I nuovi divieti di balneazione che negli ultimi giorni hanno interessato contemporaneamente diversi punti del litorale sanremese riaccendono i riflettori sulle condizioni della rete fognaria cittadina e, soprattutto, sulla necessità di arrivare a soluzioni strutturali. Dopo i campionamenti Arpal del 27 luglio, che hanno evidenziato il superamento dei limiti per gli enterococchi intestinali in tre aree, i tecnici dell'Agenzia hanno effettuato ieri mattina i nuovi prelievi suppletivi. L'esito sarà decisivo per stabilire l'eventuale revoca delle ordinanze, con il primo possibile ritorno alla balneabilità atteso da venerdì. Nel frattempo, però, restano da chiarire le cause dei superamenti e si moltiplicano le segnalazioni di cattivi odori in diverse zone della città.
La situazione arriva dopo una stagione nella quale gli episodi di non balneabilità si sono già ripetuti. A giugno il tratto di Corso Trento e Trieste compreso tra il torrente San Francesco e la scogliera del Morgana era stato interessato da un divieto dopo valori di Escherichia coli pari a 1.300 MPN/100 ml e di enterococchi intestinali pari a 2.800 UFC/100 ml, entrambi oltre i limiti di legge. Il provvedimento era poi stato revocato il primo luglio dopo gli esiti favorevoli delle analisi Arpal. A luglio, inoltre, un guasto alla linea di rilancio del sollevamento fognario del Tiro a Volo aveva costretto Rivieracqua a disattivare l'impianto e ad attivare lo scarico di emergenza, con conseguente ordinanza di divieto nel tratto tra Capo Pino Levante e il Villaggio dei Fiori.

È proprio la ripetizione degli episodi, in piena stagione estiva, ad aver alimentato le proteste delle organizzazioni di categoria, degli operatori degli stabilimenti balneari e delle forze di opposizione. Un problema che non riguarda soltanto la possibilità di fare il bagno, ma investe direttamente l'economia del comparto turistico e l'immagine di Sanremo. Il divieto di balneazione, infatti, arriva nel momento più importante dell'anno per gli stabilimenti e per tutte le attività che vivono del turismo balneare. E la contemporaneità dei superamenti registrati in punti differenti del litorale rende ancora più urgente comprendere se esista un denominatore comune o se, invece, si tratti di criticità distinte della rete. Molte le segnalazioni di miasmi provenienti in particolare dalla zona del depuratore di Capo Verde, da Pian di Nave e dall'area del Borgo.
Di fronte a questo scenario, ieri l'assessorato all'Ambiente ha chiesto a Rivieracqua di mantenere alta l'attenzione e di attivare senza ritardi tutte le verifiche necessarie. L'assessore Ester Moscato ha formalizzato una richiesta che non si limita alla gestione dell'emergenza, ma punta a ottenere un quadro preciso delle cause e degli interventi necessari. "I recenti divieti di balneazione che hanno interessato il nostro litorale rappresentano un fatto grave che richiede risposte tempestive e azioni concrete", ha spiegato. Da qui la richiesta di una verifica immediata dello stato della rete fognaria, degli impianti di sollevamento e delle infrastrutture di competenza, insieme all'adozione di tutti gli interventi necessari per eliminare eventuali anomalie e malfunzionamenti.
Il Comune vuole inoltre che Rivieracqua trasmetta una relazione tecnica dettagliata, nella quale siano indicate le cause accertate, gli interventi già eseguiti o programmati e i relativi tempi di attuazione. Non solo: l'amministrazione chiede aggiornamenti costanti sull'evoluzione della situazione fino al completo superamento delle criticità. "In qualità di assessore ho richiesto formalmente a Rivieracqua l'immediata attivazione di tutte le verifiche tecniche necessarie per individuare le cause dei divieti e la messa in atto degli interventi indispensabili per risolvere definitivamente le problematiche riscontrate", ha sottolineato Moscato. L'obiettivo dichiarato è passare dalla gestione dei singoli episodi alla prevenzione, evitando che ogni nuovo superamento dei parametri si trasformi in un'emergenza per il litorale.
Ma il punto centrale è anche capire quanto del programma concordato nei mesi scorsi sia stato effettivamente realizzato e cosa debba ancora essere completato. Per il 2026 Rivieracqua aveva programmato una serie di interventi considerati prioritari. Tra questi figurano il revamping e il potenziamento dell'impianto di sollevamento fognario '55' di Pian di Nave e Giardini Vittorio Veneto, previsto a partire da ottobre, e il relining della condotta di mandata del sollevamento 'S5' nella zona di Corso Trento e Trieste, anch'esso programmato per ottobre. Si tratta di due opere particolarmente significative proprio alla luce delle criticità emerse negli ultimi mesi, soprattutto nell'area di Corso Trento e Trieste e nella zona centrale della città.
Nel frattempo risultano in corso di completamento la riqualificazione del collettore fognario in strada San Martino, con la contestuale separazione tra acque bianche e nere, e la redazione di un modello idraulico della rete fognaria su un bacino pilota individuato nel torrente San Martino. Quest'ultimo intervento dovrebbe consentire di analizzare in maniera più approfondita il comportamento della rete e di utilizzare il bacino scelto come modello per comprendere le criticità dell'intero sistema. È inoltre in corso il potenziamento delle attività di monitoraggio, controllo e manutenzione ordinaria e straordinaria dei collettori lungo i torrenti, sia nei tratti tombinati sia in quelli naturali, con particolare attenzione anche alla verifica degli innesti delle tubazioni private.
Alcuni interventi, invece, risultano già completati. È il caso della riqualificazione di varie tratte fognarie e della pulizia delle vasche dell'impianto di sollevamento fognario 'S5'. Il Comune, inoltre, rivendica quanto realizzato direttamente nell'ambito del Pinqua, con circa 1.500 metri lineari di interventi per la separazione delle acque bianche da quelle nere. Un'opera che ha consentito di alleggerire il carico sul sistema fognario comunale e, nelle intenzioni dell'amministrazione, di ridurre la probabilità di disservizi e sversamenti durante gli eventi meteorologici più intensi. A questo si aggiunge il lavoro congiunto con l'Ente di governo A.T.O. Ovest e Rivieracqua per definire un protocollo operativo destinato a rendere più efficaci e tempestivi i controlli sugli allacci privati e l'accertamento di eventuali sversamenti collegati a questi ultimi.
È proprio sul fronte dei possibili scarichi privati che nelle ultime ore si è concentrata una parte delle verifiche. La contemporaneità dei superamenti in aree differenti del litorale non consente infatti, allo stato attuale, di individuare una sola causa. L'attenzione resta alta soprattutto nelle zone della Bussola e della foce del torrente Armea, mentre a Corso Trento e Trieste il quadro appare legato anche alla presenza dei torrenti che sfociano in prossimità delle spiagge. Gli stabilimenti della zona hanno inoltre commissionato analisi private che avrebbero dato valori conformi, seppure prossimi ai limiti: a decidere sull'eventuale revoca dei divieti saranno comunque i risultati ufficiali di Arpal.
La richiesta dell'amministrazione, dunque, è quella di non limitarsi più a interventi a tampone. "Ogni giorno di divieto significa un danno per i cittadini, per gli operatori economici e per l'immagine della nostra città", ha sottolineato Moscato. E il messaggio rivolto a Rivieracqua è particolarmente netto: "Da Rivieracqua noi ci aspettiamo non solo spiegazioni ma soprattutto fatti, interventi immediati con un programma preciso e la massima trasparenza sulle attività in corso". L'assessore chiede quindi tempi definiti, aggiornamenti costanti e soprattutto misure capaci di evitare il ripetersi degli episodi. "I cittadini meritano risposte certe e tempi definiti, non sono più accettabili ritardi o interventi a tampone, servono soluzioni strutturali e responsabilità chiare".
Ora la prima risposta arriverà dai nuovi campionamenti Arpal. Se gli esiti saranno favorevoli, i divieti potranno essere revocati e il mare tornare nuovamente fruibile, ma la questione non si chiuderà con la semplice riapertura delle spiagge. Resta infatti da capire perché diversi punti del litorale abbiano registrato contemporaneamente valori oltre i limiti e quali interventi siano necessari per evitare che la situazione si ripeta. Le analisi rappresentano quindi soltanto il primo passaggio. Il vero banco di prova sarà la capacità di trasformare gli interventi già programmati, quelli in corso e le verifiche richieste dal Comune in un piano organico per la rete fognaria. Perché, in piena estate, ogni nuova ordinanza di divieto rischia di tradursi in un altro colpo agli operatori, ai turisti e alla reputazione di una città che del suo mare fa uno dei principali elementi della propria attrattività.


