Il Nazionale

Cronaca | 21 agosto 2026, 07:16

Condomini fantasma e finti cantieri: scoperta truffa del bonus da 2 milioni, arrestata coppia di amministratori

Marito e moglie in carcere: usavano delibere e fatture false per incassare i fondi dello Stato e comprare case tra Piemonte e Liguria

Condomini fantasma e finti cantieri: scoperta truffa del bonus da 2 milioni, arrestata coppia di amministratori

​Cento per cento di sconto in fattura, zero lavori svolti, ma due milioni di euro finiti direttamente nelle tasche di una coppia torinese: è lo schema con cui due amministratori di condominio sono finiti in carcere a Torino, accusati di aver organizzato una truffa ai danni dello Stato sfruttando il Bonus Facciate.

Il sistema dei falsi verbali e dei lavori mai svolti

​L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino, ha fatto luce sul meccanismo messo in atto da marito e moglie, un cinquantenne e una sessantenne della zona. Sfruttando l'attività d'amministrazione dei condomini, la coppia aveva creato un sistema basato sull'emissione di fatture per interventi edilizi mai fatti, attraverso quattro imprese a loro riconducibili. Il rifacimento delle facciate veniva certificato da un tecnico compiacente e autorizzato tramite verbali d'assemblea falsi, inventati o, in un caso, concordati con un singolo condòmino.

La monetizzazione e l'acquisto delle case

​I crediti ottenuti per i lavori mai realizzati venivano poi usati in due modi: in parte per saldare le tasse arretrate di parenti e società vicine ai due coniugi, e in parte venduti a terzi per incassare denaro contante. Con i soldi ottenuti, la coppia ha acquistato varie proprietà immobiliari in Piemonte e in Liguria, intestate a un familiare ma di fatto rimaste nella loro piena disponibilità.

Gli arresti e il sequestro dei beni

​La vicenda giudiziaria vede ora gli indagati accusati, a vario titolo, di truffa ai danni dello Stato, emissione di fatture false, riciclaggio dei proventi e favoreggiamento personale. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere per i coniugi e ha ordinato il sequestro di beni per recuperare le somme sottratte. L'intervento ha portato al blocco di conti correnti, crediti, auto e immobili — in parte intestati a parenti ma usati dalla coppia — per un valore complessivo di oltre un milione e mezzo di euro.

Daniele Caponnetto

In Breve