Il Nazionale

Cronaca | 16 settembre 2026, 10:25

Benzina gratis con le tessere della polizia, smascherata la banda delle Fuel Card

Sequestrate 30 carte clonate, arrestato un cittadino rumeno considerato la "mente" dell'organizzazione

Benzina gratis con le tessere della polizia, smascherata la banda delle Fuel Card

Una maxi-frode ai danni delle forze dell’ordine che partiva dai distributori del capoluogo piemontese per alimentare il mercato nero del carburante. L'operazione condotta dalla Polizia di Stato ha portato all'arresto di un cittadino rumeno, considerato la "mente tecnologica" di un sofisticato sistema di clonazione di Fuel Card, arricchito dal coinvolgimento di altri tre complici. Tra le carte duplicate e utilizzate per prosciugare i distributori di benzina figuravano persino quelle in dotazione ai mezzi della Polizia di Stato.

La spia rossa scattata da Bari

L’effetto domino è partito da centinaia di chilometri di distanza. A far scattare i primi sospetti sono stati gli uomini del IX Reparto Mobile di Bari, che hanno notato pesanti ed anomale incongruenze nei report dei rifornimenti di carburante. Date, orari e volumi di benzina registrati non corrispondevano minimamente con le uscite effettive dei veicoli di servizio.

A quel punto la segnalazione è arrivata dritta sul tavolo della Procura della Repubblica di Torino, dando il via alle indagini della Squadra Mobile torinese per truffa aggravata e indebito utilizzo di carte di pagamento.

Il blitz al distributore: la cisterna da 1000 litri

Analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza dei distributori di benzina segnalati nell'area torinese, gli investigatori si sono trovati di fronte a un'organizzazione metodica. Nei filmati si vedevano chiaramente i responsabili mentre, in tutta tranquillità e grazie alle Fuel Card clonate, riempivano enormi cisterne da quasi mille litri montate su veicoli privati.

L'incrocio tra la visione delle telecamere e l'analisi dei tabulati telefonici ha permesso di ricomporre il puzzle: due cittadini rumeni si occupavano di effettuare i prelievi di carburante ai totem automatici, mentre altri due connazionali rilevavano il bottino per poi inserirlo nel circuito di rivendita clandestina.

Covo tecnologico e 30 carte clonate

La svolta decisiva è arrivata durante l'esecuzione dei decreti di perquisizione disposti a carico dei quattro indagati. Nell'abitazione dell'uomo ritenuto il perno dell'organizzazione, i poliziotti hanno scoperto un vero e proprio laboratorio per l'hackeraggio e la falsificazione.

Oltre ad apparecchiature avanzate per l'accesso abusivo a sistemi informatici, il tecnico della banda è stato sorpreso con ben 30 Fuel Card già duplicate e pronte all'uso. L'uomo è stato tratto in arresto per indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti e denunciato per il possesso dei dispositivi informatici illeciti.

Il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari e che vige la presunzione di innocenza degli indagati sino alla sentenza definitiva.

Redazione

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