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Politica | 07 settembre 2026, 16:06

Punto nascite Sanremo, la Regione frena sulla chiusura: domani Mager-Bucci, ma il caso resta ancora aperto

L’assessore alla Sanità rassicura: "nessuna decisione presa". Ma le indiscrezioni sull’ipotesi di accorpamento a Imperia riaccendono una vicenda mai davvero chiusa

Punto nascite Sanremo, la Regione frena sulla chiusura: domani Mager-Bucci, ma il caso resta ancora aperto

"Non è all’ordine del giorno dell’incontro di domani alcuna ipotesi di chiusura del punto nascite di Sanremo, che rappresenta un presidio importante per il territorio dell’estremo Ponente e continua a svolgere pienamente la propria attività. È quindi importante rassicurare cittadini e future mamme: non c’è ad oggi alcuna decisione in tal senso". Sono le dichiarazioni dell’Assessore alla Sanità della Regione Liguria, Massimo Nicolò, in relazione all’articolo pubblicato oggi dal nostro giornale. Le indiscrezioni trapelate negli ultimi giorni, soprattutto da diversi esponenti politici e sanitari, raccontano il contrario ma, ovviamente, bisognerà attendere l’incontro di domani tra il presidente Marco Bucci e il sindaco di Sanremo Alessandro Mager per sapere qualcosa in più. Sarà sicuramente un autunno caldo, sul fronte sanitario, se le indiscrezioni saranno confermate.

Il tema, del resto, non nasce oggi. L’ipotesi di un accorpamento del reparto del Borea con quello di Imperia sarebbe tornata a circolare con insistenza soprattutto alla luce dei numeri delle nascite e dei parametri previsti per il mantenimento dei punti nascita. Ma proprio i numeri vanno letti tenendo conto della storia recente del reparto. Il Borea è rimasto senza nascite per quasi quattro anni, dopo la decisione assunta nel marzo 2020, all’inizio dell’emergenza Covid, di trasformare l’ospedale matuziano in struttura dedicata alla pandemia e concentrare l’attività ostetrica a Imperia.

Da quel momento è iniziata una lunga battaglia politica e istituzionale per riportare il punto nascite a Sanremo. Una vicenda fatta di annunci, rinvii, lavori di ristrutturazione e problemi legati soprattutto alla disponibilità di personale medico. Nel 2022 il presidente Giovanni Toti ribadiva la volontà della Regione di riaprire il reparto, spiegando però anche le difficoltà di mantenere due punti nascita così vicini e indicando nel futuro ospedale unico di Taggia la destinazione finale della rete provinciale. Nel frattempo, in città cresceva la pressione per rispettare gli impegni assunti.

Nel marzo 2023 il Piano sociosanitario regionale aveva previsto un solo punto nascita per l’intera provincia di Imperia, senza però indicare immediatamente se dovesse essere collocato a Sanremo o a Imperia. Era il momento più delicato dello scontro. Da una parte i sostenitori del mantenimento del reparto nel capoluogo, dall’altra chi guardava ai parametri ministeriali e alla necessità di concentrare l’attività. In estate la polemica politica esplose nuovamente, con il Comune di Sanremo che ricordava gli investimenti effettuati per la ristrutturazione del Borea e quasi cinque milioni di euro destinati al nuovo reparto.

Poi, finalmente, arrivò la riapertura. Il 15 febbraio 2024 il punto nascite del Borea tornò operativo, dopo una chiusura durata quasi quattro anni. La struttura era stata completamente rinnovata, con due sale parto, una delle quali demedicalizzata per i parti a basso rischio, una sala operatoria per le urgenze, una vasca per il parto in acqua, cromoterapia e nuove attrezzature. Il giorno successivo nacque Matteo, il primo bambino del nuovo corso, alle 22.27. Un momento diventato simbolico per una città che da anni chiedeva di poter tornare a far nascere i propri bambini.

I primi mesi sembrarono dare ragione a chi aveva sostenuto la riapertura. Nel settembre 2024 SanremoNews raccontava 220 bambini nati al Borea nei primi sette mesi, con un reparto descritto come particolarmente attivo e capace di attirare pazienti anche dall’estremo Ponente. Ma proprio in quei mesi si aprì un'altra questione destinata a pesare sul futuro della struttura: dall’ottobre 2024 i parti programmati, compresi i cesarei non urgenti, vennero progressivamente concentrati a Imperia. A Sanremo rimasero quindi i parti naturali e i cesarei effettuati in urgenza.

Il risultato è stato inevitabile anche sul piano dei numeri. Nel primo anno di attività dalla riapertura, il punto nascite sanremese ha registrato 386 nascite, dato inferiore alla soglia dei 500 parti annui prevista dai parametri ministeriali, anche se nel 2025 il dato è poi leggermente cresciuto, arrivando a 393 bambini. Nel luglio dello scorso anno l’assessore regionale alla Sanità aveva comunque escluso qualsiasi volontà di chiudere o depotenziare il reparto, spiegando che alcune attività erano state spostate temporaneamente a Imperia per problemi di organico e per garantire sicurezza e continuità assistenziale.

E proprio nel 2025 Sanremo aveva alzato nuovamente la voce. A giugno il Consiglio comunale approvò all’unanimità un ordine del giorno per chiedere il ritorno dei cesarei programmati al Borea, mentre nei mesi successivi la Commissione consiliare tornò più volte sulla questione, lamentando risposte non completamente soddisfacenti da parte dell’Asl. A settembre, dopo un confronto con i vertici dell’azienda sanitaria, era arrivata la rassicurazione sull’assenza di una volontà di chiusura, ma anche la conferma di una situazione organizzativa che lasciava aperte molte perplessità sul futuro del reparto.

Oggi, dunque, la storia sembra ripartire da dove si era fermata. Da una parte ci sono le rassicurazioni della Regione e l’affermazione che nessuna decisione di chiusura è stata presa; dall’altra ci sono indiscrezioni che parlano di un possibile accorpamento con Imperia e di una valutazione legata soprattutto ai numeri. In mezzo c’è il Borea, un ospedale sul quale sono stati investiti milioni di euro e che appena due anni e mezzo fa è stato riconsegnato alle famiglie come punto di riferimento per la nascita nell’estremo Ponente.

Domani il confronto tra Bucci e Mager potrebbe quindi servire soprattutto a fare chiarezza. Non è detto che il punto nascite sia effettivamente sul tavolo, come ha precisato la Regione, ma è difficile pensare che la questione possa essere ignorata dopo le voci delle ultime settimane. Sanremo, il Ponente e soprattutto le future mamme attendono di capire quale sarà la direzione della sanità provinciale. Perché, dopo aver chiuso un reparto durante il Covid, averlo tenuto fermo per anni, averlo ristrutturato e infine riaperto tra grandi annunci e aspettative, una nuova chiusura – anche solo ipotizzata – avrebbe inevitabilmente un peso politico e sociale molto diverso.

Carlo Alessi

In Breve