Il Nazionale

Sport | 28 luglio 2026, 18:42

Bentornato Varese "Calimero": il pallone resta in panchina, gioca solo il caso stadio

Nel secondo giorno di raduno biancorosso il presidente Girardi e il dg Rosati riaprono subito il fronte con il Comune: «Senza strutture siamo una squadretta. E adesso cominciamo a stufarci...». Il gruppo intanto riparte tra prudenza, giovani da valutare e un attaccante ancora da trovare. Ciceri: «Obiettivo salvezza». La bandiera Malinverno unico a suonare la carica: «Se ti chiami Varese, devi pensare ai tre punti ogni domenica»

Bentornato Varese "Calimero": il pallone resta in panchina, gioca solo il caso stadio

Un classico primo giorno (in realtà secondo, ma le porte alla stampa sono state aperte oggi…) tutto sorrisi, pacche sulle spalle, buoni propositi e orizzonti pieni di speranza?

Ma va là… Alle Bustecche il meteo segna già nuvole. Nuvole nere, di quelle che si sente addosso, un pomeriggio sì e l’altro pure, il povero Calimero. Nuvole da accerchiamento. Le solite: «Senza lo stadio si rimane una squadretta». Parole e musica di Paolo Girardi.

Insomma, bentornato Varese.

Davanti ai giornalisti schierati si parla quasi esclusivamente di quello che ormai è diventato non solo un muro contro muro con il Comune (il quale pensa esattamente il contrario di ciò che ritiene il club: se rimani "squadretta", senza obiettivi veri, rimani anche senza stadio…), ma anche un refrain da cui la società posseduta dalla famiglia Rosati non intende minimamente affrancarsi. Anzi: lo rivendica.

Girardi all'inizio sembra lasciar intendere spiragli («Abbiamo interloquito con il Comune e a settembre ci confronteremo di nuovo»), ma poi torna subito tranchant: «Il nostro progetto sportivo è strettamente legato a quello societario: la volontà di continuare c’è solo se dall'altra parte (Palazzo Estense ndr) ci sarà la volontà di fare qualcosa. Diversamente, facendo i conti in casa, diventa difficile andare avanti. Siamo già in ritardo di tre anni rispetto ai nostri piani. Se la situazione si sblocca possiamo continuare a ragionare sul progetto; altrimenti diventa complicato tenere in piedi un percorso che non riesce a decollare». Poi una frase il cui finale rimane nell’aria, ma si intuisce facilmente: «E adesso comincio un pochettino a…».

Sulla stessa identica linea il dg Giovanni Rosati (il patron Antonio presente al training center ma in disparte): «Sento spesso parlare della "scusa dello stadio". Ecco: io credo che una scusa sia quando ci si nasconde dietro un dito e noi non ci stiamo nascondendo. Sappiamo benissimo che, se uno vuole, può costruire una squadra vincente spendendo tanti soldi anche senza risolvere il tema dello stadio. Non diciamo che questo sia impossibile. Spieghiamo semplicemente che, per il progetto che abbiamo in mente, il tema delle strutture è fondamentale. Se fosse così semplice fare grandi squadre senza un progetto strutturale alle spalle, probabilmente qualcuno lo avrebbe già fatto prima di questa proprietà…».

Con certe “bordate”, pronti via, sparate dai mirini dirigenziali, la parte sportiva si rassegna quasi inevitabilmente a retrocedere ancora una volta in secondo piano, anche se pare l’unica intenzionata a guardare avanti invece che costantemente indietro. Lo fa di certo il confermato mister Andrea Ciceri, prima di dirigere il secondo allenamento della stagione: «Ho accettato di rinnovare perché ho “letto” la possibilità di continuare a lavorare in un ambiente in cui sono stato bene e in una società in cui non mi è mancato davvero niente. Dobbiamo ripartire dall’energia positiva del finale della scorsa stagione e cerchiamo di sbagliare ancora meno, perché quest'anno, per certi aspetti, sarà ancora più complicato».

Pur senza aver sentito la definizione del proprio presidente («squadretta»), l’allenatore dà comunque prova - oltre che di umiltà - di aver recepito il messaggio (ma soprattutto lo status quo…) societario: «La società è stata chiara: questa è una stagione in cui il primo obiettivo è salvarsi e mantenere la categoria. Credo però che le scelte fatte, ancora più dell'anno scorso, siano ricadute su giocatori motivati e desiderosi di fare qualcosa di importante: qualcuno per rilanciarsi, qualcuno per confermarsi e fare ancora meglio. Ancora più della qualità tecnica, dovranno essere la compattezza del gruppo e l'attaccamento alla maglia i valori che ci accompagneranno in questa stagione».

Compattezza e attaccamento alla maglia sono il pane di Andrea Malinverno, quarto anno in biancorosso. Con lui tornano sorrisi, entusiasmo, orgoglio, positività. Finalmente anche un pizzico di ambizione: «A me piace molto la sfida, mettermi in gioco e, ancora di più, mettersi in gioco come squadra. È la cosa più bella. Sono una persona molto realista: mi piace pensare partita dopo partita, senza farmi troppi ragionamenti a lungo termine. Ovviamente vorrei fare tre punti ogni domenica: quando indossi questa maglia deve essere questo il primo obiettivo. Poi quello che verrà, verrà. Posso però fare una promessa a nome di tutta la squadra: chiunque scenderà in campo con la maglia del Varese darà più del cento per cento. Per rappresentare questa città non basta dare il massimo, bisogna mettere sempre qualcosa in più. E posso promettere che anche quest'anno sarà così».

A ruota Stefano Molinari, atteso cavallo di ritorno in difesa: «Sono veramente contento di essere tornato, era quello che volevo. C'è un conto in sospeso e spero che questo sia l'anno del rilancio per me. L'obiettivo è stare bene e tornare a esprimermi al meglio, quindi sono davvero felice di essere di nuovo qui».

Questione mercato. Ai 17 ufficiali della rosa che ieri ha iniziato a faticare (compreso l’ultimo arrivato, il difensore Luca Tronci) vanno aggiunti 9 aggregati. Non tutti rimarranno: «La prima cosa che faremo sarà valutare i vari giovani aggregati, perché non tutti saranno confermati» - spiega Giovanni Rosati - «Ci teniamo a fare valutazioni con cognizione di causa. Cosa manca? Sicuramente un attaccante, una punta di ruolo, un centravanti con determinate caratteristiche. Poi dovremo puntellare l'organico con qualche altro giovane, un po' in base a quello che osserveremo durante i giorni di ritiro e un po' in base a ciò che ci renderemo conto manchi. In particolare penso al reparto centrale del campo e agli esterni difensivi. Questa è la situazione a oggi, ma le valutazioni cambiano di giorno in giorno in base a quello che si vede sul campo».

Ciceri, del resto, non chiede nulla: «Per quanto mi riguarda l'attenzione principale è rivolta ai giocatori che abbiamo già. Dobbiamo concentrarci sulla loro crescita, perché sarà quella a permetterci di essere competitivi».

VARESE 2026-27 – ROSA DEL RADUNO

Portieri

  • Edoardo Capone (2008)
  • Gabriele Gruttadauria (2009)
  • Giulio Mangano (1999)

Difensori

  • Lorenzo Berbenni (2002)
  • Matteo Bruzzone (1994)
  • Manuel Costante (2004)
  • Stefano Molinari (2000)
  • Vittorio Salera (2007)
  • Luca Tronci (2007)

Centrocampisti

  • Roberto Beretta (2001)
  • Orso Maria De Ponti (2005)
  • Edoardo Fabris (2008)
  • Andrea Malinverno (2002)
  • Abraham Sovogui (2006)

Attaccanti

  • Mattia Barbaro (2008)
  • Pietro Cogliati (1992)
  • Daniele Favale (2002)

Aggregati

  • Bianchi
  • Del Signore
  • Dodaj
  • Franchi
  • Gallotti
  • Gambarotto
  • Maschi
  • Montonati
  • Romero

AMICHEVOLE CONTRO IL MILAN A PORTE CHIUSE

Varese FC, su indicazioni dell'AC Milan, comunica che la gara amichevole in programma per sabato 1 agosto contro la formazione del Milan Primavera si disputerà a porte chiuse.

La società ringrazia i propri tifosi per il consueto e caloroso supporto, invitandoli a seguire i canali ufficiali del Varese FC per tutti gli aggiornamenti sul prosieguo della preparazione estiva.

Qui sotto il video con tutte le dichiarazioni dei protagonisti:

Fabio Gandini