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Eventi | 11 settembre 2026, 07:07

Calici, cortili e visioni di futuro: la Douja d'Or ha acceso l'autunno astigiano [VIDEOINTERVISTE]

Nel cuore della città inaugurata la rassegna enologica diffusa tra conferme, abbinamenti d'autore e aperture internazionali

Calici, cortili e visioni di futuro: la Douja d'Or ha acceso l'autunno astigiano [VIDEOINTERVISTE]

I bicchieri tintinnano, i cortili storici aprono i loro cancelli e il profumo del mosto si mescola alla brezza di inizio autunno: Asti si è riappropriata del suo rito più identitario. Con il taglio del nastro in piazza San Secondo, ha preso ufficialmente il via l’edizione 2026 della Douja d’Or, trasformando il centro storico in un percorso diffuso che, fino al 20 settembre, mette al centro l'anima enologica piemontese tra tradizione, sperimentazione e linguaggi contemporanei.coscia.mp4+1

Una sinergia che fa crescere il territorio

A dare il polso dell'importanza della manifestazione è stato il presidente della Camera di Commercio di Alessandria-Asti, Gian Paolo Coscia, che ha sottolineato il valore corale dell’evento: “È sempre un momento emozionante l'inaugurazione di un'iniziativa che rappresenta un connubio perfetto tra tradizione, trasformazione e innovazione. Qui si mettono in mostra le eccellenze enogastronomiche dell'Astigiano e non solo, dando un impulso a un settore trainante per l'economia del nostro territorio. Quello che voglio rimarcare con forza è la straordinaria partecipazione e condivisione attorno a questo progetto, che vede uniti la Camera di Commercio e tutti gli attori dell'ecosistema locale”.

Un legame profondo tra calice e comunità ribadito anche da Livio Negro, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti: “Il vino e il cibo rappresentano i due elementi distintivi che raccontano chi siamo. Quest'anno celebriamo numeri e traguardi importanti per una manifestazione radicata e concepita in chiave diffusa, affinché l'intera città e tutti i partecipanti possano viverla e goderne appieno”.

Videointerviste

Palazzi storici e piazze: la mappa delle degustazioni

Il cuore pulsante della rassegna si allarga da piazza San Secondo — dove il Consorzio Piemonte Land offre una carta digitale con oltre 400 etichette rappresentative di tutta la regione — fino alle dimore storiche più suggestive. Nel cortile di Palazzo Ottolenghi, il Consorzio Asti DOCG fa squadra con il Consorzio del Vermouth di Torino IGP, unica indicazione geografica protetta al mondo per il celebre aromatizzato, affiancati dal Brachetto d'Acqui tra masterclass dedicate, nuove tendenze di mixology e l’esposizione del trofeo delle prestigiose ATP Finals.

A Palazzo Alfieri, il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato unisce la promozione delle denominazioni all'alta formazione: gli allievi della Scuola Alberghiera di Agliano Terme e Asti gestiscono il ristorante dedicato e firmano inediti cocktail e proposte street food. In piazza Roma, spazio alle Enoteche regionali, alla presenza di Coldiretti-Campagna Amica con le sue degustazioni contadine e all'Agrivan della CIA.

Dialoghi internazionali ed eccellenze da scoprire

La Douja 2026 allarga i propri orizzonti grazie al confronto tra territori del patrimonio mondiale UNESCO. Quattro masterclass internazionali mettono in dialogo i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato con realtà d'eccellenza come l’ungherese Tokaj, l’austro-ungarico Fertő/Neusiedlersee, l’isola vulcanica di Pico nelle Azzorre e l'ospite speciale della Piana Rotaliana Königsberg.

L'itinerario del gusto si arricchisce con le proposte biologiche dell'Associazione Produttori del Vino Biologico — attesa venerdì 18 settembre per la classica cena della vendemmia a base di sontuoso gran bollito misto insieme all'istituto Vercelli-Penna — e con i distillati del Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo, protagonista al Teatro Alfieri con quattro serate dedicate all'arte della distillazione e agli abbinamenti d'autore. Dieci giorni in cui Asti si conferma capitale autentica del buon vivere.

Betty Martinelli

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