Il Nazionale

Cronaca | 15 settembre 2026, 10:24

Follia al pronto soccorso del Martini, aggredisce i medici e cerca di rubare la pistola alla guardia giurata

L'intervento della polizia, arrestato un 26enne dopo una colluttazione all'interno della struttura

Follia al pronto soccorso del Martini, aggredisce i medici e cerca di rubare la pistola alla guardia giurata

Paura nei giorni scorsi all'ospedale Martini, dove l'intervento tempestivo degli agenti del commissariato "San Paolo" ha evitato il peggio. Un nordafricano di 26 anni è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l'accusa di lesioni a pubblico ufficiale e denunciato per interruzione di pubblico servizio, dopo aver scatenato il caos all'interno del presidio sanitario di via Tofane.

L'aggressione all'interno del reparto 

I poliziotti sono giunti sul posto su indicazione della Centrale Operativa a seguito delle chiamate del personale medico, alle prese con un paziente in stato di forte agitazione. Nonostante i tentativi dei sanitari di prestargli le cure necessarie, il 26enne ha opposto una violenta resistenza: oltre a rivolgere insulti e minacce agli operatori, ha iniziato a scagliare oggetti presenti nella stanza, strappandosi i presidi medici dal corpo e cercando a più riprese di abbandonare la barella. Per consentire ai medici di lavorare in sicurezza è stato necessario l'intervento di più persone per bloccarlo.

Il tentativo di disarmare la guardia giurata 

La situazione è precipitata all'esterno della sala emergenza. Dopo aver urlato ai presenti l'intenzione di volersi procurare un'arma, il giovane si è scagliato contro la guardia giurata in servizio presso la struttura, afferrando la pistola d'ordinanza nel tentativo di estrarla dalla fondina. Tra i due è nata una rapida colluttazione, durante la quale l'agente di vigilanza privata è riuscito a fare scudo con il proprio corpo e a mantenere salda la presa sul manipolo, impedendo il disarmo. 

Gli agenti di Polizia sono subito intervenuti bloccando l'aggressore e conducendolo in Questura, il 26enne si trova ora nelle camere di sicurezza a disposizione dell'Autorità Giudiziaria, fermo restando il principio di presunzione di innocenza fino a condanna definitiva.

Redazione

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