Il Nazionale

Cronaca | 05 agosto 2026, 13:55

Femminicidio in via Paisiello: fermato l'ex compagno che non accettava la fine della storia

Eseguito il fermo a carico del 45enne Daniel Trandafir: decisivi i riscontri dei testimoni e l'analisi dei tabulati per ricostruire gli ultimi giorni di vita di Daniela Florea

Femminicidio in via Paisiello: fermato l'ex compagno che non accettava la fine della storia

C'è una svolta nelle indagini sulla morte della trentaseicenne Daniela Florea, trovata senza vita lo scorso 20 luglio in un appartamento di via Paisiello in cui si era trasferita da pochi mesi con la cagnolina e il figlio di sei anni. Nella mattinata di oggi, 5 agosto, la Polizia di Stato ha eseguito il fermo dell'ex compagno della donna, Daniel Trandafir, un cittadino rumeno di 45 anni. L'uomo è gravemente indiziato di femminicidio, occultamento di cadavere e maltrattamenti in famiglia aggravati.

La scoperta del corpo e le cause del decesso

Il ritrovamento del cadavere era avvenuto a seguito dell'allarme lanciato da un amico della vittima, preoccupato dal fatto di non riuscire a contattarla da una decina di giorni. Ottenute le chiavi dal proprietario dell'immobile, l'uomo era entrato nell'abitazione dove la donna si era trasferita per ricominciare e che aveva cercato di nascosto dall'ex compagno. Avvertendo un forte odore, l'amico aveva rinunciato all'ispezione per allertare subito le forze dell'ordine.

Gli agenti intervenuti sul posto avevano scoperto il corpo della giovane avvolto in un lenzuolo e nascosto all'interno del cassettone del letto matrimoniale. I successivi esami autoptici hanno accertato che la morte risaliva alla notte tra il 9 e il 10 luglio ed era stata causata da un grave trauma cranico e da asfissia meccanica, dopo una probabile colluttazione prima di essere soffocata. Nel frattempo, il bambino di sei anni è stato collocato dalla Procura per i Minorenni all'interno di una comunità.

Le ricostruzioni degli investigatori

Rintracciato la sera stessa del ritrovamento insieme al figlio nella propria abitazione nel quartiere Barriera di Milano, l'ex compagno aveva negato. Le sue dichiarazioni sugli ultimi spostamenti della donna, che lavorava come addetta alle pulizie all'ospedale Regina Margherita, avevano tuttavia evidenziato diverse incongruenze, spingendo la Procura a iscriverlo nel registro degli indagati.

Nelle settimane successive, gli accertamenti della Squadra Mobile, condotti attraverso l'ascolto di numerosi testimoni, l'analisi dei tabulati telefonici e la disamina dei filmati delle telecamere di sorveglianza della zona, hanno permesso di ricostruire gli ultimi giorni di vita della vittima, con cui nessuno aveva più avuto contatti a partire dal 10 luglio.

Il movente 

Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, all'origine del delitto vi sarebbe la mancata accettazione da parte del 45enne della fine del rapporto, decisa dalla donna da diversi mesi. Testimoni e amici vicini alla coppia hanno riferito di un'eccessiva gelosia e di continui appostamenti in auto sotto casa da parte dell'uomo, che la perseguitava con messaggi e chiamate senza che lei lo avesse mai denunciato.

L'indagato è stato rintracciato e fermato nella sua abitazione di Torino. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari, e nei confronti dell'uomo vige la presunzione di innocenza fino all'eventuale condanna definitiva.

Daniele Caponnetto

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