Il Nazionale

Cronaca | 13 agosto 2026, 09:03

Speciale Parco Sempione / PARTE 1. Da palcoscenico a parco della droga, la risposta è solo l’ordine pubblico?

La morte per overdose di Nadia riapre la ferita su Barriera di Milano: tra il ricordo del festival TOdays, i bivacchi quotidiani, le accuse della Circoscrizione e il maxi blitz della Polizia 24 ore dopo

Speciale Parco Sempione / PARTE 1. Da palcoscenico a parco della droga, la risposta è solo l’ordine pubblico?

“La droga è sempre un surrogato. E precisamente un surrogato disperato per tappare il vuoto culturale creatosi”. La frase è di Pasolini. A riprenderla è Gianluca Gozzi, ideatore dell’ei fu TOdays. Quell’innovativo festival musicale che per (quasi) un decennio ha portato in Barriera di Milano grandi artisti della scena indie e underground internazionale. Proprio all’interno di quel parco Sempione, oggi abbandonato a se stesso.

E il senso del post sta tutto lì. Una foto mostra l’estate 2023 con un palco montato, un trionfo di luci e migliaia di persone accorse nella periferia nord di Torino. Altra immagine, altra storia. Lo stesso luogo racconta l’attualità odierna fatta di accampamenti, degrado, disperazione.

La tragedia di "Zia Nadia"

A poche ore dall’intervento di Gozzi su tutte le testate torinesi esce la stessa notizia. Una donna di 45 anni è stata trovata senza vita su un divano tra i bivacchi del Parco Sempione, all'altezza di via Cigna. Si sospetta l’overdose, confermata poco dopo.

La deceduta è Nadia Ariana Di Claudio. “Zia Nadia”, “Nadia l’infermiera”, così la chiamavano qui, come raccontato dalle testimonianze raccolte in un articolo su La Stampa che parla di lei come una donna “gentile", "sola, rimasta orfana di madre e padre, senza più un soldo. Oppressa dai fumi del crack”.

Un dramma della solitudine. Vittima della disperazione. Morta nel degrado. Si potrebbe riassumere giornalisticamente così quanto accaduto, riducendo al minimo un fenomeno complesso.

La rabbia dei residenti e il video del lettore

Rimane certo che la sua tragica scomparsa riapre una ferita su un angolo di città che è al centro dello scontro sulla sicurezza in città. Lo testimonia un video giunto alla nostra redazione realizzato da un lettore. La clip di pochi secondi mostra un uomo trascinare su un carrello un grande quantitativo di pallet, materiale utilizzato per costruire accampamenti o accendere falò per i senza fissa dimora del parco. Lo fa davanti a un mezzo della Polizia che non interviene.

"Dopo la morte per overdose al Sempione sembra che la situazione non sia minimamente migliorata”, scrive a corredo chi ha inviato il filmato.

Lomanto: “L'ex piscina simbolo delle occasioni perse”

Chi vive e amministra il territorio chiede un cambio di rotta radicale. A intervenire con durezza dopo il decesso è stato il presidente della Circoscrizione 6, Valerio Lomanto: “Di fronte a una tragedia come questa non servono passerelle, comunicati di circostanza o promesse. Serve chiedersi come sia stato possibile arrivare a questo punto. Da anni denunciamo la situazione del Parco Sempione e dell'area dell'ex piscina”.

Nel mirino finiscono soprattutto le scelte legate ai fondi di riqualificazione: “Il sindaco e la città hanno fatto altre scelte con il PNRR. E oggi ci ritroviamo con una piscina abbandonata, un parco diventato simbolo del degrado e una situazione che denunciamo senza che arrivino risposte all'altezza della gravità del problema. Parco Sempione non può essere il 'tossic park' di Torino e l'ex piscina non può continuare a essere il simbolo delle occasioni perse”.

Il maxi blitz: droni, unità cinofile e sequestri

La risposta della Questura non si è fatta attendere: un blitz ad alto impatto ha cinturato l'intera area dal pomeriggio fino a tarda sera. Uno schieramento imponente con il supporto dei droni per il controllo dall'alto, delle unità cinofile antidroga, della Squadra a Cavallo e delle moto “Nibbio”.

Il bilancio finale dell'operazione conta 250 persone identificate (di cui 113 pregiudicati e 112 straniere), 8 arresti e 19 denunce per reati che spaziano dallo spaccio all'invasione di edifici. Quasi un chilo di droga è stato sequestrato: 296 grammi di cocaina e 660 grammi di hashish — in gran parte nascosti proprio all'interno del complesso delle piscine Sempione — oltre a 13 grammi di eroina.

A questi si aggiungono 30 allontanamenti dall'area a vigilanza rafforzata, 13 provvedimenti di Daspo urbano (DACUR) emessi dal Questore Massimo Gambino, controlli della Polizia Ferroviaria alla stazione Rebaudengo-Fossata e sanzioni per 16.000 euro elevate dalla Polizia Amministrativa nei minimarket e locali della zona. Una bonifica a suon di numeri e divise che, tuttavia, non placa il dibattito su come affrontare una crisi che va ben oltre l'ordine pubblico. 

La tragedia di Nadia ha infatti acceso la miccia dello scontro ideologico: poche ore dopo la notizia del decesso, il vicepresidente della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, ha attaccato frontalmente le politiche di prevenzione attuate in città, bollando la riduzione del danno — e la distribuzione di strumenti come le pipette da crack — come un approccio insufficiente a evitare le morti in strada. Un attacco diretto a cui gli operatori del territorio hanno deciso di rispondere punto su punto...
 

(Continua nella seconda parte: la risposta di chi opera nel parco Sempione)

Daniele Caponnetto