Il Nazionale

Politica | 02 settembre 2026, 21:06

Primarie, Salis: “Mi nu ghe sun”. E sulla leadership del centrosinistra: “Stiamo perdendo tempo, servono programmi e idee”

La sindaca torna a escludere una sua candidatura nazionale e respinge il dibattito sul futuro leader del campo progressista: “Non so più in che lingua dirlo”. Sul Pd: “Ha al suo interno anche anime moderate”. E su Schlein: “Mi ha offerto un sostegno molto forte”

Primarie, Salis: “Mi nu ghe sun”. E sulla leadership del centrosinistra: “Stiamo perdendo tempo, servono programmi e idee”

Mi nu ghe sun”. Questa volta Silvia Salis lo dice in genovese, quasi a voler togliere ogni residuo dubbio. Per le primarie del centrosinistra, e più in generale per una sua eventuale candidatura alle prossime elezioni politiche nazionali, la sindaca di Genova continua a chiamarsi fuori.

Salis è intervenuta dalla Festa dell’Unità di piazza Caricamento, a meno di un giorno dalla visita della segretaria nazionale del Pd Elly Schlein, accolta insieme alla prima cittadina da dirigenti e militanti dem. Un’immagine di unità che la sindaca rivendica anche nel rapporto con la leader del partito, mentre continua a crescere il dibattito nazionale su chi potrebbe guidare in futuro la coalizione progressista.

Credo che stiamo perdendo veramente tanto tempo su una discussione che, come sapete, non mi ha mai appassionato né da elettrice né adesso da sindaca - ha spiegato Salis -. Credo che le persone si aspettino un programma, un’idea. Ci stiamo arrovellando su una discussione che alle scorse elezioni non si poneva: non siamo andati a votare per le politiche sapendo già chi sarebbe stato il presidente o la presidente del Consiglio”.

Per la sindaca, dunque, il tema della leadership viene oggi affrontato con troppo anticipo. “Ad oggi non lo impone la legge elettorale, quindi stiamo parlando di una questione che non esiste. Ce ne occuperemo nel caso in cui la legge elettorale lo imponesse. In questo momento credo sia molto più importante presentare un programma unitario e penso che Elly Schlein lo abbia espresso in modo molto chiaro”.

Quando poi la domanda torna direttamente sulla possibilità di una sua candidatura, la risposta diventa ancora più netta: “Io non voglio continuare a ripetere quello che sto dicendo da un anno. Sono la sindaca di questa città, di Genova. Abbiamo riportato qui la Festa dell’Unità dopo tanti anni, stiamo facendo molte cose interessanti e stiamo lavorando molto. Io non so più in che lingua dirlo: continuate a chiedermelo e continuerò a dare la stessa risposta”.

E proprio sul rapporto con la città Salis rivendica la scelta di spendere il consenso accumulato per affrontare i problemi più complessi. “Sento un grande sostegno e una grande fiducia, ma quel capitale politico che avevo all’inizio l’ho eroso per risolvere i problemi della città. Sono disposta a far finire questa luna di miele per aggiustare i problemi di Genova. Ma soprattutto sarebbe una luna di miele inutile se il prossimo sindaco si trovasse nella stessa situazione in cui ci troviamo noi in questo momento”.

Il nome di Salis continua però a circolare nel dibattito nazionale anche per il ruolo che i sindaci potrebbero assumere nella costruzione di una futura alternativa al centrodestra. “Credo che i sindaci abbiano un senso di praticità e una vicinanza ai problemi che devono risolvere - ha osservato -. Questo dà un senso dello stare sul territorio, dello stare sui problemi, dell’esserci. Non è la prima volta che un sindaco viene indicato per un ruolo importante e credo che sia anche nella natura degli eventi e del ruolo politico che ricopriamo, che è un ruolo molto pratico”.

Salis interviene anche sulla discussione relativa alla capacità del centrosinistra di conquistare l’elettorato più moderato e sulla presunta assenza di una componente centrista sufficientemente forte all’interno della coalizione. “Io credo che il Pd al suo interno abbia diversi tipi di anime, comprese quelle moderate, per cui questa accusa al Partito Democratico non la vedo fondata. Credo che i partiti di centrosinistra ci siano. Vedo invece anche una destra molto in difficoltà e soprattutto i partiti più di centrodestra in difficoltà nel potersi pensare coinvolti in un campo di destra che esprime posizioni così estreme”.

A chi le ricorda invece che il governo rivendica la propria longevità, Salis replica con una battuta: “In tante cose della vita una grande durata non corrisponde necessariamente alla qualità”.

Dal dibattito nazionale ai problemi della città, uno dei temi su cui la sindaca insiste è quello della sicurezza, riconoscendo anche un limite storico del centrosinistra. “È un tema che per anni a sinistra è stato affrontato con distacco, ma oggi va affrontato con serietà, senza populismo e senza cavalcare la disperazione delle persone”.

Salis mette però in guardia dall’utilizzo indiscriminato della parola “degrado”. “Usarla a sproposito è come mettere una coperta sopra un problema molto complesso. Associare il degrado soltanto agli extracomunitari è un modo semplicistico di leggere la realtà. Un tema di degrado esiste, ma la soluzione non può essere cercata soltanto nelle politiche securitarie: servono, ma non sono l’antidoto a tutti i problemi”.

Per Genova la questione si concentra soprattutto nel cuore della città. “Abbiamo un problema particolare: la zona più critica è anche quella più centrale e attraversata dal maggior numero di persone. L’ho detto anche al ministro. Abbiamo bisogno dello Stato, e questo non significa che noi non vogliamo affrontare il problema o fare la nostra parte”.

Proprio sul centro storico, ha annunciato Salis, Palazzo Tursi prepara un nuovo intervento. “Stiamo presentando un grandissimo progetto di illuminazione artistica ed estetica del centro storico, che il 7 settembre presenteremo alla Soprintendenza con l’assessora Silvia Pericu. Abbiamo chiesto sostegno al ministro e siamo pronti a investire e a fare la nostra parte per produrre un cambiamento radicale, perché questa è una delle grandi sfide di Genova”.

La sindaca critica poi apertamente anche la diffusione sui social di fotografie di persone in condizioni di marginalità. “Fotografare una persona in stato di abbandono non serve a niente. È umiliante per chi viene fotografato e degradante per chi lo fa, è una cosa vergognosa. Viviamo in un’epoca in cui, se si vede un uomo o una donna disperati per strada, si pensa a fotografarli invece che ad aiutarli”.

Per Salis, dunque, “la sicurezza non deve essere né di sinistra né di destra”, ma deve essere affrontata insieme alle politiche sociali e a quelle sull’integrazione. “Confindustria dice che l’immigrazione serve perché siamo in un inverno demografico. Invece di investire risorse perché le persone possano studiare l’italiano e integrarsi, diciamo che combatteremo l’immigrazione clandestina, ma questa è una bugia. La soluzione non può essere quella di creare, in altri Paesi, luoghi di segregazione”.

Poche parole, invece, quando le viene chiesto quali caratteristiche dovrebbe avere il futuro leader della coalizione: “Deve ispirare fiducia negli italiani e nelle italiane”.

E nel rapporto con Schlein, assicura, non ci sono richieste di impegno nazionale o investiture. “Lei non mi ha chiesto nessun contributo, anzi mi ha offerto un sostegno veramente forte per quello che stiamo facendo in questa città. L’ho espresso anche sul palco. La sua presenza qui è stata importante e ieri sera è stato un grande successo, c’era una grande atmosfera. Questo legame e questo sostegno del Partito Democratico sono molto forti”.

Alberto Bruzzone

In Breve