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Politica | 08 settembre 2026, 11:31

Provincia: quando Crosetto, ironizzando sul “Patto del Nazareno in salsa cuneese”, attaccava Forza Italia

Nel 2018 Cirio e Costa avallarono la soluzione unitaria guidata da Federico Borgna, che aveva escluso dall’accordo Fratelli d’Italia. Ora, otto anni dopo, è l’assessore regionale FdI Bongioanni, che, insieme al Pd, vorrebbe più o meno la stessa soluzione

Provincia: quando Crosetto, ironizzando sul “Patto del Nazareno in salsa cuneese”, attaccava Forza Italia

Chissà se Guido Crosetto è stato informato delle trattative più o meno segrete che hanno visto protagonisti sabato scorso, a margine dell’inaugurazione della fiera di Saluzzo, l’assessore regionale del suo partito, Paolo Bongioanni, e il consigliere regionale Pd Mauro Calderoni per trovare una soluzione unitaria in Provincia.

La memoria ci ha richiamato alla mente una vicenda che risale ad otto anni fa: nell’ottobre 2018, come oggi, le forze politiche si confrontavano sulla governance da dare al Palazzo di corso Nizza.

Mentre Forza Italia e Pd trattavano come mercanti in fiera per trovare l’accordo sulla composizione del nuovo Consiglio provinciale, Fratelli d’Italia era stata messa all’angolo.

Una nota di Crosetto, allora non ancora ministro della Difesa ma già esponente di spicco di Fratelli d’Italia, sferrava un duro attacco all’intesa unitaria raggiunta sul nome di Federico Borgna presidente e, in particolare, sulle scelte avallate da Alberto Cirio ed Enrico Costa.

Scriveva Crosetto: “Anche la provincia di Cuneo ha finalmente il suo 'Nazareno' (il patto stipulato nel 2014 tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi che tanto occupò le cronache politiche, ndr).

Forza Italia e Partito Democratico hanno trasferito in Provincia la logica che aveva guidato il Nazareno a livello nazionale: mettere insieme tutto ed il contrario di tutto, pur di mantenere qualche ruolo e spartirsi un po’ di potere. Così – spiegava l’allora deputato Crosetto - nasce la lista per le provinciali. Chi sia il Renzi locale è chiaro, Federico Borgna, che porta a casa la Presidenza della Provincia.

Più difficile individuare i ruoli nel campo di Forza Italia. Preso atto che nè Cirio nè Costa – osservava ironicamente - possono coprire il ruolo di Berlusconi, restano da ripartire i ruoli di Ghedini, Letta e Verdini tra Maurizio Paoletti e Marco Perosino (allora entrambi in Forza Italia). Fratelli d’Italia – aggiungeva Crosetto - ha cercato di compattare il fronte del centrodestra appoggiando l’iniziativa che in tal senso ha provato a portare avanti Enrico Costa.

Poi, a fronte delle titubanze della Lega, ha deciso di non prestarsi ad un’operazione di potere fatta non su un programma condiviso, ma esclusivamente con ottica spartitoria e partitocratica.

Ciò detto, siccome dovranno comunque lavorare per il bene di tutta la Provincia, – concludeva salomonicamente - gli auguriamo di farlo e saremo ugualmente a disposizione per risolvere problemi e non per spartire sedie”.

Di acqua da allora ne è passata molta sotto il Ponte Nuovo ma la politica – come si evince – resta sempre la stessa e prima o poi restituisce a tutti la pariglia.

Hodie mihi, cras tibi (oggi a me, domani a te).

Resta il dato oggettivo – per tornare all’attualità e fino a prova contraria - che oggi i Fratelli sono spaccati, dal momento che Bongioanni ha una posizione non condivisa dal presidente provinciale del suo partito, William Casoni, che si è pronunciato in senso contrario, auspicando una convergenza del Patto Civico di Luca Robaldo con le forze politiche di centrodestra.

Giampaolo Testa

In Breve