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Eventi e Turismo | 09 settembre 2026, 08:00

Voci nell’aria e passione sul territorio: i radioamatori conquistano l’Acquedotto Storico di Genova

Il 19 e 20 settembre la Val Bisagno diventa una stazione radio a cielo aperto per il 4° Diploma “Acquedotto Storico di Genova”: natura, storia e telecomunicazioni si incontrano all’Oasi Urbana di San Siro di Struppa

Voci nell’aria e passione sul territorio: i radioamatori conquistano l’Acquedotto Storico di Genova

Cosa hanno in comune un antico acquedotto, le onde radio e la Protezione Civile? 

A Genova, nel weekend del 19 e 20 settembre 2026, saranno gli appassionati di radio a raccontarlo, trasformando per due giorni un tratto dell’Acquedotto Storico di Genova, e in particolare la cornice dell’Oasi Urbana di San Siro di Struppa, in una vera e propria stazione radio da campo a cielo aperto.

L’iniziativa è organizzata dalla sezione ARI Genova odv, Associazione Radioamatori Italiani, e nasce con un duplice obiettivo: da una parte riportare l’attenzione su uno dei patrimoni storici e ambientali della Val Bisagno, dall’altra far conoscere alla cittadinanza il mondo del radioamatorismo, un hobby che unisce tecnologia, curiosità, capacità tecniche e una significativa funzione sociale.

L’appuntamento è rivolto a tutti: famiglie, ragazzi, escursionisti e semplici curiosi potranno avvicinarsi alle postazioni radio, osservare direttamente come avvengono i collegamenti e scoprire un universo fatto di frequenze, segnali e linguaggi che, ancora oggi, permette di comunicare a grandissime distanze.

L’evento, che ha cadenza biennale, si svolge con la collaborazione e l’ospitalità dell’associazione TrashTeam e della Federazione per la tutela e la valorizzazione dell’acquedotto storico della Val Bisagno APS, realtà da tempo impegnata nella cura e nella valorizzazione di questi preziosi spazi verdi e del patrimonio dell’antico sistema idraulico genovese.

A sottolineare ulteriormente il legame con il territorio c’è anche il nome ufficiale della manifestazione, tradotto in genovese corretto dal professor Franco Bampi: “4° Diploma do antigo conduto da Valàdda do Bezàgno”.

Ma chi sono davvero i radioamatori? L'immagine del tecnico solitario alle prese con apparecchiature incomprensibili appartiene ormai a un'altra epoca. I radioamatori sono persone comuni, con professioni e percorsi differenti - medici, meccanici, ingegneri, appartenenti alle forze dell’ordine, studenti - accomunate dalla passione per le onde radio e dalla voglia di sperimentare e comunicare.

Durante le due giornate all’Acquedotto Storico sarà possibile vedere concretamente come si realizza un collegamento radio e capire cosa si nasconde dietro una comunicazione che può attraversare migliaia di chilometri.

I volontari dell’ARI spiegheranno ai visitatori i segreti delle frequenze, le modalità con cui avvengono i collegamenti internazionali e il particolare linguaggio utilizzato dai radioamatori, basato anche sull’inglese e sul celebre “Codice Q”.

Ci sarà spazio anche per il codice Morse, apparentemente appartenente a un'altra epoca ma ancora oggi tutt'altro che inutile. La sua caratteristica principale è infatti quella di consentire comunicazioni a grande distanza utilizzando una quantità di energia estremamente ridotta.

Uno degli aspetti più curiosi della manifestazione sarà la speciale “caccia in radio” collegata all’ottenimento del diploma dell’evento. I visitatori potranno così assistere alle operazioni e comprendere come un luogo preciso possa diventare, attraverso le onde radio, un punto di contatto con stazioni sparse in tutto il mondo.

E proprio qui entra in gioco un altro elemento affascinante della cultura radioamatoriale: le QSL, le tradizionali cartoline attraverso le quali i radioamatori confermano l’avvenuto collegamento.

Una tradizione che conserva ancora oggi un fascino particolare, riassunto da una frase cara agli appassionati americani: “QSO take a short time, the QSL is forever”. Un collegamento può durare pochi istanti, ma la cartolina che lo certifica rimane.

Nelle precedenti edizioni, i segnali partiti dall’Acquedotto Storico hanno raggiunto decine di Paesi, contribuendo a far conoscere questo angolo di Genova ben oltre i confini cittadini: dagli Stati Uniti all’Indonesia, dall’Inghilterra agli Emirati Arabi.

Un modo originale per promuovere il territorio: l’Acquedotto diventa contemporaneamente luogo da percorrere, patrimonio da conoscere e “antenna” capace di portare il nome della Val Bisagno nel mondo.

Dietro il fascino delle comunicazioni via etere c'è però anche un aspetto molto concreto. Il radioamatorismo svolge infatti un ruolo importante nell'ambito della Protezione Civile.

In caso di calamità naturali o di situazioni nelle quali vengano meno le normali infrastrutture di comunicazione – dal telefono a Internet – le stazioni radio indipendenti possono garantire collegamenti fondamentali per le operazioni di emergenza.

È una funzione che i radioamatori hanno dimostrato in diverse occasioni, anche durante i terremoti in Abruzzo ed Emilia e nelle numerose alluvioni che hanno colpito il territorio ligure.

La manifestazione all’Acquedotto sarà quindi anche l'occasione per spiegare questo volto meno conosciuto dell'attività radioamatoriale: non soltanto una passione tecnologica, ma una competenza che può diventare una risorsa per la collettività nei momenti più difficili.

L’invito dell’ARI Genova è dunque quello di raggiungere l’Oasi Urbana di San Siro di Struppa, lungo il tracciato dell’Acquedotto Storico, per conoscere da vicino un mondo che continua a mettere in comunicazione persone e territori attraverso strumenti indipendenti e una grande passione.

I volontari saranno a disposizione per rispondere alle domande dei visitatori, spiegare il funzionamento delle apparecchiature e raccontare anche come si diventa radioamatori, attraverso il percorso che prevede il superamento dell’esame di Stato gestito dal Ministero.

L’ingresso è libero e gratuito.

Isabella Rizzitano