Il Nazionale

Eventi | 13 settembre 2026, 07:28

La memoria contadina torna a sfilare per le vie di Asti

In occasione del Festival delle Sagre, oltre tremila figuranti e ventinove Pro Loco mettono in scena la vita rurale del passato, prima di riaprire le cucine in piazza Campo del Palio

La memoria contadina torna a sfilare per le vie di Asti

La domenica del Festival delle Sagre Astigiane si apre con il suo momento più poetico e carico di memoria: la grande sfilata contadina, autentico cuore folkloristico dell'evento. Dopo il debutto gastronomico di ieri - ampiamente approfondito nel servizio dedicato a menù, specialità e prezzi delle ventinove Pro Loco - stamattina la festa lascia temporaneamente i fornelli per farsi racconto corale lungo le vie cittadine.

Il corteo si muoverà alle 9.30 da corso Matteotti per attraversare il centro storico – toccando piazza Marconi, via Cavour, piazza San Secondo, piazza Alfieri e viale alla Vittoria – prima di confluire in piazza Campo del Palio. A dare il ritmo alla rievocazione sono circa tremila figuranti, guidati in apertura dai Frustatori di Rocchetta Tanaro con il gruppo I Controcorrente, mentre le bande musicali di Villafranca e Costigliole d'Asti scandiranno l'avvicendarsi delle stagioni. L'accesso al percorso è libero per tutti, con la tribuna di piazza Alfieri accessibile a pagamento fino alle 10.

Al centro della rievocazione, come di consueto, c'è il ciclo dell'anno, strutturato in quattro quadri stagionali che mostrano la vita rurale tra fine Ottocento e metà Novecento.

L'estate apre con il lavoro nei campi e i momenti aggregativi: Variglie racconta la coltivazione, la raccolta e la conservazione in bottiglia della rinomata pesca limonina; Calliano porta la vicenda dell'acqua solforosa della Pirenta, celebre per le sue virtù curative per persone e animali; Castelnuovo Calcea ripercorre la catena del grano dalla falciatura alla trebbiatura fino al pane; Castell'Alfero rievoca la devozione popolare che nel dopoguerra portò all'edificazione della chiesetta del Cuore Immacolato di Maria alla presenza di Giovanni Boano; San Damiano mette in scena la tradizionale festa patronale di San Rocco con l'asta del cappotto; Mongardino riproduce l'attività del maglio per forgiare zappe e badili; Villanova chiude con il vivace mercato della piana e la tipica gallina bionda.

L'autunno è segnato dalle trasformazioni e dai grandi cambiamenti sociali: Villafranca rievoca la spensieratezza e il rito di passaggio della festa di leva; Azzano d'Asti ricorda il dolore e la speranza dei contadini costretti a emigrare verso l'America sul transatlantico Virginia; Castellero celebra la nocciola come risorsa economica fondamentale, dalla messa a dimora dei noccioli ai dolci da forno; Cunico illustra il meticoloso rito della pigiatura e della vinificazione nelle cantine; Mombercelli omaggia le proprie radici dolciarie con la storica fabbrica del torrone friabile della famiglia Barbero; Nizza Monferrato rievoca l'omaggio del 1936 al pioniere delle conserve Francesco Cirio, con la presenza della procuratrice Rita Jachia; Cortazzone propone il solenne corteo funebre de "L'ultimo viaggio"; Valenzani ripercorre la data di San Martino con l'amaro trasloco dei mezzadri a cui non veniva rinnovato il contratto agrario.

L'inverno si raccoglie attorno ai focolari domestici e alle veglie: Callianetto mostra l'intero ciclo di lavorazione della canapa, dalla macerazione al telaio; Cantarana mette in scena l'allegria carnevalesca legata alla figura dello stagnino; Montechiaro porta in piazza la storica svolta democratica del 17 marzo 1946, quando le donne parteciparono per la prima volta al voto; Revignano illustra la veglia nella stalla riscaldata dal fiato degli animali, con la curiosa figura del mediatore di matrimoni; Serravalle documenta i mestieri riparatori svolti nei cortili e la musica della tradizionale banda delle zucche secche.

La primavera, infine, simboleggia il risveglio della comunità e la ripartenza: Casabianca rende omaggio alla Resistenza e alla liberazione di Asti attraverso i ricordi di Alfredo Vespa, nome di battaglia Yanez, e l'annuncio radiofonico di pace di Corrado Mantoni; Antignano racconta il colorato viaggio degli abitanti verso Asti per la storica Fiera Carolingia di fine anni Cinquanta, tra biciclette cariche, arance e i primi trattori a testa calda; Montiglio Monferrato rievoca l'arrivo dell'acquedotto nel 1933; Quarto d'Asti ripropone il lunedì di Pentecoste tra fagiolata comunitaria e corsa degli asini; San Marzanotto ricostruisce in funzione i macchinari della storica fabbrica di palloni MAGA, ricordando campioni della pallapugno come Felice Bertola e Massimo Berruti; Tonco celebra la rivalità paesana nel gioco del tamburello a muro; Sessant mette in scena il rito domestico delle pulizie primaverili con la cardatura della lana dei materassi; Viarigi conclude con la fienagione manuale del maggengo.

Concluso il passaggio dei carri, la festa ritornerà pienamente gastronomica. Il grande villaggio in piazza Campo del Palio riaccenderà i fornelli alle 11.30 per accogliere i visitatori fino alle 22 o a esaurimento scorte alimentari. Accanto agli stand delle Pro Loco, la giornata prosegue con il mercatino gastronomico ai giardini del Parco della Resistenza, servizi navetta dedicati, un "punto bimbi" e una particolare cura per l'accessibilità, confermando le Sagre come un momento di aggregazione popolare capace di unire passato e presente.

Redazione

In Breve