Nessun allarme per il caso di Dengue autoctona diagnosticato a Sanremo, ma una situazione che presenta un particolare interesse dal punto di vista epidemiologico. A fare il punto è Giovanni Cenderello, primario del reparto di Malattie Infettive dell'ospedale Borea, dove è ricoverato il turista italiano di 30 anni risultato positivo al virus. Il paziente non aveva effettuato viaggi all'estero e proprio questo elemento rende il caso particolare: l'infezione, in assenza di soggiorni in aree endemiche, è stata classificata come autoctona. Le sue condizioni, comunque, sono stabili e il quadro clinico è in miglioramento. "Lui sta bene, sta decisamente meglio. Stiamo continuando le terapie, ma sta bene", ha spiegato Cenderello.
Il primario parte proprio da un chiarimento che può contribuire a ridimensionare i timori: "La Dengue, altro non è che una delle tante forme virali da arbovirus". Si tratta di una malattia che, nella maggior parte dei casi, non presenta un'evoluzione particolarmente grave. "Normalmente non è una patologia pericolosa per la vita, è clinicamente una brutta infezione virale, diciamo, come una sindrome influenzale ma con sintomi più intensi", spiega Cenderello. Il quadro può quindi essere fastidioso e debilitante, ma nella maggior parte dei casi si risolve senza conseguenze importanti, soprattutto quando si tratta della prima infezione.
La trasmissione, inoltre, segue un meccanismo preciso. Il virus non passa direttamente da una persona all'altra attraverso i normali contatti, ma necessita di un vettore. "Normalmente è una patologia trasmessa da un vettore, cioè la zanzara tigre, che è Aedes aegypti, Aedes albopictus, ma volgarmente detta zanzara tigre, trasmette l'infezione", spiega il primario. In sostanza, il serbatoio è l'uomo e la zanzara svolge il ruolo di vettore, acquisendo il virus pungendo una persona infetta e potendolo poi trasmettere attraverso una successiva puntura.
La Dengue viene abitualmente osservata in Italia soprattutto come patologia d'importazione. "Normalmente cosa succede? Che noi la vediamo in persone che tornano d'area tropicale o subtropicale", ricorda Cenderello. Il riferimento è ai numerosi casi che vengono diagnosticati ogni anno in persone rientrate da Paesi dove il virus circola stabilmente. Il primario cita anche la situazione internazionale, ricordando che "in questo momento c'è una grossa epidemia delle Seychelles". I casi autoctoni italiani, invece, sono molto meno frequenti: "Raramente si sono osservati in Italia focolai autoctoni italiani. L'ultimo è stato nel 2024 in centro Italia".
Ed è proprio qui che si trova la peculiarità del caso sanremese. "In questi giorni abbiamo ricoverato un ragazzo che aveva tutte le caratteristiche di un'arbovirosi, di una Dengue, ma non aveva viaggiato fuori Italia", racconta il primario. Il 30enne, inoltre, non è residente in provincia di Imperia, ma si trovava nel Ponente ligure per turismo dopo aver viaggiato in altre zone del nostro Paese. Gli esami hanno poi fornito la conferma diagnostica. "La particolarità è che questo ragazzo ha la sintomatologia, gli accertamenti virali positivi, la ricerca del virus nel sangue confermata, quindi ha questa infezione da Dengue, ma non ha viaggiato in aree endemiche a rischio".
Una circostanza che apre quindi una questione epidemiologica importante, senza però trasformare il singolo episodio in un'emergenza sanitaria. "Questo serve solo a dimostrare che probabilmente anche in Italia circola questo virus", sottolinea Cenderello. Ed è proprio la possibile circolazione locale del virus ad aver fatto scattare le procedure di prevenzione, con l'individuazione dei luoghi frequentati dal paziente e la conseguente programmazione della disinfestazione straordinaria entro un raggio di circa 200 metri. L'obiettivo è ridurre la presenza della zanzara tigre e interrompere sul nascere l'eventuale ciclo di trasmissione.
Una domanda inevitabile riguarda il clima e le temperature registrate negli ultimi mesi. L'ipotesi che il caldo possa aver favorito una situazione simile viene però ridimensionata dal primario. "No, questo nel 2024 l'abbiamo già visto. C'è il clima d'estate, ci sono le zanzare e quindi è normale. Non è il clima tropicale di questi ultimi mesi", chiarisce. Cenderello riconosce tuttavia un fenomeno più generale: "Ci sta comunque con una tropicalizzazione del clima in generale, nel senso che adesso abbiamo questi vettori e i vettori di questa malattia presenti abitualmente in Italia, che prima non c'erano". La presenza stabile della Aedes albopictus, quindi, costituisce un elemento che rende possibile anche sul territorio italiano il meccanismo di trasmissione.
Ma come si manifesta la Dengue? Anche in questo caso le parole del primario sono rassicuranti. "Sono i sintomi classici di un'influenza", spiega Cenderello. Febbre e dolori articolari possono essere le manifestazioni più evidenti, ma l'infezione può anche passare inosservata. "Più delle volte passa misconosciuta perché è una febbre che dura un paio di giorni con dei dolori articolari un po' più intensi". E proprio questa caratteristica fa sì che molti episodi possano non essere identificati: "Se tu non hai altri problemi di salute è una febbre che dura un paio di giorni". Non è quindi detto che ogni infezione venga riconosciuta e diagnosticata.
Sul tema della trasmissione da uomo a uomo, Cenderello è altrettanto netto. Alla domanda se la malattia sia trasmissibile direttamente, la risposta è semplice: "Sì, è trasmissibile solo con la puntura della zanzara". Questo spiega anche il senso dell'intervento disposto dalle autorità: non si tratta di isolare il paziente per evitare il contagio diretto, ma di impedire che una zanzara possa pungerlo durante la fase di presenza del virus nel sangue e diventare a sua volta vettore dell'infezione. Da qui la necessità di intervenire tempestivamente nelle aree frequentate dal turista.
Quanto alle condizioni del 30enne, il messaggio del Borea è decisamente tranquillizzante. "Lui sta bene, sta decisamente meglio", ribadisce il primario, spiegando che il paziente continua comunque a essere seguito e sottoposto alle terapie necessarie. In caso di sintomi, invece, non è necessario pensare automaticamente a un ricovero ospedaliero: "Si può rivolgere al pronto soccorso se i sintomi sono intensi oppure al medico di famiglia". Una raccomandazione che va letta insieme all'invito generale a non creare allarmismi.
"Ma non c'è un allarme, non so come dire, è più una cosa di interesse scientifico, epidemiologico", sottolinea infatti Cenderello. Il dato che merita attenzione è soprattutto quello relativo alla possibile circolazione del virus sul territorio nazionale. "L'abbiamo riscontrato, è vero, c'è una circolazione di questo virus anche in Italia. La particolarità è che è il primo caso di quest'anno". Una distinzione importante: attenzione epidemiologica sì, emergenza sanitaria no, almeno sulla base del quadro attualmente descritto dal primario.
Cenderello affronta infine anche il tema delle forme più severe della malattia. Una prima infezione, nella maggior parte dei casi, ha un decorso favorevole, mentre nelle infezioni successive può aumentare il rischio di complicazioni. "Se capita più volte, nelle volte successive ci può essere un'evoluzione verso la Dengue severa o emorragica cosiddetta", spiega. Il primario ricorda inoltre la possibilità della vaccinazione per chi ha già contratto la Dengue: "Dopo che tu hai avuto una volta la Dengue, vieni vaccinato con questo vaccino che ti evita di avere le forme severe successivamente". Anche su questo fronte, dunque, il messaggio conclusivo resta quello di non sottovalutare la malattia, ma nemmeno di viverla con allarmismo.
Intanto, sul territorio, proseguono le procedure previste dal protocollo regionale per la prevenzione e il controllo delle arbovirosi. I Comuni interessati saranno chiamati a intervenire nelle aree individuate dagli spostamenti del turista, con la disinfestazione straordinaria prevista nel raggio di circa 200 metri dai luoghi di permanenza. Una misura precauzionale finalizzata a ridurre il numero delle zanzare tigre e quindi la possibilità di una trasmissione locale. Al Borea, invece, il 30enne continua il suo percorso di cura e monitoraggio. E dalle parole del primario arriva soprattutto un messaggio rivolto ai cittadini: il caso è sotto controllo e, al momento, non c'è motivo per parlare di allarme.












