Il Nazionale

Sport | 11 settembre 2026, 10:54

La Varese che non ha più paura: «La miglior training facility d’Italia. E non sarà l'ultimo passo»

Il Campus si trasforma e diventa il simbolo delle ambizioni biancorosse: nuovi spogliatoi, store, uffici, spazi commerciali e Sport Science Lab. I Bulgheroni garantiscono un orizzonte lungo, Scola guarda avanti: «Vogliamo essere pronti». Ecco i dettagli del progetto e le immagini

La Varese che non ha più paura: «La miglior training facility d’Italia. E non sarà l'ultimo passo»

«Vogliamo creare la miglior training facility d’Italia».

Ci sono parole che non hanno paura di guardare in alto. O meglio: non hanno più paura.

E ci sono parole che prendono il presente e lo infilano davvero tra ciò che è stato e ciò che sarà: «Io, mio papà e i miei fratelli abbiamo deciso di dare alla Pallacanestro Varese un orizzonte temporale lungo, senza avere altri pensieri. Spero di essere qui fra trent'anni per vedere che cosa sarà diventato tutto questo». Ma anche: «A Luis ho affidato una cosa che non si può comprare: la mia credibilità, quella che mi sono costruito durante tutta la mia vita. E penso che sia ben riposta».

Luis Scola, Edoardo Bulgheroni, Toto Bulgheroni. E il Campus. Passato, presente e futuro di Pallacanestro Varese si sono oggi ritrovati, rinsaldati, riabbracciati nel progetto più importante della storia recente del sodalizio cestistico cittadino. Il centro di via Pirandello si rifà il look e non diventerà solo e sempre di più la “casa” della Pallacanestro Varese, ma ambisce a diventare un’eccellenza senza eguali in Italia e forse anche in Europa.

Sarà una rivoluzione che tecnicamente interesserà il primo piano e il piano -1 della struttura. Dove oggi c’è il bar - che si sposterà nella parte esterna - ecco gli uffici del club e un Pallacanestro Varese store che sarà finalmente aperto tutti i giorni. Tutti gli spazi saranno qui dedicati alla parte operativa ed avranno anche un affaccio sul campo 2 (dove spariranno le tribune) che resterà quello dedicato principalmente alla prima squadra.

Sottoterra altra trasformazione: da una parte i nuovi spogliatoi, da Varese Basketball ai senior («Ogni spogliatoio delle giovanili diventerà un cammino verso l’alto» spiega il COO Federico Bellotto); dall’altra, una fetta dei 1500 mq verrà dedicata agli spazi commerciali. Ergo, produrranno reddito.

E ancora, ecco il Pallacanestro Varese Lab: «È forse il progetto più entusiasmante - dice Luis - Anche se non è ancora completamente definito. Dobbiamo ancora capire se sarà un sistema misto oppure dedicato esclusivamente ai professionisti. L'idea è quella di creare uno Sport Science Lab di primo livello, a disposizione dei nostri giocatori ma anche di tutti gli atleti di alto livello che vogliono migliorare le proprie performance e hanno bisogno di tecnologie all’avanguardia. Il modello parte dalle metriche e dai sistemi che già utilizziamo con la prima squadra e comprenderà anche tutta la parte medica, dal monitoraggio degli atleti al recupero dagli infortuni. Stiamo cercando altri partner che possano aiutarci ad accelerare la realizzazione: per completarlo servirà un po' di tempo, ma se riusciremo a coinvolgere nuovi partner potremo procedere più velocemente».

Tutto questo sarà «il miglior training center d’Italia»: i lavori - che non inficeranno le attività agonistiche - sono iniziati il 3 agosto con la cantierizzazione e la consegna è prevista il 30 ottobre 2027. L’amministratore delegato argentino non si sbilancia - more solito - sui costi (informalmente intorno ai 3 milioni di euro), ma spiega come verranno sostenuti: «Saranno risorse nostre e di finanziatori privati, ma verranno anche coperti dai ricavi che saranno generati dalla struttura stessa e da quelli del settore giovanile».

Ecco tutte le dichiarazioni di una mattinata all’insegna dell’emozione per un passaggio considerato fondamentale nella crescita di Pallacanestro Varese. Presenti al Campus anche le istituzioni, nelle persone del sindaco Davide Galimberti e dell’assessore allo Sport Stefano Malerba.

COO Bellotto

«È un giorno speciale per la nostra società. Questo è probabilmente il progetto più importante e di maggior impatto che abbiamo realizzato negli ultimi anni. Ringrazio la famiglia Bulgheroni, che ci fa sentire a casa: senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile. Ringrazio anche il Comune, che ci sostiene, e tutti i nostri partner».

Sul modo in cui è nato il progetto: «Quando abbiamo iniziato a pensarci siamo partiti dalle nostre necessità. I viaggi che abbiamo fatto in questi anni ci hanno dato tante idee, che poi abbiamo cercato di mettere insieme proprio con quelle esigenze».

Edo Bulgheroni

«È emozionante vedere quello che diventerà questo progetto. Rappresento la terza generazione della mia famiglia, un termine per noi molto importante, e forse un giorno ci sarà anche la quarta. Ringrazio Luis, perché mi ha fatto guardare questa proposta non semplicemente come una richiesta di spazi, ma come l'opportunità di creare la più bella, nuova e innovativa training facility d'Italia».

«C'è un filo che lega l'inaugurazione del Campus nel 1993 a ciò che stiamo facendo oggi, fino al progetto di NBA Europe: l'obiettivo è adattare questa struttura agli standard mondiali di riferimento. Il Campus continua a essere un luogo vivo della città, un punto di riferimento per le famiglie, per gli sportivi e per tutti coloro che amano il nostro sport. E questo per noi è motivo di grande orgoglio».

«Io, mio papà e i miei fratelli abbiamo deciso di dare alla Pallacanestro Varese un orizzonte temporale lungo, senza avere altri pensieri. Spero di essere qui fra trent'anni per vedere che cosa sarà diventato tutto questo».

«Il Campus è soprattutto un luogo di famiglie. Penso ai Radaelli, che lo progettarono allora, e a tutti gli operatori che negli anni lo hanno reso quello che è. Penso al CVI, una realtà di eccellenza mondiale che avrà una parte importante anche in questo progetto, e al Campus odontoiatrico, che ringraziamo anche per la comprensione che servirà durante il periodo dei lavori. Penso a Elio e Rosy, che ogni giorno fanno sentire tutti un po' a casa. E naturalmente penso alla famiglia di Luis, ormai parte imprescindibile del legame con la nostra pallacanestro. Senza Luis non avremmo avuto questo progetto».

Toto Bulgheroni

«Non amo la retorica, però qualcosa di sentito voglio dirlo. Il primo grazie va alla mia famiglia. I proprietari del Campus sono i miei figli e li ringrazio perché hanno capito che cosa rappresenti per me questo luogo e perché sia stato costruito».

«Un ringraziamento va anche alle istituzioni, con le quali abbiamo sempre trovato il modo di confrontarci sulle diverse esigenze. Perché il Campus è di tutti, è della comunità. Se penso a quante famiglie e quante persone sono passate di qui in questi anni, mi rendo conto che ciascuna ha lasciato qualcosa e, allo stesso tempo, ha preso qualcosa da questo luogo».

«L'ultimo grazie è per Luis, per mille ragioni. Di lui ho fiducia. A lui ho affidato una cosa che non si può comprare: la mia credibilità, quella che mi sono costruito durante tutta la vita. E penso che sia ben riposta».

Il presidente ricorda anche un imminente appuntamento che riguarderà il Campus, altrettanto importante: «Domenica inaugureremo anche il campetto esterno del Campus. Bisogna ringraziare Il Basket Siamo Noi, che lo ha rimesso a posto e lo ha regalato a tutti. Anche questa è Varese».

Luis Scola

«Ringrazio la famiglia Bulgheroni, che rappresenta la Pallacanestro Varese. Per noi le strutture sono fondamentali: vogliamo far crescere il movimento, avere più idee, coinvolgere più persone. Insomma, continuare a crescere».

«Quattro anni fa quella che avevamo davanti era una sfida molto difficile. Questo progetto rappresenta un passo molto importante in avanti, ma non sarà l'ultimo: ci sarà ancora di più. Avere il supporto della famiglia Bulgheroni oggi, e sapere di poterlo avere anche in futuro, è molto importante per noi. Siamo davvero molto contenti».

Sul modello seguito per la nuova struttura:

«Le training facility NBA rappresentano il sogno, il livello più alto. Certo, costano anche 150 milioni di dollari e noi quei soldi non li abbiamo... Ma abbiamo cercato di seguire la stessa linea e la stessa filosofia».

«Poter offrire ai giocatori una struttura di eccellenza è fondamentale. Investire nelle strutture è importante anche per l'area corporate e per il rapporto con i giocatori: avere tutto all'interno di un'unica casa permette di creare un prodotto bello e attrattivo da proporre al giocatore stesso. E naturalmente tutto questo è importante anche per il settore giovanile».

Su NBA Europe: «Non considero una notizia negativa i passi avanti fatti dall'Eurolega. Noi siamo tranquilli, continuiamo a lavorare e siamo fiduciosi. Crediamo che l'intervento della NBA possa migliorare tutto il movimento e noi vogliamo farci trovare pronti. Tutti i dettagli e le evoluzioni che ci possono essere lungo il percorso non cambiano il tema principale né il nostro approccio».