Il Nazionale

Cronaca | 03 settembre 2026, 06:35

Ancora un'aggressione nel carcere di Alba, tre agenti della Polizia Penitenziaria feriti

Un detenuto avrebbe colpito gli agenti con un oggetto contundente ricavato da un manico di scopa. Un agente ha riportato una lesione al malleolo con 25 giorni di prognosi, un secondo sette giorni; accertamenti ancora in corso per il terzo

Ancora un'aggressione nel carcere di Alba, tre agenti della Polizia Penitenziaria feriti

Ancora un grave episodio di violenza all'interno della Casa di Reclusione di Alba. Nella giornata di ieri, mercoledì 2 settembre, tre appartenenti alla Polizia Penitenziaria sono rimasti feriti durante un'aggressione avvenuta all'interno dell'istituto.

Secondo quanto riferito dall'OSAPP - Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria, l'episodio si sarebbe verificato intorno alle ore 14. Un detenuto straniero, ristretto al primo piano, lato sinistro della struttura, avrebbe improvvisamente infranto un tavolo e utilizzato una parte dello stesso come oggetto contundente, colpendo tre agenti in servizio.

Le prime informazioni sull'accaduto riferiscono di un'aggressione particolarmente violenta. In un'altra ricostruzione fornita sull'episodio, l'oggetto utilizzato sarebbe stato un manico di scopa precedentemente spezzato dal detenuto e reso appuntito.

I tre poliziotti penitenziari sono stati accompagnati al Pronto Soccorso dell'ospedale di Verduno per le cure e gli accertamenti sanitari. Un agente ha riportato una lesione al malleolo, con una prognosi di 25 giorni. Un secondo agente ha riportato lesioni giudicate guaribili in sette giorni, mentre per il terzo sono tuttora in corso gli accertamenti sanitari. Secondo le prime informazioni, non ancora ufficialmente confermate, per uno degli agenti feriti potrebbe essersi resa necessaria anche l'applicazione di un presidio gessato.

L'episodio riaccende i riflettori sulle condizioni di sicurezza all'interno degli istituti penitenziari e sulle difficoltà denunciate da tempo dalle organizzazioni sindacali della Polizia Penitenziaria.

"Quello che sta accadendo ad Alba non è più tollerabile. La situazione è fuori controllo", dichiara Leo Beneduci, segretario generale dell'OSAPP.

"Ancora una volta donne e uomini della Polizia Penitenziaria vengono aggrediti mentre svolgono il proprio servizio e finiscono in ospedale. Il personale è stanco, esasperato ed esausto di subire continui episodi di violenza che sembrano essere diventati una costante quotidiana della vita penitenziaria".

Per Beneduci, quanto accaduto ad Alba non sarebbe un episodio isolato.

"L'episodio di oggi non può essere derubricato a fatto isolato. Da Cremona al Piemonte, da Siracusa a Ferrara o Pordenone e Bologna, dal Nord al Sud, continuano a registrarsi aggressioni, disordini e situazioni di grave criticità. È evidente che non siamo più di fronte a un problema locale, ma a una vera emergenza nazionale".

Il segretario generale dell'OSAPP punta quindi l'attenzione sulle condizioni in cui opera il personale penitenziario.

"Le carceri italiane stanno attraversando una fase di crescente difficoltà e il personale della Polizia Penitenziaria viene lasciato troppo spesso da solo a fronteggiare situazioni che richiederebbero risposte immediate, organizzazione, uomini, mezzi e precise direttive operative".

Da qui l'appello rivolto direttamente alle istituzioni: "Dov'è la politica? Dove sono le istituzioni? Quanto deve ancora accadere prima che qualcuno intervenga concretamente?".

L'OSAPP chiede inoltre al ministro della Giustizia Carlo Nordio un intervento sulla gestione dell'amministrazione penitenziaria.

"Sostituisca finalmente coloro che da quasi un decennio occupano le posizioni di vertice del Dap con i risultati disastrosi che sono sotto gli occhi di tutti e mandi anche per le disfunzioni penitenziarie e non solo giudiziarie gli ispettori a controllare la gestione di carceri sedi di gravi e reiterati disordini, affinché verifichino cosa sta accadendo, come vengono organizzati i servizi e in quali condizioni è costretto a lavorare il personale della Polizia Penitenziaria".

L'organizzazione sindacale esprime infine vicinanza ai tre agenti rimasti feriti, auspicando che possano essere dimessi rapidamente e fare ritorno alle proprie famiglie.

"La Polizia Penitenziaria non può essere considerata solo carne da macello", conclude Beneduci.

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