La chiusura al traffico di via Tapoletti e piazza San Costanzo avrebbe dovuto rappresentare un nuovo capitolo per uno degli angoli più caratteristici della Pigna. Dopo anni nei quali la piazza era stata utilizzata anche come parcheggio, l'amministrazione ha scelto di andare verso una fruizione sempre più pedonale dell'area, installando anche i new jersey per impedire l'accesso alle auto. Una decisione maturata dopo una lunga serie di segnalazioni e dopo i lavori di riqualificazione che hanno interessato la zona. Ma, a poche settimane dalla nuova sistemazione, le criticità non sembrano essere finite. Anzi, le fotografie che accompagnano questa nuova segnalazione mostrano una situazione che rischia di riportare rapidamente la zona al punto di partenza.
Il problema principale riguarda proprio uno dei blocchi di cemento posizionati all'ingresso. Il new jersey che dovrebbe impedire il passaggio dei mezzi a motore è stato spostato, lasciando un varco sufficiente per consentire il transito delle moto (che si trovano parcheggiate all'interno). La catena centrale, invece, continua a rimanere nella sua posizione e impedisce alle auto di entrare nella parte a monte della strada. Il risultato è una sorta di accesso "a misura di scooter", che consente il passaggio continuo dei mezzi a due ruote nonostante la chiusura dell'area. Una situazione che, secondo le segnalazioni raccolte, si ripete con frequenza e che sta producendo conseguenze visibili sulla pavimentazione. La questione non è quindi soltanto quella del rispetto del divieto, ma anche della tutela di un intervento appena eseguito.
A risentirne maggiormente è infatti la pavimentazione in ciottoli. Il passaggio ripetuto delle moto attraverso il varco lasciato dal new jersey avrebbe letteralmente messo a dura prova la superficie, con le pietre che sono state progressivamente smosse e sparse lungo il tratto interessato. Nelle immagini si nota la presenza dei ciottoli fuori dalla loro sede, con una pavimentazione che appare già deteriorata proprio nella zona utilizzata per il passaggio dei mezzi. Una situazione che richiama quanto era già stato segnalato nei mesi scorsi, quando la presenza delle auto aveva rappresentato un problema anche durante le fasi di cantiere. Il paradosso è evidente: si è lavorato per restituire decoro e qualità alla zona e ora basta lo spostamento di un blocco di cemento per riaprire una porta al transito non autorizzato.
Il tema degli accessi, del resto, non è nuovo nella zona. Già nei mesi scorsi erano state raccolte segnalazioni relative alle modalità di ingresso in via Tapoletti, mentre negli anni precedenti piazza San Costanzo era finita più volte al centro delle proteste per la presenza di auto in sosta. Nell'agosto 2024 i residenti avevano denunciato una piazza spesso occupata da vetture, anche per periodi prolungati, chiedendo maggiore controllo e una regolamentazione degli accessi. La situazione era stata descritta come un problema anche per la stessa via Tapoletti, strada stretta e caratterizzata da una forte pendenza, dove la presenza di un'auto poteva rendere particolarmente complicato il transito, compreso quello dei mezzi di soccorso.
Oggi lo scenario è cambiato, almeno sulla carta. La direzione indicata dal Comune è quella della pedonalizzazione, con la volontà di mantenere chiuse al traffico via Tapoletti e piazza San Costanzo e, in prospettiva, di introdurre anche sistemi di controllo degli accessi. A giugno l'amministrazione aveva valutato la possibilità di ricorrere alle telecamere, sul modello delle Ztl, proprio per evitare che la nuova disciplina potesse essere aggirata. L'obiettivo dichiarato era quello di restituire spazio a pedoni e residenti, valorizzando una delle zone più suggestive del centro storico. Ma perché questa scelta possa funzionare, la chiusura deve essere effettiva e non soltanto affidata a una barriera che può essere spostata.
E poi c'è il capitolo della sosta. Anche con la nuova configurazione, le segnalazioni parlano di parcheggio selvaggio in una zona dove è presente il cartello di divieto. Auto lasciate dove non dovrebbero, accanto a una pavimentazione che dovrebbe invece essere preservata e a un'area che, nelle intenzioni dell'amministrazione, dovrebbe essere sempre più libera dal traffico. È proprio questo uno degli aspetti che rischia di vanificare il senso dell'intervento: se da una parte si chiude alle auto, dall'altra basta l'assenza di controlli o una barriera facilmente aggirabile per consentire comportamenti che continuano a creare problemi. E così la nuova piazza rischia di trasformarsi nuovamente in un terreno di confronto tra chi chiede più vivibilità e chi continua a considerarla uno spazio disponibile per transito e sosta.
La questione, quindi, torna a essere soprattutto quella dei controlli e della manutenzione. Se la scelta è davvero quella di trasformare San Costanzo e via Tapoletti in uno spazio pedonale stabile, sarà necessario fare in modo che i sistemi di chiusura siano efficaci, che i passaggi per le eventuali esigenze autorizzate siano regolamentati e che la pavimentazione venga ripristinata prima che il danno diventi più esteso. La Pigna ha già conosciuto negli anni problemi legati a pavimentazioni, accessibilità e degrado e proprio gli interventi finanziati attraverso il Pinqua hanno puntato a recuperare progressivamente questi spazi. Via Tapoletti rientra infatti in uno dei lotti previsti per il rifacimento delle pavimentazioni del centro storico.
La domanda che arriva ora dalle nuove segnalazioni è dunque semplice: quanto potrà durare una pavimentazione appena rifatta se i varchi vengono aperti e i mezzi continuano a passare? E soprattutto, quanto senso ha una chiusura al traffico se un new jersey può essere spostato e trasformare un divieto in un passaggio abituale per gli scooter? Le fotografie raccontano una situazione che non sembra lasciare molto spazio alle interpretazioni: i ciottoli sono fuori posto, il passaggio delle moto è evidente e, sullo sfondo, resta il problema delle auto parcheggiate nonostante il divieto. Ora la palla torna al Comune, chiamato a rendere concreta quella pedonalizzazione annunciata nei mesi scorsi e a evitare che un intervento pensato per restituire decoro alla Pigna finisca nuovamente vittima degli stessi comportamenti che ne avevano determinato il degrado.














