“Non è il sindaco che lascia un’eredità, ma la squadra: sono stati anni di grande impegno che ci devono ritenere soddisfatti”. Si apre con un ringraziamento alla sua giunta il dialogo del sindaco Stefano Lo Russo alla Festa dell’Unità di Torino. Dopo la cena di ieri sera con gli amministratori, questa sera è il primo cittadino metropolitano a prendersi il palco del parco Ruffini, aprendo in maniera netta ad un’alleanza con il M5S per le elezioni 2027. Sia per le Politiche, ma soprattutto per le Comunali.
Alberto Bertoli
In attesa del suo intervento, a scaldare il pubblico è stata la voce e le canzoni di Alberto Bertoli. Tra i presenti diversi esponenti della squadra di governo di Torino, non solo appartenenti al Partito Democratico. Seduti tra le prime file l’assessore alla Mobilità Chiara Foglietta (Pd), ma anche il civico Paolo Chiavarino (Commercio) e Rosanna Purchia (Cultura).
In apertura il sindaco ha ribadito i risultati raggiunti in questi cinque anni di mandato. “Noi abbiamo ereditato un Comune sull’orlo del dissesto: la macchina comunale aveva davanti la sfida di usare i fondi del Pnrr. Siamo l’unica grande amministrazione ad aver centrato il 100% degli obiettivi”.
Elezioni 2027
Tema principale l’appuntamento elettorale del 2027. Se Lo Russo in prima battuta ha chiarito come la priorità non sia la campagna elettorale (“Noi siamo concentrati a governare questa città: penso che questa sia la migliore risposta a chi chiede conto), poi è entrato nel merito del dibattito. Soprattutto di una possibile alleanza con il M5S, che non si è concretizzata alla scorse Comunali né Regionali.
Nel 2021, così come nel 2024, all’ombra della Mole ed in Piemonte non è stata possibile realizzare la coalizione giallorossa. Ma ora le condizioni sono cambiate, come ha voluto precisare il sindaco. “Io penso che confrontare periodo storici diversi – ha detto – sia un errore di valutazione che la politica fa di frequente”. “Siamo – ha aggiunto – in una fase completamente diversa dal 2021: nel frattempo è stato eletto il Governo Meloni, che governa male da 4 anni. Questo si fa sentire sia rispetto al Paese, sia su come si organizza il campo politico”.
"Non c'è alternativa al campo largo"
Il primo cittadino dal palco ha dunque richiamato l’affermazione dell’estrema destra in Sassonia, che “ha svegliato l’Europa con una sberla: è un segnale potente. Di fronte a questo quadro, le forze politiche alternative alla destra devo capire quali sono i punti che uniscono: l’obbligo da parte di tutti è di trovare un perimetro valoriale, che definisce il campo largo”.
Lo Russo ha poi lanciato un appello anche alle forze moderate, di prendere “le distanze dal centrodestra. Come fai ad andare in coalizione con Vannacci. Non c’è alternativa al campo largo: sono convinto che se stiamo nel merito, anche le differenze e le scorie del passato debbano essere superate”. Un chiaro riferimento alle frizioni avute in passato con i pentastellati torinesi, soprattutto con l'ex sindaca del M5S Chiara Appendino che l'anno scorso - dal palco alla Festa dell'Unità - aveva messo il veto alla ricandidatura di Lo Russo per una possibile alleanza.



