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Basket | 04 settembre 2026, 18:15

Profumo di derby e voglia di Della Valle: a Sondrio sarà Cantù il primo vero esame per Varese

La presentazione della due giorni biancorossa in Valtellina e degli avversari che metteranno alla prova la compagine di Kastritis: se è vero che Trieste è ben lungi da essere una squadra e a rappresentare un test probante, l'esodo dei tifosi (Palascieghi esaurito) saluterà un match tutto da vedere contro un'avversaria che ha il suo perché...

Profumo di derby e voglia di Della Valle: a Sondrio sarà Cantù il primo vero esame per Varese

E ora si inizia a fare sul serio, tra l’attesa che tipicamente precede gli esordi e il profumo del derby.

Sarà il Palascieghi di Sondrio il primo catino a tenere concretamente a battesimo la nuova Pallacanestro Varese. Troppo presto, troppe assenze, troppo bassa la difficoltà: la sgambata contro la Juvi Cremona di dieci giorni orsono non ha fatto testo. Troppo lontano dagli occhi e dal cuore, invece, il test contro Milano, a sua volta reso poco indicativo dai forfait che hanno falcidiato sia l’organico varesino che quello meneghino.

Ci sarà bisogno quindi di Cantù (palla a due domenica ore 18) per trovare argomenti di discussione autentici, per saggiare i primi metri del percorso, per cominciare a fortificare certezze o, al contrario, far affiorare lo spauracchio di qualche dubbio. Di Cantù ma non di Trieste, intermezzo in programma domani (sempre alle 18) che si annuncia scarsamente probante per motivi che fra poco vedremo.

In ogni caso “tutti in Valtellina", slogan che sembra essere stato preso alla lettera dai supporter prealpini: per l’incipiente due giorni è previsto un piccolo esodo, soprattutto di marca “Il Basket Siamo Noi”, che ha “requisito” con l’entusiasmo della sua gente un intero hotel in Valmalenco. Il colpo d’occhio domenicale si annuncia insomma notevole, (tutto esaurito) ma anche domani la Openjobmetis non resterà sola.

La truppa di Kastritis è partita a metà pomeriggio. A casa è rimasto Isiah Roby, ancora convalescente dopo la frattura al pollice, mentre capitan Matteo Librizzi - reduce da un piccolo intervento chirurgico, perfettamente riuscito, per risolvere un fastidio legato all’apparato digerente - si è seduto sul pullman con i compagni, pur sicuro di non essere delle partite.

Quella che scenderà in campo nel weekend sarà però una Varese molto simile a quella definitiva, soprattutto perché celebrerà l’incipit stagionale della sua punta di diamante, Amedeo Della Valle. C’è attesa, scrivevamo: c’è quella fregola che sempre accompagna le prime apparizioni dei campioni, c’è un libro intero da scrivere di curiosità tattiche e tecniche, c’è la voglia di immaginare come potrà essere - con ADV - una squadra che sa già di poter contare sulla vena da bomber di Hunter Hale, sulla sicurezza balistica piena di leadership di Davide Alviti, sulla raffinata pulizia e le particolarità fisiche di William McDowell White e sui colletti blu che rispondono ai nomi di Iris Ikangi, Nate Renfro e Stefan Nikolic.

Della Valle ma anche… David Duke Jr. Quasi ci si dimentica di lui e speriamo sia un peccato capitale azzardarsi a farlo, perché è anche - se non soprattutto - dalla qualità di coloro che partono a fari spenti (un po’ perché meno conosciuti, un po’ perché fuori dall’ipotetico quintetto base) che passa la differenza tra una compagine “normale” e un’altra che potrebbe non esserlo più.

Niente però ha senso senza il confronto. Ecco dunque con chi avranno a che fare i biancorossi.

Qui Trieste

Oggi come oggi la Pallacanestro Trieste non è ancora una realtà in grado di affrontare la prossima stagione cestistica. A 23 giorni dal via del campionato al roster giuliano mancano infatti tre stranieri e almeno un italiano da rotazione. Deve partire da questo inequivocabile dato l’analisi attuale di una realtà che negli ultimi mesi è stata squassata da un cataclisma che ne ha messo in crisi la stessa sopravvivenza.

È bastata la notizia dell’avvistamento dell’ormai ex proprietario Paul Matiasich a Roma - si era ancora in inverno - per far deflagrare un lavoro lungo tre anni, cesellato dal tocco di Mike Arcieri e dai soldi made in USA dell’avvocato di origini istriane. Avrebbe potuto crollare davvero tutto: la passione, le corse contro il tempo, la strenua lotta di un popolo e della dirigenza residua hanno invece salvato un nome, una storia e una Serie A. Le stagioni da protagonista - la scalata in A2 e la promozione, il brillante campionato da neo promossa, il ritorno in Europa e il talento da accaparrarsi senza badare a spese - paiono però oggi una favola lontana, quasi non sia mai esista.

Al momento Trieste si regge quasi esclusivamente sulle forze di uomini che a Varese conosciamo già bene: a bordo campo Mike Arcieri, co-artefice del sesto posto della Openjobmetis 2022/2023, e sul parquet gli ex Colbey Ross, Sean McDermott e Michele Ruzzier.

Una buona base, se non fosse che manca ancora tutto il resto, al netto dei veterani Candussi (in dubbio per domani?), De Angeli e del giovane Canka.

Si prega di ripassare, dunque: dare un senso al match di Sondrio sarà davvero difficile.

Qui Cantù

Passiamo a Cantù, dove invece alla mano della coppia - inossidabile - di volpi formata da Frank Vitucci e Simone Giofré, altri Indimenticabili ex, si affianca una proprietà che pare aver spianato davanti a sé una giudiziosa strada per crescere. Magari a poco a poco, ma crescere (anche per il tramite della nuova arena…)

E sul mercato si è visto. L’Acqua San Bernardo ai nastri di partenza è a suo modo una squadra intrigante per nuotare in quella zona di classifica che sta a metà tra la salvezza e il colpo playoff, da piazzare al patto che qualcuno di più quotato sbagli la stagione. La firma del califfo Giofré non è stata apposta tanto o solo sotto gli acquisti dell’ex Napoli Savion Flagg e dell’ex Udine Semaj Christon, due che da soli possono peraltro già garantire punti, leadership e talento: sta invece - come spesso accade - nell'aver saputo pescare in laghi in cui nessuno si metterebbe nemmeno con lenza e amo. In Azerbaigian, per esempio, dove la dirigenza canturina ha trovato il playmaker Hassani Gravett, forse non un placido costruttore al servizio delle guardie e dei lunghi, forse non il miglior difensore esistente sul globo terraqueo, ma uno che se si accende può far male, in particolare quando le difese avversarie si concentreranno su Flagg e Christon.

Tante Europa e tante Coppe nel bagaglio di Gravett, così come in quello di Isaiah Miles e di Chad Brown, nuova ala forte e nuovo centro: difficilmente Giofré e Vitucci vanno su chi è completamente sprovvisto di esperienza nel Vecchio Continente. Di certo la doppia dimensione di Miles (arriva dalla Turchia dopo aver militato in Francia, in Israele e in Grecia) così l’atletismo e le doti a rimbalzo di Brown andranno pesate al cambio della LBA, ma sono scommesse calcolate e non così banali.

E anche la truppa italiana ha qualche “perché” intrigante. Se è vero che il veterano Riccardo Moraschini rischia di sentire il peso degli anni, se lo è altrettanto che Leonardo Okeke è ben lungi dall’aver dimostrato di essere tornato quello che si sperava diventasse e che Liam Udom resta un semplice, pur scafato, elemento di raccordo, i nomi di Matteo Parravicini e Simone Ventura racchiudono entrambi prospettive affascinanti. L’enfant (non più) du pays varesino torna in Serie A dopo aver fatto la gavetta, quella seria, quella che non ha paura di volare via dal nido per costruirsi una carriera. In A2 ha sempre meritato il campo ovunque è stato, affidabile dietro i registi stranieri: in LBA andrà varata la sua maturità. La guardia Ventura ha entusiasmato ai mondiali under 17 di quest’estate, conquistandosi la palma di miglior giocatore (e realizzatore) della Nazionale tricolore. È uno di quei ragazzi che costituiscono una speranza per il futuro dell’intero movimento, ha scansato per ora il college, va lasciato crescere.

A completare il roster, l’ala lituana Andrejs Grazulis, di cui non è in discussione la valenza quanto piuttosto la tenuta fisica dopo un’intera stagione trascorsa ai box.

Le ultime dalla Valtellina dicono che Christon non sarà del match contro Varese per una frattura al naso, mentre dovrebbe recuperare Parravicini, cui hanno diagnosticato uno stiramento dell’alluce del piede sinistro.

Fabio Gandini

In Breve