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Calcio | 09 settembre 2026, 12:10

Calcio | Finale. Grande partecipazione per le esequie di Mattia Baruzzo, la commozione di tutta la città (FOTO)

Ai funerali ha partecipato una folta rappresentanza del club del presidente Cappa e altre società del territorio

Calcio | Finale. Grande partecipazione per le esequie di Mattia Baruzzo, la commozione di tutta la città (FOTO)

Una folla oceanica ha partecipato questa mattina, mercoledì 9 settembre, ai funerali di Daniele Baruzzo, Paola Siri e del figlio Mattia, celebrati nella basilica di San Giovanni Battista a Finalmarina. Una comunità intera si è stretta attorno ai familiari, agli amici e alle persone che in questi giorni sono state travolte da una tragedia destinata a lasciare un segno profondo nella città.

La basilica e l’area circostante si sono riempite di persone arrivate per dare l’ultimo saluto ai tre componenti della famiglia Baruzzo-Siri, trovati senza vita lo scorso 3 settembre nella loro abitazione di via dei Forti di Legnino, sulla collina alle spalle di Finale Ligure.

Le esequie sono state celebrate dal vescovo Calogero Marino insieme al parroco don Giuseppe Militello, in un clima di profonda commozione e raccoglimento.

Al vescovo Marino è stata affidata l’omelia, una riflessione che ha preso le mosse dal "bisogno del silenzio" in quello che ha definito "il tempo dello smarrimento, delle domande", ma anche dal bisogno della preghiera e del ritrovarsi insieme, "per non essere soli, per vedere una piccola luce" capace di consolare.

Richiamando il passo del Vangelo proclamato durante la celebrazione, il vescovo ha ricordato che "c’è un amore più grande che squarcia il velo e che apre anche quel che sembra non potersi aprire più, come i sepolcri".

Parole che hanno cercato di accompagnare la comunità dentro una tragedia che Marino ha definito "assurda e senza senso", "un mistero di male e soprattutto di fragilità che non dobbiamo in alcun modo giudicare".

"Essere insieme era la vita di questa famiglia, insieme in questi anni nell’amore e nella cura reciproca. Poi Daniele non ce l’ha fatta, e allora diciamo che il velo si è squarciato", ha detto il vescovo.

Da qui una riflessione più ampia sulla vulnerabilità e sulle aspettative che la società contemporanea impone alle persone. "Non avere paura delle nostre vulnerabilità. Abbiamo creato un mondo, noi adulti, dove si dev’essere sempre adeguati, efficienti, all’altezza", ha ammonito Marino.

Il vescovo ha quindi aggiunto: "Daniele cercava di controllare tutto, perché voleva bene. Però a volte un bene troppo stretto rischia di soffocarci". Una considerazione dalla quale ha tratto quella che ha definito una prima lezione: "Non si può essere sempre perfetti. Bisogna accettare di essere vulnerabili, sapere che fragilità, limiti e fallimento fanno parte di ciascuno di noi".

Poi una seconda indicazione: non tentare di cancellare il dolore e l’errore, ma imparare a sostenerli insieme. Marino ha richiamato anche i versi di Francesco De Gregori e de "La leva calcistica della classe ’68", per ribadire l’importanza di chiedere aiuto e di non affrontare da soli i momenti di maggiore difficoltà.

"Qualche volta il bisogno di aiuto è così grande che chiediamo aiuto perfino all’intelligenza artificiale. Questo non va bene, impariamo a chiedere agli altri", ha concluso il vescovo.

Folta la partecipazione di esponenti del mondo istituzionale, militare e civile. Particolarmente forte anche la presenza del mondo dello sport e, soprattutto, dei ragazzi. I compagni di Mattia del Finale calcio hanno partecipato indossando i colori giallorossi della società, insieme a giovani appartenenti ad altre squadre del comprensorio. Una presenza che ha reso ancora più evidente quanto la morte del ragazzo abbia colpito non soltanto amici e conoscenti, ma un’intera generazione di coetanei.

Commosso anche il sindaco Angelo Berlangieri, portando il saluto della cittadinanza e rivolgendosi ai concittadini più giovani. "Siamo uomini e donne complessi, la vita non è semplice" ha detto, ribadendo l'importanza del chiedere supporto e di vivere inseriti nella comunità.

La tragedia si è consumata nella notte tra il 2 e il 3 settembre all’interno della villetta della famiglia. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Daniele Baruzzo avrebbe sparato alla moglie Paola Siri e al figlio Mattia durante la notte, prima di rivolgere l’arma contro se stesso. Nell’abitazione sono stati trovati e sequestrati l’arma utilizzata e diversi messaggi lasciati dall’uomo, fra i quali una sorta di testamento. Nei testi Baruzzo avrebbe fatto riferimento a propri tormenti e a preoccupazioni, in particolare legate al figlio, e a problemi che riteneva di non riuscire più ad affrontare.

Le autopsie hanno confermato che i tre decessi sono stati provocati dai colpi di arma da fuoco. Il nulla osta della Procura di Savona ha quindi consentito lo svolgimento delle esequie, precedute ieri pomeriggio dalla recita del Santo Rosario nella stessa basilica di Finalmarina.

Ma questa mattina, al di là degli aspetti dell’inchiesta e della ricostruzione di quanto avvenuto, Finale Ligure si è fermata soprattutto per salutare tre persone e per stringersi attorno a chi resta.

Il dolore provocato dalla tragedia continuerà inevitabilmente ben oltre il giorno del funerale. Proprio per offrire un primo sostegno alla comunità, il Comune di Finale Ligure ha organizzato, insieme all’associazione EMDR Italia, un incontro pubblico per giovedì 17 settembre alle ore 18, nella sala Gallesio, con la psicologa Sabrina Bonino. Un momento pensato per cittadini, amici e familiari che stanno affrontando le conseguenze emotive di un evento che ha sconvolto profondamente l’intera città.

Mattia Pastorino

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