.
Il consulente incaricato dalla Procura di Savona, l'ingegnere e docente dell'Università di Torino Michele Tartaglia, a Spotorno aveva verificato lo stato dei luoghi di località Serra insieme ai consulenti di parte degli indagati.
Tartaglia aveva quindi esaminato nel dettaglio l'impianto elettrico del gioco per capire anche le motivazioni del perché non sia scattato il dispositivo salva vita e se la pioggia caduta qualche ora prima del tragico accaduto possa aver influito.
Ieri i giostrai del lunapark di Spotorno hanno comunque potuto portare via i giochi da Spotorno. Dopo due mesi dalla tragedia, dall'ordinanza del Sindaco e il sequestro dell'area da parte della Procura e le conseguente indagini, i gestori delle attività hanno cosi potuto lasciare il paese dopo le richieste effettuate a più riprese.
Nelle ultime settimane, una trentina di giostrai, assistiti dall'avvocato Amedeo Caratti, avevano fatto presente che il fermo alle attività gli stava creando un danno visto che non potevano continuare a lavorare e non potevano spostarsi.
Il legale aveva presentato ad agosto un'istanza di dissequestro che a fronte di una iniziale apertura aveva poi portato il Procuratore Ubaldo Pelosi a respingerla per ulteriori esigenze di perizie sul luogo del drammatico accaduto.
Nel frattempo erano riusciti a portare via i propri mezzi e le case mobili ma avevano dovuto presentare una certificazione di idoneità delle attrazioni per poter andare via da Spotorno.


