Il Nazionale

Politica | 10 settembre 2026, 19:16

Passerella sul Roja, nuovo rinvio al 7 ottobre: InVentimiglia chiede verifiche sulla sicurezza

Il Comitato era a Roma per seguire il procedimento davanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche: nel mirino anche la pila centrale della nuova struttura e l'assetto idraulico della foce

Passerella sul Roja, nuovo rinvio al 7 ottobre: InVentimiglia chiede verifiche sulla sicurezza

Nuovo rinvio per la trattazione davanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche relativa alla vicenda della passerella sul Roja a Ventimiglia. Il Comitato InVentimiglia, presente oggi a Roma per seguire il procedimento e confrontarsi con il proprio legale, comunica che l'udienza è stata nuovamente rinviata al 7 ottobre, a causa dell'assenza del magistrato titolare, il dottor Giorgio Manca. Al suo posto era presente il dottor Sebastiano Zafarana, che, secondo quanto riferito dal Comitato, non aveva avuto modo di approfondire la pratica. Nel frattempo, però, il cantiere della nuova passerella continua ad avanzare e proprio questo aspetto viene indicato come uno dei principali motivi di preoccupazione.

"Dopo mesi di attesa, il cantiere continua ad avanzare senza una decisione sulle contestazioni del Comitato. La tutela della popolazione non può arrivare quando le opere sono ormai un fatto compiuto", sottolinea InVentimiglia. Nel confronto con il proprio avvocato sono stati analizzati anche i possibili profili relativi all'ordinanza cautelare. In particolare, il Comitato torna sul riferimento al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) contenuto nel provvedimento e utilizzato, insieme al bilanciamento degli interessi, per motivare la prosecuzione dell'intervento. InVentimiglia evidenzia però una diversa indicazione contenuta negli atti dell'ufficio tecnico comunale, dove la ricostruzione della passerella, con il medesimo codice identificativo richiamato dal giudice, risulterebbe finanziata attraverso il Fondo Strategico Regionale 2025-2027.

"Chiediamo di chiarire questa discrepanza e quali documenti abbiano determinato il riferimento al PNRR", afferma il Comitato, che precisa anche come l'ordinanza cautelare non rappresenti, a suo giudizio, una decisione definitiva sulle contestazioni sollevate. Secondo InVentimiglia, il provvedimento avrebbe respinto la richiesta cautelare attraverso un bilanciamento degli interessi, senza entrare nel merito delle specifiche questioni idrauliche. Il Comitato ha quindi deciso di non presentare reclamo, ritenendo di poter sostenere le proprie ragioni nel giudizio di merito. Resta però la preoccupazione per il fatto che, mentre la decisione viene rinviata, i lavori proseguono e aumentano le conseguenze economiche che potrebbero derivare da un eventuale successivo annullamento degli atti contestati.

Uno dei quesiti principali riguarda la reale efficacia delle opere previste per la sicurezza del Roja. InVentimiglia chiede in particolare a Comune e Regione quale riduzione concreta del rischio garantiscano i progetti degli argini e della passerella e rispetto a quali fenomeni. Il Comitato contesta anche l'utilizzo del termine 'argini', sostenendo che in alcuni tratti si tratterebbe sostanzialmente del rialzo di circa 50 centimetri dei muri esistenti. "Se nel 2020, secondo i dati richiamati dal Comune, l'acqua superò in alcuni punti di circa due metri le quote di contenimento, chiediamo quale protezione concreta possa garantire un rialzo di soli 50 centimetri", sostiene InVentimiglia, richiamando anche le valutazioni del proprio tecnico sulla vulnerabilità dell'intervento alla forza di una piena.

Il nodo dell'alveo attivo e delle opere nel Roja

Un altro capitolo della contestazione riguarda il ripristino dell'alveo attivo. Il Comitato richiama quanto emerso nel dibattito consiliare del 26 febbraio 2015, quando venivano citati una decisione definitiva sulla chiusura del parcheggio nel greto e il Piano di bacino, che qualificava l'area come alveo attivo prevedendo la rimozione del materiale artificiale. "Chiediamo perché non sia mai stata adempiuta, né prima dell'alluvione del 2020 né ad oggi, la prescrizione di rimuovere gli apporti artificiali presenti nell'alveo attivo e restituire al fiume la sua sezione", sostiene il Comitato. InVentimiglia parla quindi di tre successive interferenze sulla sezione del Roja: i riporti artificiali ancora presenti nell'alveo, gli ingombri della nuova passerella con pila centrale, spalle e palificazioni e, infine, il guado e le altre opere provvisionali del cantiere.

Secondo il Comitato, tutti questi elementi dovrebbero essere valutati nel loro insieme, soprattutto per quanto riguarda il possibile transito e accumulo di tronchi, vegetazione e detriti durante le piene. Particolare attenzione viene riservata alla nuova pila centrale della passerella. InVentimiglia richiama infatti precedenti prescrizioni secondo le quali la passerella Squarciafichi avrebbe dovuto essere demolita e sostituita con un nuovo attraversamento due metri più alto e senza pilastri. La struttura oggi in costruzione prevede invece, secondo i dati forniti dal Comitato, una pila centrale larga circa 3,10 metri, a fronte di sostegni della precedente struttura di circa un metro, oltre a nuove spalle e palificazioni. Una questione che il Comitato ha portato anche all'attenzione della Procura, chiedendo di verificare il rispetto delle prescrizioni e l'eventuale interferenza con il deflusso delle acque.

InVentimiglia chiede una consulenza tecnica indipendente

Il Comitato torna quindi a chiedere una consulenza tecnica d'ufficio (CTU) o comunque un accertamento tecnico indipendente da parte del Tribunale. L'obiettivo, secondo InVentimiglia, sarebbe quello di sottoporre a una valutazione terza il modello idraulico utilizzato, il trasporto solido e del materiale flottante, le portate provenienti dagli invasi a monte, il moto ondoso, il rigurgito marino, la risalita della falda e l'effetto cumulativo di muri, passerella, pila, spalle e opere provvisionali. "Per questo riteniamo indispensabile una CTU. Occorre stabilire attraverso un tecnico indipendente se il progetto riduca effettivamente il rischio oppure lasci irrisolte, o possa aggravare, alcune delle criticità della foce", sostiene il Comitato.

Particolare attenzione viene posta sul rapporto tra piena del Roja e condizioni del mare. InVentimiglia ricorda che durante l'evento del 2020 si verificarono contemporaneamente una piena del fiume e condizioni di mare mosso. Il Comitato chiede quindi di verificare se le simulazioni disponibili siano sufficienti a rappresentare la dinamica del livello marino, il moto ondoso, il trasporto dei sedimenti, il materiale flottante, le condizioni della foce e le interferenze complessive delle opere. Secondo quanto riferito dal Comitato e dal proprio tecnico, l'ingegner Sergio Sordo, la documentazione comunale esaminata utilizzerebbe modellazioni idrauliche monodimensionali e non risulterebbero modellazioni tridimensionali né simulazioni dinamiche delle condizioni marine.

La proposta alternativa: due passerelle e una diversa gestione della foce

InVentimiglia precisa di non voler impedire la realizzazione di una passerella a Ventimiglia. La proposta alternativa elaborata dal Comitato punta anzi alla possibilità di realizzare due attraversamenti pedonali, uno nel centro cittadino e uno nell'area di Roverino, inserendoli però all'interno di una sistemazione complessiva del tratto terminale del Roja. Il principio indicato è quello di intervenire prima sulle condizioni di vulnerabilità della foce e progettare successivamente gli attraversamenti sulla base di un assetto idraulico ritenuto più sicuro e stabile. Tra le ipotesi viene indicato il ribassamento di alcuni metri dell'alveo di magra nel tratto terminale, recuperando sezione idraulica soprattutto in profondità e concentrando il normale deflusso nella parte centrale.

A questa soluzione il Comitato associa anche un sistema di regolazione della foce, concettualmente assimilabile a un MOSE, con l'obiettivo di contrastare la risalita marina nelle condizioni più critiche e regolare l'interazione tra livello del mare e livello del fiume. InVentimiglia sottolinea tuttavia che si tratta di una proposta che dovrebbe essere sottoposta a modellazioni idrauliche, verifiche ambientali, studi di fattibilità e alle necessarie autorizzazioni. La proposta, riferisce il Comitato, è stata portata anche all'attenzione del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, per verificare eventuali possibilità di finanziamento degli interventi propriamente idraulici e ambientali. Non viene quindi indicata l'esistenza di un finanziamento ministeriale già ottenuto.

"Una passerella senza pila nell'alveo attivo"

Nel nuovo assetto ipotizzato dal Comitato potrebbe essere realizzata una passerella centrale senza pila nell'alveo attivo, con gli appoggi collocati sulle fasce laterali. L'idea è quella di un attraversamento ad unica grande luce, con un franco maggiore rispetto alla struttura attualmente in costruzione. Secondo InVentimiglia, una soluzione di questo tipo potrebbe inoltre ridurre la necessità di realizzare grandi opere provvisionali all'interno dell'alveo, come l'attuale guado di cantiere. Da qui nasce un ulteriore interrogativo rivolto alle amministrazioni: "Prima di realizzare una pila permanente nell'alveo del Roja, è stato effettuato un confronto tecnico ed economico completo con una soluzione senza pila centrale?"

Il Comitato ipotizza inoltre che una struttura più semplice possa determinare una riduzione dei costi e dei tempi di costruzione, ma precisa che l'entità di un eventuale risparmio dovrebbe essere verificata attraverso un confronto tecnico-economico. Da qui l'idea di destinare, qualora fosse effettivamente possibile, parte delle risorse risparmiate alla realizzazione di una seconda passerella nella zona di Roverino. InVentimiglia collega inoltre la propria proposta ad altri interventi previsti lungo il Roja, a partire dalla viabilità della Peglia, il cui costo viene indicato negli attuali progetti in circa 11 milioni di euro. Il Comitato ritiene che una diversa sistemazione idraulica potrebbe consentire di verificare eventuali semplificazioni, ma anche in questo caso sottolinea che il dato economico dovrà essere confermato da una progettazione e da un computo indipendenti.

Il progetto alternativo messo gratuitamente a disposizione della città

Su un punto il Comitato vuole infine fare chiarezza: la proposta alternativa viene messa gratuitamente a disposizione del Comune di Ventimiglia e della città. InVentimiglia afferma di non chiedere compensi, incarichi professionali o vantaggi economici legati a un eventuale sviluppo dell'idea. "Siamo cittadini di Ventimiglia e stiamo lavorando nell'interesse di Ventimiglia. Non abbiamo alcun interesse economico nella realizzazione di queste opere. Se la proposta risulterà valida, la mettiamo gratuitamente a disposizione del Comune, che potrà svilupparla attraverso i propri tecnici, progettisti e le procedure pubbliche previste dalla legge", afferma il Comitato.

L'obiettivo dichiarato non sarebbe quindi quello di sostenere a priori la superiorità della propria proposta, ma di ottenere un confronto tecnico tra le diverse soluzioni. Il Comitato chiede che vengano valutati con gli stessi criteri sicurezza idraulica, fattibilità, impatto ambientale, tempi, durata e costi. Se il progetto attualmente in costruzione risultasse migliore, sostiene InVentimiglia, il confronto tecnico potrebbe dimostrarlo. Se invece emergesse la convenienza di un'alternativa capace di affrontare contemporaneamente il rapporto tra mare e fiume, realizzare due passerelle e contenere i costi di altre opere pubbliche, il Comitato ritiene che tale possibilità debba essere conosciuta prima che gli interventi attuali diventino irreversibili.

L'esposto alla Procura

Parallelamente al procedimento davanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, il Comitato ha presentato un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica, successivamente integrato con ulteriori elementi documentali. L'obiettivo è chiedere verifiche, su un piano distinto rispetto al giudizio amministrativo, sulla compatibilità delle opere realizzate nell'alveo con la normativa di polizia idraulica e, in particolare, con il Regio Decreto 25 luglio 1904, n. 523. Nell'esposto, secondo quanto riferito da InVentimiglia, viene chiesto anche di ricostruire il percorso che ha portato dalla precedente soluzione progettuale alla scelta dell'attuale passerella con sostegno centrale.

"Il punto sottoposto alla Procura è semplice: non basta che esista formalmente un'autorizzazione. Occorre verificare se ciò che è stato autorizzato e ciò che viene concretamente realizzato rispettino le norme poste a tutela del libero deflusso delle acque e della sicurezza della popolazione", sostiene il Comitato. InVentimiglia annuncia inoltre che, in vista dell'udienza del 7 ottobre, saranno valutati con il proprio difensore ulteriori motivi aggiunti e le richieste di annullamento degli atti autorizzativi contestati. La questione, dunque, resta aperta su più fronti: da una parte il cantiere che procede, dall'altra il procedimento giudiziario ancora senza una decisione nel merito e le verifiche richieste alla Procura.

"Le eccezioni sulla legittimazione del comitato cittadino non rispondono alle domande sulla sicurezza. Il nostro interesse è quello della popolazione: non impedire una passerella, ma ottenere opere fondate su verifiche complete, perché Ventimiglia non debba rivivere gli allagamenti del febbraio 2026 o il dramma del 2020", conclude InVentimiglia.

Redazione

In Breve