Il Nazionale

Cronaca | 01 agosto 2026, 07:21

Multa per eccesso di velocità a Ventimiglia, primo ricorso al Decreto Salvini "Autovelox privo di omologazione"

La società contesta al Giudice di Pace di Sanremo il verbale da 183,25 euro: nel mirino anche la verifica metrologica e il singolo dispositivo utilizzato

Multa per eccesso di velocità a Ventimiglia, primo ricorso al Decreto Salvini "Autovelox privo di omologazione"

È stata presentata al Giudice di Pace di Sanremo un'impugnazione contro un verbale elevato dalla Polizia Locale di Ventimiglia per una presunta violazione dei limiti di velocità. A ricorrere è una azienda locale, rappresentata dal legale rappresentante pro tempore Luigi Spiaggi e assistita dall'avvocato Alberto Pezzini. La sanzione, pari a 183,25 euro, riguarda una violazione accertata il 27 giugno scorso. Nel ricorso viene inoltre contestata la decurtazione di tre punti dalla patente di guida

Il primo motivo alla base dell'opposizione riguarda la presunta inapplicabilità al caso del cosiddetto Decreto Salvini dell'8 giugno 2026, entrato in vigore, secondo quanto riportato nell'atto, il 12 luglio. L'accertamento contestato risale infatti al 27 giugno, quindi a una data precedente all'entrata in vigore del provvedimento. La società sostiene che il decreto non contenga alcuna disposizione che ne stabilisca la retroattività e richiama il principio generale secondo cui la legge dispone per l'avvenire. Da qui, secondo la tesi sostenuta nel ricorso, deriverebbe la necessità di valutare il verbale sulla base della normativa e della giurisprudenza precedenti.

Nel dettaglio, il ricorso sostiene che il verbale sarebbe privo dell'indicazione dell'omologazione dello strumento utilizzato per rilevare la velocità. Nel ricorso si sostiene che, in assenza del requisito dell'omologazione, l'accertamento dovrebbe essere considerato nullo. "Il verbale impugnato è nullo trattandosi di un verbale documentalmente privo della omologazione", si legge nell'atto depositato presso il Giudice di Pace. La società chiede quindi che il giudice annulli o dichiari nullo il verbale, con conseguente condanna del Comune di Ventimiglia alle spese del procedimento. Un secondo fronte riguarda la metrologia legale, ovvero i controlli cui sono sottoposti gli strumenti di misura utilizzati per finalità riconducibili, tra le altre, alla sicurezza pubblica e all'imposizione di sanzioni. Nel ricorso viene richiamato il Decreto ministeriale che disciplina i controlli degli strumenti di misura in servizio. L'atto passa in rassegna le procedure di verifica iniziale e periodica, oltre ai controlli casuali e a quelli effettuati in contraddittorio. Secondo la ricostruzione proposta dalla società, tali verifiche sarebbero rilevanti anche per accertare la validità dello strumento utilizzato per la rilevazione della velocità.

La contestazione si concentra quindi sulla mancata indicazione, nel verbale, di un provvedimento del MIMIT che, secondo la tesi difensiva, avrebbe dovuto attestare preventivamente l'ammissione metrologica legale dello strumento. Il ricorso sostiene che tale decreto non sarebbe stato emanato e definisce il Decreto Salvini "orfano" sotto questo profilo. "Il Decreto MIMIT non è mai stato emanato e quindi il Decreto Salvini è nato 'orfano' con quanto ne deriva", si legge nel documento. Anche per questa ragione la Mansueto chiede l'annullamento o la declaratoria di nullità del verbale. Nel terzo motivo viene affrontata più nello specifico la questione del dispositivo utilizzato per l'accertamento. Nel ricorso viene indicato il sistema CELERITAS MVD 2020, per il quale viene richiamato il Decreto dell'agosto 2021. Secondo la società, però, il fatto che esista un provvedimento riferito al prototipo non dimostrerebbe automaticamente che anche il singolo esemplare concretamente utilizzato il 27 giugno scorso fosse stato debitamente omologato. È proprio questa distinzione tra il prototipo e il dispositivo materialmente impiegato che, secondo la difesa, rappresenterebbe un ulteriore elemento di criticità del verbale.

I ricorrenti evidenziano un possibile "cortocircuito intrinseco", sostenendo che il prototipo possa beneficiare delle disposizioni introdotte dal nuovo decreto mentre non sarebbe dimostrata la medesima condizione per il singolo apparecchio impiegato nell'accertamento. Da qui la richiesta di dichiarare il verbale nullo e/o inutilizzabile, anche per la presunta violazione al Decreto ministeriale dell'8 giugno scorso. Si tratta, dunque, di una contestazione che non riguarda soltanto la velocità rilevata, ma investe direttamente la legittimità dello strumento e della procedura utilizzata per l'accertamento.

Nelle conclusioni depositate giovedì, la società chiede al Giudice di Pace di Sanremo di annullare o dichiarare nullo il verbale per la mancanza dell'omologazione dello strumento, per l'assenza del decreto MIMIT indicato nel ricorso e per la violazione delle disposizioni del Decreto ministeriale dell'8 giugno 2026. La causa, secondo quanto indicato nell'atto, ha un valore di 183,35 euro, con un contributo unificato di 43 euro. Sarà ora il giudice a dover valutare le argomentazioni della parte ricorrente e la validità dell'accertamento effettuato dalla Polizia Locale di Ventimiglia.

Carlo Alessi

In Breve