Dopo mesi di indagini, accertamenti medico-legali e un’attesa durata dalla mattina del 9 febbraio, per Beatrice è arrivato il momento dell’ultimo saluto. Il passaggio che consentirà alla famiglia di organizzare le esequie è arrivato questa mattina, quando la Procura di Imperia ha dato il via libera alla restituzione della salma. Viene così meno il sequestro che, per mesi, aveva reso necessario mantenere il corpo della piccola a disposizione dell’autorità giudiziaria per consentire lo svolgimento degli accertamenti.
A celebrare i funerali, con ogni probabilità, sarà il vescovo della diocesi di Ventimiglia-Sanremo, monsignor Antonio Suetta. Nelle prossime ore è previsto un confronto in Prefettura per definire il dispositivo di ordine e sicurezza da predisporre in occasione delle esequie. Non soltanto per la partecipazione attesa all’interno e all’esterno della chiesa, ma anche per la possibile presenza dei genitori della bambina, entrambi attualmente detenuti. I legali del padre di Beatrice hanno avanzato la richiesta affinché l’uomo possa partecipare al funerale.
Il nullaosta dopo gli ultimi accertamenti. La restituzione della salma arriva dopo un lungo percorso medico-legale. Nei mesi successivi alla morte, il professor Francesco Ventura, incaricato dalla Procura, ha effettuato l’autopsia e una serie di approfondimenti necessari a ricostruire le condizioni della bambina e le cause del decesso. Anche dopo il completamento della corposa relazione autoptica si era reso necessario un ulteriore approfondimento: al medico legale era stato affidato un supplemento di perizia relativo all’analisi di un capello della piccola. Soltanto terminati gli accertamenti ritenuti necessari dagli inquirenti è stato possibile liberare la salma dal vincolo giudiziario.
Le anticipazioni emerse prima della piena disponibilità della relazione alle parti avevano delineato un quadro particolarmente grave. Secondo quanto trapelato dagli accertamenti, Beatrice sarebbe morta a causa di una emorragia cerebrale acuta provocata da un trauma alla testa, collocato temporalmente non oltre le 48 ore precedenti il decesso. Tra gli elementi emersi nel corso degli esami medico-legali figurava inoltre un grave quadro di malnutrizione, insieme ad altre lesioni riscontrate sul corpo. Saranno tuttavia gli atti ufficiali e la loro valutazione complessiva a stabilire quale peso questi elementi avranno nella ricostruzione giudiziaria.
L’inchiesta continua. Il nullaosta alla sepoltura chiude dunque il lunghissimo capitolo degli accertamenti sulla salma, non quello giudiziario. L’indagine coordinata dalla Procura di Imperia prosegue per ricostruire con precisione quanto accaduto negli ultimi giorni e negli ultimi mesi di vita della bambina e per definire le eventuali responsabilità individuali. Nel procedimento risultano coinvolti la madre Emanuela Aiello e il compagno Emanuel Iannuzzi, entrambi detenuti e accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore. Entrambi hanno respinto le contestazioni mosse nei loro confronti.


