Nelle calde sere di fine estate, quando la città dovrebbe scivolare piano nel riposo, Borgo Vittoria si ritrova invece ad alzare le barricate. Non bastano le zanzare o il caldo a rovinare le notti dei residenti: a condannare il quartiere alle serrate è un'ombra invisibile che si insinua tra le vie, un lezzo acre e chimico di gomma arsa che devasta la gola e fa salire la rabbia. E che ha la sua origine a pochi isolati di distanza, da quel parco Sempione dove occupanti abusivi (spacciatori e tossici) continuano a presidiare nonostante gli sgomberi delle forze dell'ordine.
Un incubo che anticipa la sveglia
Se fino a qualche tempo fa la "sirena" di plastica e pneumatici bruciati scattava puntuale verso le undici di sera, ora i tempi si accorciano, rendendo l'aria pesante già al tramonto. "E anche stasera il quartiere è invaso dalla solita puzza di gomma bruciata, ma questa volta hanno iniziato già dalle 22", si legge in uno dei tanti sfoghi disperati che infiammano le pagine social di zona. È la cronaca di una prigionia domestica: per le famiglie non resta che correre ai vetri, sigillare le imposte e barricarsi dentro, rinunciando anche al minimo alito di vento pur di non far entrare quell'aria velenosa.
I fumi tossici del parco Sempione
Gli sguardi dei cittadini, carichi di sospetto ed esasperazione, puntano dritti al vicino parco che un domani ospiterà anche la metro 2. È oltre il confine della strada, nella vegetazione che lambisce Barriera di Milano, che prende forma la sorgente dei fumi. Lì, tra i resti di occupazioni abusive che sembrano rigenerarsi come un'idra dopo ogni blitz, le tenebre svelano i contorni di falò improvvisati. Fuochi accesi per scaldate improvvisate o per cucinare qualcosa, alimentati da qualunque materiale capiti a tiro: dalla plastica ai vecchi copertoni. Il vento poi fa il resto, trasformandosi nel complice perfetto che spinge i fumi tossici dritto nei polmoni di un intero quartiere.
Sos al Comune: scatta la lettera aperta al sindaco
Stanchi di risposte parziali e chiamate a vuoto a forze dell'ordine e vigili urbani, gli abitanti del quartiere hanno deciso di alzare il tiro rivolgendosi direttamente al primo cittadino. In una formale ed accorata lettera aperta indirizzata al sindaco Stefano Lo Russo, il borgo denuncia una vera e propria emergenza sanitaria e ambientale. Tra i residenti aumentano infatti i casi di emicrania, insonnia e irritazioni alle vie respiratorie, sintomi che fanno temere un'esposizione prolungata a sostanze altamente tossiche. La richiesta inoltrata a Palazzo Civico è chiara: l'avvio immediato di indagini ad hoc, un monitoraggio straordinario della qualità dell'aria in sinergia con Arpa Piemonte, controlli serrati sul territorio e massima trasparenza sugli sviluppi per tutelare una popolazione ormai stremata.


