Una possibile "zona rossa" attorno alla chiesa dell’Immacolata Concezione per garantire la sicurezza durante i funerali della piccola Beatrice. Lo scrive l'agenzia Ansa. È una delle ipotesi al vaglio delle autorità in vista delle esequie della bambina di due anni, in programma venerdì 14 agosto alle 16. L’accesso alle aree circostanti potrebbe essere consentito soltanto alle persone autorizzate, con l’obiettivo di evitare assembramenti e presenze non controllate. La misura sarà valutata nell’ambito del dispositivo complessivo predisposto per accompagnare una cerimonia particolarmente delicata. La vicenda ha infatti suscitato una forte attenzione mediatica e nelle ultime settimane l’inchiesta sulla morte della bambina ha avuto ulteriori sviluppi giudiziari.
Questa mattina è stato effettuato un sopralluogo all’interno e all’esterno della chiesa, al quale hanno partecipato il prefetto di Imperia Antonio Giaccari e il comandante della Polizia locale di Bordighera Attilio Satta. Nei giorni scorsi anche i Carabinieri avevano effettuato una ricognizione nell’area, proprio in vista delle necessità organizzative legate alle esequie. Il dispositivo sarà definito e condiviso domani alle 10, nel corso di un tavolo convocato in Prefettura a Imperia. Alla riunione prenderanno parte, oltre al prefetto, il questore di Imperia, i comandanti provinciali dei Carabinieri e dei Vigili del fuoco, il sindaco di Bordighera Marzia Baldassarre e il presidente del comitato cittadino della Croce Rossa Vincenzo Palmero.
Particolare attenzione sarà riservata alla presenza della madre della bambina, Emanuela Aiello, che sarà accompagnata alle esequie dal carcere di Torino a bordo di un mezzo della Polizia penitenziaria. La donna è detenuta nell’ambito dell’inchiesta sulla morte della figlia e, insieme al compagno Emanuel Iannuzzi, è accusata di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore. La gestione degli spostamenti e della presenza della detenuta rappresenta quindi uno degli aspetti più delicati del servizio di sicurezza. A questo si aggiunge la necessità di garantire lo svolgimento della cerimonia senza un afflusso incontrollato di curiosi. Proprio per questo la Prefettura sta valutando una serie di misure, tra cui appunto la delimitazione di un’area con accessi regolamentati.
L’attenzione delle forze dell’ordine sarà dunque rivolta non soltanto alla sicurezza della chiesa e dei partecipanti, ma anche alla gestione dell’area circostante. L’obiettivo è consentire alla famiglia e alla comunità di dare l’ultimo saluto a Beatrice in un contesto ordinato, evitando che la presenza di curiosi o di persone richiamate dalla forte esposizione mediatica della vicenda possa creare problemi. La decisione definitiva arriverà al termine del vertice di domani mattina. Saranno in quella sede stabiliti percorsi, accessi, presidi e modalità di gestione della cerimonia. Una macchina organizzativa che dovrà tenere conto anche della particolare situazione giudiziaria della madre e delle esigenze della famiglia.
La cronistoria
9 febbraio 2026. La tragedia viene scoperta nella villetta di Montenero, a Bordighera, dove la bambina vive con la madre e le due sorelle maggiori. I soccorsi arrivano dopo la chiamata al 118, ma per Beatrice non c’è più nulla da fare. Inizialmente la madre riferisce di una possibile caduta accidentale avvenuta nei giorni precedenti. Nel corso della stessa giornata, però, gli accertamenti medico-legali e investigativi portano a un quadro molto più complesso. La Procura dispone l’arresto di Emanuela Aiello, mentre la casa viene posta sotto sequestro.
Nei giorni successivi l’indagine entra nella fase degli accertamenti scientifici. Il 16 febbraio viene eseguita l’autopsia: emergono una contusione cranica e altre lesioni, ma in quella fase non viene ancora individuata con certezza la causa del decesso né l’orario della morte. I Ris effettuano quindi nuovi sopralluoghi nelle abitazioni di Bordighera e Perinaldo, acquisendo reperti e materiali utili alle indagini. Gli accertamenti proseguono anche nei mesi successivi con ulteriori rilievi nella villetta di Montenero e sull’auto utilizzata dalla famiglia.
Il 30 maggio arriva la svolta nell’inchiesta: i Carabinieri arrestano anche Emanuel Iannuzzi, compagno della madre. Secondo la Procura, la morte della bambina si inserirebbe in un contesto di maltrattamenti prolungati, con elementi raccolti attraverso testimonianze, immagini di videosorveglianza, tabulati telefonici e materiale acquisito dai telefoni. Aiello e Iannuzzi vengono indicati dagli inquirenti come coinvolti, a vario titolo, nella vicenda contestata.
A giugno i due indagati affrontano gli interrogatori davanti al gip. Iannuzzi sceglie di non rispondere e, attraverso la difesa, continua a professarsi innocente. Aiello invece risponde alle domande e respinge le accuse. Nel frattempo le dichiarazioni delle due sorelle maggiori diventano uno degli elementi centrali dell'inchiesta, insieme agli altri riscontri investigativi. Dalle testimonianze emergono racconti relativi alla vita familiare e alle ultime ore prima della morte di Beatrice. Il 10 giugno è stata concessa concessa alla Aiello a partecipare ai funerali della figlia. All’epoca, però, la data delle esequie non era ancora stata fissata e si prospettava anche la possibilità di una cerimonia a porte chiuse proprio per le difficoltà legate alla sicurezza. Il nodo principale restava il completamento degli accertamenti medico-legali e il conseguente nulla osta alla restituzione della salma.
A luglio arriva un passaggio decisivo sul fronte medico-legale. Gli esiti dell’autopsia attribuiscono la morte a una emorragia cerebrale provocata da un trauma alla testa e fanno emergere anche un grave stato di malnutrizione protratto nel tempo. Dagli accertamenti emerge inoltre che un intervento sanitario tempestivo avrebbe potuto evitare il decesso. La relazione definitiva del professor Francesco Ventura viene quindi attesa come uno degli ultimi tasselli dell’inchiesta. Il 27 luglio la relazione autoptica viene infine depositata in Procura. Si apre così la fase che dovrebbe portare verso la conclusione dell’inchiesta, con la possibilità per le difese di prendere visione della consulenza e formulare le proprie osservazioni. Con il completamento di questo passaggio diventa possibile anche procedere alla restituzione della salma alla famiglia e, quindi, alla celebrazione dei funerali.
Ora l’ultimo appuntamento è fissato a venerdì 14 agosto alle 16, nella chiesa dell’Immacolata Concezione di Bordighera. La cerimonia sarà accompagnata da un dispositivo di sicurezza che verrà definito nelle prossime ore. Tra le ipotesi, quella di una "zona rossa" con accessi riservati e controllati. Una misura pensata soprattutto per proteggere il momento dell’ultimo saluto a una bambina di appena due anni e per consentire che le esequie possano svolgersi nel massimo ordine e rispetto.


