L'ondata di caldo continua a interessare tutta la provincia di Imperia e, nelle ultime ore, a rendere la situazione ancora più pesante è stato il deciso aumento del tasso di umidità, che ha oscillato tra il 60 e l'87%. Una combinazione che ha accentuato sensibilmente la sensazione di afa sia lungo la costa sia nell'entroterra, rendendo particolarmente difficili anche le ore notturne. Le temperature minime registrate nella giornata di ieri evidenziano un quadro molto differenziato tra le vallate più interne e il litorale, dove in diversi casi le colonnine di mercurio non sono praticamente mai scese sotto i 25 gradi. Un contesto che conferma come il caldo stia ormai caratterizzando da settimane il clima della provincia, con poche tregue e precipitazioni ormai ridotte a episodi isolati.
Le minime più basse sono state registrate nelle località montane dell'entroterra. A Pornassio la temperatura è scesa fino a 13,5 gradi, davanti a Triora con 15,3 e Pigna con 15,4, seguite da Montegrosso Pian Latte con 16,1 e Pieve di Teco con 17,8. Valori decisamente più elevati si sono invece registrati nelle aree costiere e nelle località più esposte all'influenza del mare. Ventimiglia ha fatto segnare minime comprese tra 25,1 e 26,2 gradi, mentre Sanremo non è scesa sotto i 26,8 gradi, la minima più alta dell'intera provincia. Imperia ha registrato 25,8 gradi, Cipressa 25,5 e Seborga 25,0, confermando una notte decisamente tropicale lungo gran parte del litorale.
Anche le temperature massime hanno raggiunto valori significativi, pur con alcune differenze tra le varie zone del territorio. La località più fresca è risultata Montegrosso Pian Latte, dove il termometro si è fermato a 22,6 gradi, mentre Apricale ha raggiunto 26,8 e Montalto Carpasio 27,3. Sulla costa, Sanremo ha toccato i 30,6 gradi, Imperia 30,8 e Ventimiglia valori compresi tra 31,1 e 34,6 gradi, a seconda delle stazioni di rilevamento. Tra le punte più elevate figurano Rocchetta Nervina con 36,4 gradi, Borgomaro con 35,6, Dolceacqua con 35,2, Airole con 35,0 e Pieve di Teco con 34,8 gradi, a testimonianza di un caldo intenso anche nelle vallate interne.

Oltre al disagio provocato dalle temperature e dall'afa, cresce però anche la preoccupazione per la persistente assenza di precipitazioni. Salvo qualche sporadica perturbazione, infatti, sulla provincia di Imperia non si registrano piogge significative ormai da diversi mesi. Secondo gli addetti ai lavori, la situazione è ancora sotto controllo grazie alle riserve idriche accumulate nei mesi precedenti, ma lo sguardo è inevitabilmente rivolto alle prossime settimane. Se il mese di agosto e, soprattutto, settembre dovessero trascorrere senza precipitazioni consistenti, potrebbero infatti emergere criticità importanti per quanto riguarda l'approvvigionamento idrico, con ripercussioni sia per le utenze civili sia per il comparto agricolo, già messo a dura prova da un'estate particolarmente calda.
L'altra grande incognita riguarda invece ciò che potrebbe accadere in caso di ritorno del maltempo. Gli esperti osservano con attenzione l'elevata temperatura raggiunta dal Mar Ligure, una condizione che rappresenta un'importante fonte di energia per eventuali sistemi temporaleschi. In presenza di perturbazioni organizzate, infatti, il contrasto tra aria più fresca in quota e il mare particolarmente caldo potrebbe favorire lo sviluppo di fenomeni meteorologici intensi, con precipitazioni abbondanti concentrate in poche ore, forti raffiche di vento e possibili criticità idrogeologiche. Uno scenario che viene monitorato con attenzione proprio perché il lungo periodo siccitoso, paradossalmente, può aumentare i rischi in caso di piogge particolarmente violente.

Una fotografia concreta della situazione arriva anche dal torrente Argentina, il cui stato conferma gli effetti della prolungata mancanza di precipitazioni. Nelle zone più a monte, tra Badalucco e Molini di Triora, i livelli dell'acqua risultano ormai molto bassi, mentre nel tratto di Taggia il letto del torrente appare completamente asciutto. Anche la diga di Tenarda, in alta Valle Argentina, presenta un livello dell'acqua decisamente inferiore rispetto agli standard stagionali. Un quadro che, pur non facendo registrare al momento situazioni di emergenza, rappresenta un campanello d'allarme in vista della parte finale dell'estate, quando la domanda di acqua resta elevata e le risorse disponibili potrebbero progressivamente ridursi in assenza di precipitazioni significative.
(Foto di Cristian Flammia)









