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Eventi | 16 settembre 2026, 07:04

Il Palio che vorrei: i lettori bocciano l'attuale formula e chiedono il ritorno alla terza domenica di settembre [DATI E GRAFICO]

Più di 500 astigiani hanno risposto al nostro sondaggio proponendo nuove date, format rivoluzionati, traslochi in piazza Campo del Palio e una maggiore attenzione agli animali

Il Palio che vorrei: i lettori bocciano l'attuale formula e chiedono il ritorno alla terza domenica di settembre [DATI E GRAFICO]

I numeri parlano chiaro e restituiscono la fotografia di una città che, pur amando profondamente la sua festa, sente il bisogno di un netto cambio di passo. Al nostro sondaggio sul futuro del Palio di Asti hanno partecipato ben 521 lettori, esprimendo preferenze precise e lasciando una valanga di commenti, critiche e proposte alternative per rinnovare la manifestazione. Non abbiamo tenuto conto delle tantissime proposte arrivate nei commenti social al lancio del sondaggio, solo per motivi di praticità, ma potrete continuare a dirci la vostra.

Come documentato visivamente nel grafico, l'attuale collocazione dell'evento non convince più la stragrande maggioranza del pubblico.

Il trionfo del passato: vince la terza domenica

A sbaragliare la concorrenza con il 44,6% delle preferenze è l'Opzione 2, ovvero la volontà di riportare la corsa alla terza domenica di settembre. Un ritorno alle tradizioni del passato che stacca in modo inequivocabile lo status quo: solo il 20,9% dei votanti ha infatti scelto l'Opzione 1, chiedendo di non toccare il calendario e mantenere il format attuale.

Riscuote un ottimo interesse, portandosi a casa il 19,2% dei voti, anche l'Opzione 4, che propone di spalmare lo spettacolo su due giorni, correndo le batterie al sabato e riservando il grande corteo e la finale alla domenica. A chiudere la classifica delle opzioni chiuse, con circa il 15,3% del campione, c'è l'ipotesi di trasferire l'intera macchina organizzativa a maggio in concomitanza con le festività del Santo Patrono.

Rivoluzioni, sdoppiamenti e orari stravolti

Oltre alle quattro scelte canoniche, i nostri lettori si sono sbizzarriti con suggerimenti a ruota libera.  C'è chi rimpiange a gran voce la divisione della competizione: "Il Palio dei Rioni e Comuni era perfetto. Riduceva i tempi d'attesa, garantiva due festeggiamenti senza sacrificare nessun protagonista, era perfettamente televisivo".

Un altro tema caldo è la gestione delle tempistiche per evitare i tempi morti. C'è chi propone di anticipare le lancette: "Corteo al mattino alle 11 con benedizione dei cavalli in piazza Cattedrale. Pausa per il pasto organizzata per gli sfilanti in vari punti ristoro, partenza corse alle 15,30". E chi preferirebbe invece le luci della sera: "Corteo in notturna il sabato sera e corsa la domenica".

Caldo, benessere animale e le polemiche

Le temperature torride affrontate in piazza Alfieri nell'ultima edizione ha lasciato il segno. Molti astigiani chiedono accorgimenti pratici urgenti: "Io non andrei a modificare il nostro palio ma dovremmo adeguarci alle temperature. Sfilata dei bambini magari di sera, non tardissimo. Aumenterei le zone in ombra all'interno della piazza per la domenica".

Il fronte animalista si fa sentire con forza e chiede una rottura netta con il passato: "Basta far correre i cavalli, basta animali". E ancora: "Correre il Palio significa non ammazzarsi e frustarsi in diretta tv, davanti a 11.000 persone. Questa è violenza". Qualcuno avanza persino l'ipotesi di salvare l'estetica rinunciando alla pista: "Non far correre i cavalli ma fare solo la manifestazione, il corteo e la sfilata".

La mossa, la tv e il trasloco di piazza

Dal sondaggio emergono anche insofferenze verso la conduzione tecnica e mediatica della gara. Nel mirino dei commentatori ci finisce senza appello l'operato al canapo: "La colpa è unicamente del mossiere. Basta prenderne uno che sappia fare il suo lavoro e solo quello, non decidere il Palio".

Anche la location della corsa viene messa in forte discussione, con diversi lettori che indicano piazza Campo del Palio come arena ideale per il futuro, abbandonando il salotto cittadino.

Infine, non mancano le frecciatine sui tempi televisivi lunghissimi: "A chi dice che è troppo lungo, basta cambiare canale. Diretta Rai soldi buttati, basta rivolgersi a un'altra tv". E c'è chi suggerisce alternative al servizio pubblico: "Togliere la diretta alla Rai e cercare un'emittente minore come Tv8 o Rete 4".

Betty Martinelli

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