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Politica | 03 settembre 2026, 00:44

PGT, barricate a Palazzo Estense: sulle scuderie Olona maggioranza e Lega ai ferri corti

Il Carroccio tenta di blindare nel Piano l’area di via Galdino e rinfaccia alla giunta: «Non volete decidere...». Civati respinge la proposta e rimanda al tavolo di confronto. Sullo sfondo una discussione che procede a passo di lumaca: esaminati appena 12 emendamenti su 66... Stasera si prosegue

PGT, barricate a Palazzo Estense: sulle scuderie Olona maggioranza e Lega ai ferri corti

Dodici emendamenti (su 66) e un ordine del giorno (su 6): si fa lunga a Palazzo Estense la discussione che vorrebbe arrivare all’adozione del nuovo PGT della città di Varese

Dopo la serata inaugurale (martedì) dedicata alla presentazione del Piano e alle considerazioni generali espresse delle parti politiche, la seconda seduta - andata in scena ieri sera - avrebbe dovuto procedere a tappe forzate all’esame delle tante modifiche proposte e in calendario. Si è andati invece a passo di lumaca: a questo ritmo non si vede come si possa giungere a una fine con un solo altro consesso - quello odierno - regolarmente convocato… Stasera si farà il punto in base a dove si arriverà nella discussione.

Da una parte il tecnicismo dei temi, dall’altra la sottile ma chiara volontà di ostruzionismo di una minoranza resa ancora più agguerrita del solito dalla polemica sull'esiguo tempo avuto a disposizione per esaminare i documenti: non possono allora essere una sorpresa cotanta lentezza e le barricate erette sui rispettivi fronti di pensiero dagli attori in campo. Con una maggioranza così graniticamente unita, peraltro, per l’opposizione non c’è stato alcuno spazio di manovra.

Sugli otto emendamenti presentati da Franco Formato (Lombardia Ideale), per esempio, cinque sono stati respinti e tre sono stati ritirati perché trasformati in raccomandazioni. Peggio, molto peggio, è andata agli emendamenti propugnati dal capogruppo della Lega Stefano Angei, protagonista - come prevedibile - anche del momento politicamente più vivace del consiglio: la discussione sulle scuderie Olona di via Galdino.

Niente cavalli in cortile (leggi QUI), stavolta, ma - con gli operatori ancora una volta presenti in aula - uno scontro totale che si può leggere con l’ausilio di due diverse chiavi, una pratica e un’altra politica.

Dal punto di vista pratico l’effettiva presentazione dell’ordine del giorno firmato da Luca Battistella (PD) (leggi QUI), con la previsione di un tavolo di confronto tra amministrazione, allevatori, allenatori, abitanti del quartiere e proprietà privata dell’area al fine di discutere (con tutte le parti in causa) del destino delle citate strutture, non è bastata a rassicurare la minoranza. «Senza scuderie non c’è ippodromo» ha tuonato la Lega, che - pur votando a favore dell’ordine del giorno in questione - ha chiesto per il tramite di uno specifico emendamento di vincolare espressamente l’area delle scuderie alla funzione pubblica dell’ippodromo, evitando che essa possa essere quindi oggetto di interventi edificatori (come già previsto nel PGT del 2014 e confermato dal Piano attualmente in discussione).

La proposta leghista ha trovato parere negativo dell’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Civati, sia per ragioni tecniche («ogni cambiamento fatto ora dovrebbe essere sottoposto alla VAS e costringerebbe a ripartire…»), sia per motivi di opportunità. Della serie: è già previsto un tavolo, aspettiamo quello…

Il diniego ha scatenato gli animi. Il consigliere Roberto Puricelli (Forza Italia) ha provato a proporre un emendamento all’emendamento di Angei, con l’indicazione di ricollocare le scuderie all’interno degli spazi dell’ippodromo, ma l’intenzione è stata cassata per ragioni regolamentari. La discussione si è allora arenata per diversi minuti su una sorta di “processo alle intenzioni”, con il PD a rinfacciare alla Lega di essere stata la prima - appunto nell’ultimo PGT - ad attentare all’area delle scuderie prevedendo possibilità edificatorie, e il Carroccio fermo nel tentativo di “smascherare” pubblicamente le intenzioni della giunta: «La realtà è che non volete decidere e non avete davvero a cuore il domani del comparto e dell’ippica cittadina».

A volte la politica è strana agli occhi di chi la guarda da fuori e, forse, non con la stessa passione di chi se ne fa interprete: si sfiorano le soluzioni ai problemi ma poi le si smarriscono per strada per puro spirito di contrapposizione e per non concedere un sol metro all’incedere dell’avversario. A un anno dalle elezioni, però, (e dopo due lustri di schiacciante galimbertismo…) tutto effettivamente può valere: siamo noi che siamo ingenui.

Il futuro delle scuderie resta in ogni caso incerto, tra una Lega che non ha avuto la possibilità di appuntarsi al petto la medaglia del loro salvataggio e una giunta che non vuole avere le mani legate. 

F. Gan.

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