VOTO 5
Doveva essere la stagione della definitiva consacrazione, ma nel giro di pochi mesi la San Francesco Loano si è ritrovata a salutare l'Eccellenza. Un grande peccato per una delle piazze calcisticamente di maggior tradizione dell'intero ponente ligure.
Il club rossoblù aveva scelto di alzare l'asticella la scorsa estate, affidandosi a un progetto sulla carta ambizioso che, però, con il senno di poi, ha allontano quell'identità costruita negli anni.
L'arrivo di mister Lupo, accompagnato da una campagna acquisti vivace, non ha prodotto i risultati sperati. Già tra la Coppa Italia e le prime giornate di campionato era apparso evidente come il nuovo corso faticasse a decollare e a trovare la giusta alchimia.
La svolta è arrivata soltanto a dicembre, con una profonda riorganizzazione che ha restituito alla squadra quelle caratteristiche che l'avevano sempre contraddistinta: coraggio, aggressività e la voglia di giocarsi ogni partita fino all'ultimo. In altre parole, quella filosofia degli "umili e feroci" tanto cara ad Andrea Ferrara fin dai tempi del Soccer Borghetto.
La reazione, però, è arrivata troppo tardi. Nonostante l'ottimo girone di ritorno, chiuso con 22 punti sotto la guida di Brignoli, la corsa salvezza si è fermata ai playout contro la Voltrese. Un epilogo che lascia inevitabilmente l'amaro in bocca, anche se le basi della retrocessione erano state poste molti mesi prima, quando il progetto estivo aveva imboccato una direzione che non si è mai rivelata quella auspicata.


