Nella città dove a volte le cose belle si fanno senza dirlo, o passano inosservate a differenza delle lamentele, un gesto sicuramente doveroso e meritato ma, altrettanto certamente, pensato e voluto (se nessuno ci pensa o lo vuole, si resta fermi ai buoni propositi) sta per andare in porto. E per raggiungere l'obiettivo, cioè quei due occhi calmi, quel sorriso indimenticabile e quell'animo buono scappati troppo in fretta dal cuore della sua famiglia e dei varesini che non dimenticano Pietro Anastasi, quel campione esploso al Franco Ossola e quel marito e quel papà che scelsero la Città Giardino come porto sicuro e come casa.
La grandezza di un gesto come quello di scoprire una targa e vedere nascere la "Piazzetta Anastasi" (leggi qui la nostra anticipazione) in un luogo sempre amato da Pietruzzu come l'ingresso del suo stadio, dove il profumo del grande calcio e dei campioni supera lo scorrere del tempo e resta appeso nell'aria, si compirà con un'intitolazione che ormai è sempre più vicina visto che l'iter per l'inaugurazione ha superato tutti gli step necessari richiesti dal Comune. Restano solo gli ultimi passaggi burocratici prima di ritrovarsi proprio lì, insieme alla sua Anna - che proprio dall'ingresso del Franco Ossola passava quotidianamente insieme a Pietro - ai figli Gianluca e Silvano e al nipotino Luca, figlio di Gianluca che a un passo da dove nacque la leggenda del nonno ha indossato orgoglioso la maglia numero 9.
Proprio Anna, a cui abbiamo imparato a voler bene, e la famiglia di Pietro merita un piccolo grande segnale come questo che un uomo come lui, attento e orgoglioso delle piccole cose della vita costruite con passione, fede e costanza, apprezzerebbe molto. C'è chi ha promesso il mondo nel nome di Anastasi e c'è chi come l'amministrazione su impulso dell'assessore Stefano Malerba ha fatto quel che doveva e poteva perché il suo nome resti in eterno, oltreché nei libri di storia, anche in quel piccolo lembo di città dove campionissimo scomparso nel gennaio 2020 aprì le porte della speranza e della gioia a chi vedeva e vede in lui il simbolo di un omino arrivato dal Sud nel gotha del pallone e della vita.


